RECENSIONE HOT WEDDING DI AVA LOHAN


Beh come sempre Ava per me è unica, si è vero sono di parte… Ma come si fa a non farlo?! Parto col dire che apprezzo che Malcom dopo che si innamora non me lo fa un idiota rimbamito dall’amore, ma resta sempre lo stronzissimo Malcom di sempre, per questo lo adoro. Inoltre posso dire che questo libro mi ha fatto molto ridere?! Perché in alcune scene si avvicina alla comicità? Ma in senso buono eh! Samara è sempre la ragazza forte e sicura di sé, anche se in realtà in questo romanzo si metterà un po’ in discussione. Adoro il doppio pov dei due protagonisti che ti fanno vivere le loro sensazioni ed emozioni a tutto tondo o come preferite a 360 gradi. Adoro il suo essere “logorroica” perché ti fa vivere l’angoscia, la passione, la drammaticità, la contentezza, insomma ti va sentire le emozioni in prima persona. Ovviamente come dice il titolo non potete che aspettarvi un matrimonio, perché di questo si tratta… Quindi leggete Hot Wedding e fatevi trascinare da questi due mattacchioni, perché stavolta la nostra Sam la combinerà veramente grossa e sapete quanto Malcom può essere vendicativo. Buona lettura.
Baci, baci, Lisa

ESTRATTI

Termino la conversazione prima che possa domandarmi qualsiasi cosa. Perché non dovrei essere qui. Dovrei trovarmi nel mio superattico a sopportare tutte le stronzate incoraggianti di mia madre e le prese per il culo dei miei amici su questa giornata. Invece sono in piedi nel parcheggio con addosso il mio elegantissimo tre pezzi nero con le rifiniture dorate e osservo lo stadio della mia squadra. Il parcheggio privato è pieno di macchine. Ma non c’è traccia dei Thunderstorms o dei membri dello staff, perché nessuno di loro è qui. Dentro la struttura ci sono soltanto i tizi del catering inviati dalla wedding planner assunta da mia madre. È il 21 settembre e sto per sposarmi. Ma non è per questo che sono scappato dal mio attico. No, cazzo. Non riuscivo più a tollerare Pitt, mia madre, coach Kramer, i fotografi che mi perseguitavano con i loro scatti e quel coglione di Dixon che mi sfotteva con il resto della squadra.

“Siete tornati?” invio e guardo Beverly, in attesa di ricevere una risposta. Che arriva pochissimo dopo. Il cellulare mi vibra nel palmo e apro il messaggio con le mani che tremano. “Da poco. Malcolm è a casa da una decina di minuti.” Cazzo, cazzo, cazzo. Lo speravo e non lo speravo. Non ci sono scuse. È arrivato il momento di affrontarlo. «Quindi?» domanda lei agitata quasi quanto me. «È ancora in giro per la città a fare baldoria e devi a tutti i costi rinviare a domani?» Nego con la testa. «È rientrato» mormoro. Prende un respiro profondo. «Allora se vuoi andare vengo con te, guido io» si propone la mia futura testimone. Non prova nemmeno a dissuadermi, forse anche lei in fondo sa che è giusto farlo adesso. Subito. Il tempo di precipitarmi da Malcolm e sconvolgerlo come sono sconvolta io e poi provare a dormire almeno una cazzo di ora prima di sottopormi a trucco e acconciatura per la cerimonia. Deglutisco il nodo che mi stringe la gola prima che mi uccida e mi avvio a recuperare le chiavi della mia Fiat 500 rosa shocking.

«Per te.» Mi porge il sacchetto e metto da parte la mia intenzione di controllargli la nuca per allungare una mano verso ciò che mi sta tendendo. Un pacchetto di orsacchiotti gommosi che mi spiazzano. Probabilmente questo è un sogno malato del mio cervello, quindi al diavolo, ne mando giù uno e poi un secondo, e prima di restituire il pacchetto al mio miraggio ne prendo un terzo. Le caramelle però sembrano maledettamente vere, perché il gusto alla Coca-Cola lo percepisco benissimo. Così come vedo perfettamente il sorrisino divertito di Malcolm mentre continuo a masticare. La sua bocca è incurvata verso l’alto e io la vorrei su di me, anche adesso, nonostante il mio nervosismo. Perché non mi stancherò mai di avere le sue labbra addosso o sulle mie, le desidererò per sempre, anche se non sono ancora certa sia davvero qui davanti a me. E non lo sono nemmeno quando porge il pacchetto con i restanti orsetti gommosi a sua madre, ancora ferma a pochi passi da noi.

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