Recensione a cura di Thammy di “TAURUS” Black Dynasty Series #1 di Marilena Barbagallo

Buongiorno miei peccatori.
Eccomi a parlarvi un po di questa nuova avventura intrapresa dalla nostra Barbagallo. Primo capitolo della serie BLACK DYNASTY.

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TITOLO: TAURUS: Black Dynasty series #1

AUTORE: Marilena Barbagallo

EDITOR: Self publishing

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SINOSSI: Venus Morel aveva solo quattordici anni quando mi stravolse la vita. All’epoca, ero già considerato l’uomo più influente del mondo. A trent’anni, ero il magnate di una delle dinastie più ricche di sempre. Lei era proibita, averla sarebbe stato scandaloso, ma la volevo da impazzire. Andavo a prenderla a scuola e mi accontentavo di guardarla, di sentirla parlare ininterrottamente, privando le mie mani della sua pelle, soffocando la voglia di prendermela e detestando il nostro divario anagrafico. Pura, bellissima, uno spettacolo per un uomo come me abituato agli eccessi, al sesso sporco e alla dissolutezza. Lei era tutto ciò che non avevo mai avuto, ma tra noi non poteva funzionare. Ho dovuto farlo: le ho spezzato il cuore. Ero certo che acquistarla mi sarebbe tornato utile, ma non potevo immaginare alle conseguenze di quell’accordo. Oggi, che sono trascorsi otto anni dall’ultima volta che siamo stati insieme, dovrò comunicarle che adesso appartiene alla mia dinastia. Mi chiamo Taurus Leclerc, il mondo è mio, posso avere tutto, ma non lei.
Una famiglia che custodisce oscuri segreti, dodici Segni zodiacali, un impero, una Dinastia. Benvenuti nel Castello Leclerc.
 
 ATTENZIONE: il romanzo contiene scene che possono urtare la sensibilità del lettore, si consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.

 

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… Forse abbiamo solo bisogno di piangere, urlare, strapparci via la maschera che ci siamo creati o che ci hanno messo addosso.
Forse siamo solo stanchi di sentirci descrivere, di vederci con gli occhi degli altri.
Forse vogliamo solo essere noi, quelli con cui parliamo la notte, quelli che vediamo allo specchio: fragili, stanchi ma vivi.
Alla gente non importerà mai quanto hai pianto, quante volte ti sei sentita inadeguata, abbandonata, sola e vinta.
Non lo capiranno.
Non sapranno quanto sono profonde le ferite invisibili.
Non le vedranno.
La gente deve vedere il tuo sangue, toccare il tuo dolore, mercificarlo.
Se sapranno che sei ancora tutta intera, se sorridere ti sarà ancora concesso, se avrai braccia, gambe, occhi e voce, allora… “non è niente, tutto passa”, ti diranno.
Ciò che non si vede tende a essere irreale.
E non importa se ti stai inaridendo per mancanza di carezze;
se non sputi sangue, non le avrai.

Tieni tutto dentro, ma vomitalo quando puoi.
Fallo per te.
Sappiamo che abbiamo tanto da dare, conosciamo il nostro posto nel mondo. E allora forse il problema non siamo noi, ma l’angolo in cui ci troviamo, le persone che ci stanno intorno. Non sempre siamo nel posto giusto con le persone giuste.
Dovremmo avere il coraggio di lasciare quell’angolo e voltare le spalle a chi ancora ce le mostra.
E gridiamolo, a questo mondo, che siamo stanchi ma non siamo ancora morti.
E nascondiamole le nostre cicatrici, perché sono sacre, toppe della nostra anima, e l’anima mica si concede a tutti.
Teniamoci cara la solitudine, potremmo bramarla più di una finta compagnia, ma non crediamola fedele a noi, potrebbe voltarci le spalle. Allora avremmo bisogno di qualcuno a cui raccontare che anche la solitudine non ha meritato di guardare le nostre ferite…


Voglio cominciare così, con questo estratto.
Bellissimo! Quanti di noi si possono rispecchiare in queste frasi…
Parto col dire che anche qui la Barbagallo non si è smentita, ha la capacità di tenerti incollata alle pagine fino alla fine.
Questa è una storia particolare, ma forse neanche troppo per certi aspetti. Si districa su due spazi temporali: tra il presente dei nostri due protagonisti e i loro ricordi del passato, del loro primo incontro, della loro infanzia, e piano piano ci accompagneranno a conoscere le loro vite con tutte le sue ombre e i suoi tormenti. Un amore contrastato, impossibile, ostacolato da mille motivi, in primis la differenza di età, si perché una Venus appena quattordicenne alle prese con la prima cotta per quel uomo, quel idolo irraggiungibile, Taurus Leclerc . Ammetto di aver vissuto la prima parte del romanzo con l’ansia di quello che sarebbe potuto succedere, con il timore che l’autrice ci avesse calcato troppo la mano rischiando uno “scivolone”che avrebbe rischiato di rovinare la storia, ma cosi non è stato, anzi. Mi sono subito innamorata di Venus mentre Taurus ha dovuto faticare di più, mi spaventava quello che avrei potuto scoprire man mano che andavo avanti, invece l’autrice mi ha costretta ad entrare sempre di più nella sua testa, nel suo cuore, nella sua anima, e ragazzi quante emozioni!
 

… Sono come una scheggia di vetro che esplode andando a conficcarsi nell’unico posto sbagliato. L’unico da evitare. L’unico che rappresenta, allo stesso tempo, il tassello magnetico che mi reclama. Solo adesso che l’ho rivista, mi sono reso conto che io e Venere siamo due forze che si attraggono ma che si franano addosso a vicenda, diventando ulteriori frammenti di schegge.
E i cocci di vetro, non solo non si possono riparare, ma tagliano e fanno male…

Ecco che Marilena pagina dopo pagina sapientemente tesse le tela di una trama complessa, accattivante. Una dinastia, dodici segni zodiacali che tirano le fila del mondo…
Un patto, o meglio un  contratto che Taurus a otto anni di distanza deve assolutamente rispettare, ma che è anche la cosa più dolorosa e difficile da mettere in pratica.


 … Lentamente si volta, sembrando stanca, esausta di condividere persino la mia stessa aria. Quando capisco che sta per raccogliere le sue cose e andare via, la mia mente, in due secondi, costruisce una storia: la storia di lei che esce da quella porta per sempre.
 Sento di avere il diritto di poterla accarezzare un’ultima volta.
Allungo un braccio e le avvolgo il busto da dietro, attirandola a me.
Stretta. Stretta. Stretta.
Il mio petto contro la sua schiena, gli occhi serrati a cercare di isolare i colori, solo per sentire.
Sentire solo lei.
Affondo il viso tra i suoi capelli mentre Venere, piccola e timida, si plasma a me che desidero essere la sua armatura.
Ed è un abbraccio, un vero abbraccio. Qualcosa che sa di ritrovato, ma anche di nuovo, che nasce e si costruisce nelle mie ossa, disegnandosi sulla pelle come un tatuaggio…

… «Questa notte voglio chiudere tutte le porte della mente e regalare una stanza solo a te. Se vorrai, ti lascerò entrare in questa stanza, ma potrai farlo solo se mi prometterai che ti fiderai di me. Fidati di me e ti mostrerò cosa provo»…

In teoria un romance erotic, almeno questo è convinta di aver fatto l’autrice questa volta, ma (è più forte di lei 🙂  ) la vena dark torna fuori e rende il tutto ancora più coinvolgente e trascinante. 
E che dire del finale? Oddio non vedo l’ora di poter leggere il seguito.
Devo assolutamente leggere il seguito!

Che altro aggiungere…
Marilena Barbagallo amo il tuo stile, il tuo “osare” e correre sul limite dei confini degli schemi prestabiliti.
Riesci a dare vita a personaggi unici, mi sono innamorata pazzamente di Mikel e Megan in “GANG”  e quante lacrime con Delirio e Siria!
Ora Taurus e Venus…
E potrei mai dimenticarmi del mio pazzo scatenato primo amore  “LED”  il mio Krum.
Quasi mi stavo strozzando quando me lo sono ritrovato davanti in queste pagine.
bellissima “chicca”, geniale.

Ora basta non intendo dire altro se non andate a leggerlo perché ne vale veramente la pena. 

Io vi do appuntamento alla prossima lettura.
Baciotto.

Thammy

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