RECENSIONE THE ARISTOCRATS DI DARIA TORRESAN E BRUNILDA BEGAJ

COVER copia

Titolo: The Aristocrats
Autrici: Daria Torresan, Brunilda Begaj
Uscita prevista: Giugno 2019
Editore: Selfpubblishing
Genere: Mafia romance

SINOSSI

Ricchi, potenti e di una bellezza quasi eterea, i fratelli Doko sono “I signori dell’est-Europa”. Arroganti, pericolosi e disonesti fino al midollo, non provano pietà, non rispettano le regole e l’unica legge che conoscono è la loro.
La sola parola che conta è la loro.
Tutti li temono, tutti chinano il capo al loro cospetto. Tranne le sorelle Norik, discendenti dirette della donna più autorevole e rispettata nell’Europa orientale, nonostante il passato per nulla glorioso. Il loro cognome è sinonimo di potere e protezione. Per loro la legge è al di sopra di tutto, non giocano sporco, non ne hanno bisogno. Ma il loro rispetto va guadagnato e i Doko l’hanno perduto da tempo.
C’è un confine invalicabile tra le terre degli uni e delle altre.
Due famiglie, due imperi in lotta da sempre per la supremazia. Ma la loro battaglia rischia di portare alla luce troppi segreti. Quanto a lungo possono i protagonisti di questa faida farsi carico dell’antico odio che li separa? Quanto, prima che gli istinti carnali sfocino in una passione travolgente?
Perché davanti a un sentimento come l’amore, il cognome che porti non conta nulla.

recensione-1

Eccomi qua a parlare anche io di The Aristocratic. Due famiglie rivali ormai da decenni i Doko (Rozaf, Rezart, Roel e Ramil) e le Norik (Kendra, Keleste, Kristel e Klesia)

68239203_495685630977017_45626820564877312_n.jpgDue famiglie. Due regni. Il territorio degli uni non è mai stato calpestabile dalle suole degli altri. Tre figli, loro. Tre figlie, noi. Tutti cresciuti con un’unica regola: farsi la guerra.

Due famiglie. Due regni. Il territorio degli uni non è mai stato calpestabile dalle suole degli altri. Tre figli, loro. Tre figlie, noi. Tutti cresciuti con un’unica regola: farsi la guerra.

Klesia è cresciuta lontana da tutto questo, ma quando farà ritorno in Albania, molte cose cambieranno, la sua ingenuità sarà pagata cara… Keleste la più grande, colei che ha vissuto di più la situazione cercherà di mettere in guardia la sorella, ma invano.

«Chi abbiamo qui?» Quello più giovane mosse dei passi verso di me. «Ce l’hai un nome , cuoricino?» chiese con un tono forzatamente mieloso. Il disegno di un pugnale era inciso all’altezza dello zigomo sinistro. L’istinto mi portò ad arretrare.

E così che Keleste si dovrà sacrificare, hanno calpestato il territorio Doko.

Kleisa mi trattenne per un braccio. «Che sta succedendo, Keleste? Dove stiamo andando?» chiese agitata. «Tu a casa. Io andrò con loro.»

Klesia nel frattempo torna a casa per conseguire alla laurea per diventare giudice e poter tornare a vivere, dopo tanti anni lontana dalla sua famiglia, in Albania e stare finalmente con le sue sorelle e sua madre.

68455086_429284394353018_5629573974586294272_n.jpgPer stemperare l’attimo, cercai parole che mi togliessero dall’impaccio. «Non mi hai detto ancora il tuo nome . Un bravo gentiluomo non dovrebbe presentarsi a una signora, per prima cosa?» «I nomi non contano nulla» asserì, con un’alzata di spalle. «Non fanno una persona.» Questo perché lui non sapeva chi ero io. C’era il rischio che se avessi rivelato il mio cognome, se la sarebbe data a gambe. Non era una cattiva idea quella di mantenere l’anonimato. «Uhm, quindi vuoi fare il misterioso…» Si avvicinò di un passo. «Non sono qui per conoscere il tuo nome, cerbiatto» mormorò, sfiorandomi la guancia con la sua. «Ci sono dettagli di te molto più interessanti che vorrei scoprire.»

Per stemperare l’attimo, cercai parole che mi togliessero dall’impaccio. «Non mi hai detto ancora il tuo nome . Un bravo gentiluomo non dovrebbe presentarsi a una signora, per prima cosa?» «I nomi non contano nulla» asserì, con un’alzata di spalle. «Non fanno una persona.» Questo perché lui non sapeva chi ero io. C’era il rischio che se avessi rivelato il mio cognome, se la sarebbe data a gambe. Non era una cattiva idea quella di mantenere l’anonimato. «Uhm, quindi vuoi fare il misterioso…» Si avvicinò di un passo. «Non sono qui per conoscere il tuo nome, cerbiatto» mormorò, sfiorandomi la guancia con la sua. «Ci sono dettagli di te molto più interessanti che vorrei scoprire.»

Ma non è più sola… Una piccola e preziosa gemma sarà colei che ribalterà la situazione. La vita di entrambe le famiglie cambierà, ma riusciranno a trovare un punto di incontro?! Riusciranno finalmente a trovare l’armonia tanto agognata in tanti anni?!

68717916_479847899467858_267862275434479616_n.jpgPrima di andarmene, tuttavia, mi voltai verso Kendra. «Anche se questa faccia ti fa schifo» le dissi, indicandomi con un dito «farai bene ad abituartici, perché la vedrai spesso. Non ti libererai di me.» «È una minaccia?» chiese lei con un sorriso sarcastico. «No. È una promessa» risposi, serio e risoluto. Proprio quando mi aspettavo che urlasse a Manol di buttarmi fuori, lei scosse la testa e sollevò gli occhi al cielo. «Dio…sei proprio uguale a tuo padre.»

Prima di andarmene, tuttavia, mi voltai verso Kendra. «Anche se questa faccia ti fa schifo» le dissi, indicandomi con un dito «farai bene ad abituartici, perché la vedrai spesso. Non ti libererai di me.» «È una minaccia?» chiese lei con un sorriso sarcastico. «No. È una promessa» risposi, serio e risoluto. Proprio quando mi aspettavo che urlasse a Manol di buttarmi fuori, lei scosse la testa e sollevò gli occhi al cielo. «Dio…sei proprio uguale a tuo padre.»

Ricondatevi che non è tutto ciò me sempre, tanti segreti verranno svelati e finalmente la verità verrà a galla, con un esito devastante.

la-mia-opinione

Eccomi, vi ho accennato un po’ la storia… Ovviamente non sono andata troppo a fondo, perché dovrete essere voi a scoprire tutti i segreti e tutte le sfaccettature. Parto col dire che emozionalmente questo romanzo ti trasposta, fluido e molto piacevole da leggere. Ho I miei personaggi preferiti ovviamente come in ogni storia, ma qui è un po’ difficile decidere… Roel in primis, a seguire Rozaf e Rezart. I duri della situazione, i più complici nella storia e forse anche i più leali. Piccolo appunto, il mio parere ovviamente… Avrei voluto qualche spiegazione in più sui loro traffici e sulla loro storia mafiosa, si sappiamo che sono mafiosi, ma abbiamo pochi accenni al loro traffico. Ripeto le emozioni sono descritte veramente molto bene, tanto da trasportati e fartele vivere. La storia di Roel e Keleste, quest’odio profondo, le loro punzacchiate. Rezaf, lo definisco il più normale in una famiglia marcia di odio, io lo definisco il ragionevole. Nel complesso ripeto avrei aggiunto qualche appunto in più. Spero di non offendere Daria e Brunilda.
Con questo chiudo la mia recensione e aspetto i vostri pareri.
A presto la vostra Lisa.

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