Recensione a “La ragazza nel bosco” di Carmen Weiz

carmen 1Recensione a cura di Ferdinando Salamino.

Titolo: La ragazza nel bosco
Autore: Carmen Weiz
Genere: Rosa/Thriller
Data pubblicazione: 13 aprile 2018
Pagine: 377
Prezzo: 2.99 gratis con kindle unlimited

SINOSSI

Direttamente dalle foreste di pini in Svizzera arriva…
È un triste scherzo del destino quello che catapulta Anna, giovane ragazza brasiliana, in una realtà più grande di lei. Spinta dal desiderio di fare del bene, si ritrova schiava della tratta di esseri umani, in mano ad aguzzini senza pietà, pronti a venderla al miglior offerente.
Solo la sua astuzia le permetterà di fuggire, aiutata dall’ufficiale svizzero Thomas Graff, uomo dal cuore di ghiaccio e da un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle. Uno scontro tra due diverse culture che farà volare scintille!
Questa è la storia di Anna, ingiustamente vittima come tante altre donne. Tra intrighi, tradimenti, crimini e giochi del destino una giovane donna lotterà per la sua libertà e per l’amore.

recensione-1

La ragazza nel bosco” si caratterizza per essere un tentativo di combinare elementi tipici del thriller con un nucleo narrativo centrale più tipico del romance.

In quanto tale, il romanzo cerca un equilibrio complesso tra due anime, quella dell’azione, del mistero e dell’iter investigativo e il progressivo germogliare della storia d’amore tra i due protagonisti.

Devo dire che, mentre l’autrice dimostra una buona conoscenza delle dinamiche tipiche del genere romance e tesse un intreccio che, credo, non mancherà di appassionare più di una lettrice, l’elemento thriller non convince del tutto.

In primo luogo, il livello di dettaglio non risulta soddisfacente. Il protagonista maschile, nonché voce narrante delle parti dedicate al suo POV, dovrebbe essere un esperto membro delle forze investigative, eppure il suo linguaggio appare talvolta vago e impreciso.

Per esempio, nel capitolo 7:

“Purtroppo, senza il suo aiuto, non riuscivamo a procedere con le indagini sul
caso. Avevo le sue impronte, le sue foto ed anche un disegno del suo viso non ferito,
che il nostro informatico aveva ottenuto miracolosamente utilizzando un
modernissimo programma.”

 Di quale modernissimo programma parla? Un detective dovrebbe conoscerlo e, oltretutto, programmi simili sono oramai all’ordine del giorno e non molto “miracolosi”.

Sempre nel capitolo 7:

Da quell’uomo appresi che
questo tipo di traffico era il secondo più diffuso al mondo, dopo quello delle armi,
incredibilmente ancora prima di quello della droga. Era assurdo rendersi conto fino
a che punto si spingeva la crudeltà umana.

 

Per uno che fa il lavoro del protagonista, dovrebbero essere dati del tutto noti o, almeno, non così assurdi.

Tra le note positive, non manca un buon impegno nella caratterizzazione dei personaggi, la vicenda sentimentale tra i due protagonisti ha la giusta tensione e non viene “regalata” troppo frettolosamente.

Non voglio fare alcuno spoiler sul finale, ma il colpo di scena è costruito abbastanza bene e, anche se non farà cascare la mandibola agli esperti giallisti, sono certo che farà palpitare di incertezza qualche cuore.

Nel complesso, un romance ben riuscito e un thriller promettente ma un po’ acerbo, che lascia la curiosità di comprendere come l’autrice farà evolvere la vicenda, e il proprio stile, nei capitoli seguenti.

Benché infatti il romanzo possa tranquillamente essere letto come una storia autoconculsiva, esso si inserisce nel contesto di una serie denominata Swiss Stories.

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