RECENSIONE IL MIO GIOCO SEI TU DI L. A. COTTON

cover cotton 2229498773295262811..jpg1. TITOLO: Il mio gioco sei tu
2. AUTORE: L. A. Cotton
3. EDITORE: Queen Edizioni
4. GENERE: New Adult
5. USCITA: 12 Febbraio 2020
6. PREZZO: e-book € 3,99 cartaceo € 12,90
7. PAGINE: 350
NB: Libro disponibile nei vari store.
TRAMA
Odiare è facile… amare è difficile
Felicity Giles ha una lista.
Perdere la verginità.
Incontrare il suo principe azzurro e innamorarsi.
Vivere l’ultimo anno di liceo al massimo.
L’unico problema? Il suo principe non fa parte dei buoni, è un cattivo, e lei è abbastanza
sicura che lui la distruggerà prima di donarle il suo cuore.
Jason Ford ha un piano.
Vincere il Campionato Nazionale e diventare uno dei quarterback più famosi della storia
dei Rixon Raiders.
Andare al college e realizzare il suo sogno di entrare a far parte della NFL.
Evitare la ragazza per cui ha iniziato a provare qualcosa. Felicity Giles, la migliore amica
della sua sorellastra, nonché una perenne spina nel fianco.
Lei è fottutamente fastidiosa.
Strana.
Per lui è solo un gioco, niente di più.
Fino a quando il suo più grande rivale decide di farla pagare a lui e alle poche persone a cui
vuole bene… e Felicity viene messa in mezzo.
E all’improvviso l’odio che prova per lei inizia a sembrare amore.
BIOGRAFIA AUTORE
L. A. Cotton: Autrice di Young Adult e New Adult Romance.
Scrive le storie che vorrebbe leggere: storie che creano dipendenza, piene di rabbia
adolescenziale, tensione, colpi di scena e svolte. Vive in una piccola città nel centro
dell’Inghilterra, dove al momento si destreggia tra l’essere una scrittrice a tempo pieno e fare
da madre/arbitro a due bambini. Nel suo tempo libero (e quando non è accampata di fronte al
computer) è probabile trovarla immersa in un libro, lontana dal caos della vita. Le piace
connettersi e interagire con i suoi lettori, e puoi trovarla su: www.lacotton.com

recensione-1
WOW! Sono reduce da un vortice d’emozioni… Penso che la Queen ha un asso nella manica e si chiama proprio L. A. Cotton. Questa Scrittrice ha una mente diabolica… Jason è il mio personaggio preferito fin dal primo libro, Il mio problema sei tu. Adesso che l’ho letto posso solo dire, amo Felicity e Jason. La loro storia non sarà affatto facile, anzi! Quanto mi sono arrabbiata in questo libro… Lui un vero e proprio Bad Boy, uno stronzo di prima categoria… Ma con un animo profondo e tutto d’amare. Si farà odiare, ma ogni sua mossa è sempre calcolata… È non posso negare che io ho un debole per i Bad Boy, mi fanno proprio morire! Felicity è una roccia in tutti i sensi, riesce ad affrontare tutte le situazioni di petto, una in particolare, io sarei veramente morta in un momento del libro… Invece lei a testa alta finisce e se ne va… Quando lo leggerete capirete a cosa mi riferisco. Penso anche che questo romanzo faccia riflettere, mai farsi programmare la vita da nessuno, solo noi siamo padroni della nostra vita, noi e nessun altro. Spero di leggere presto la storia su Ash, perché penso che lui mi farà schiattare dalle risate. Non dovete far altro che leggere questo romanzo, possibilmente prima leggete, Il mio problema sei tu… Posso assicurarvi che non ve ne pentirete!
ESTRATTI
Lui sta facendo tutto questo solo per farti innervosire. Ignoralo e la smetterà. Più facile a dirsi che a farsi. Jason “Stronzo” Ford era il tormento della mia vita. Arrogante. Presuntuoso. Un maledetto donnaiolo.
Quel pensiero mi fece sorridere e accelerai il passo mentre svoltavo l’angolo, ma finii a sbattere contro un petto forte e muscoloso. «So che mi vuoi, Giles, ma gettarsi così su di me è da disperati.» «Fottiti, Jason», sbottai, facendo un passo indietro per rimanere a distanza di sicurezza. Naturalmente, prese la cosa come una sfida, e vidi un luccichio nei suoi occhi mentre si avvicinava a me. «Jason», lo avvertii, ma lui continuò ad avanzare finché la mia schiena colpì il muro, facendomi sputare fuori l’aria dai polmoni. «So cosa stai facendo», sussurrò al mio orecchio, e il suo respiro caldo mi danzò sulla pelle. Sussultai e chiusi gli occhi. La sua voce era bassa, quasi rauca. Se non lo avessi conosciuto meglio, sarebbe stato facile pensare che stesse cercando di sedurmi. Ma io lo conoscevo bene. Non era altro che un gioco per lui. «Non sto facendo niente, Jason», sospirai, ignorando la vocina nella mia testa che sussurrava “Bugiarda”. Cancellò l’ultimo centimetro di distanza tra noi, incollando il suo corpo al mio, nella penombra del corridoio. «Non funzionerà», aggiunse. Fece scorrere la lingua sulla mia pelle umida, poi mi mordicchiò il lobo dell’orecchio. Le mie ginocchia tremarono e fui attraversata da un brivido. «Jason.» Doveva essere un altro avvertimento, ma la voce mi tradì e il suo nome uscì dalle mie labbra in un sospiro ansimante. Fece scivolare una mano sul mio corpo. Repressi il bisogno di assecondare il suo tocco, di avere di più. Non gli importava del fatto che stesse stringendo il mio seno con un po’troppa forza, o che le sue dita stessero premendo un po’troppo sulla mia gola. Perché i ragazzi come Jason Ford facevano ciò che volevano, si prendevano ciò che volevano, quando volevano. Ma a me importava. Mi importava che il suo tocco brusco infuocasse il mio corpo in quel modo. Mi importava che io volessi permettergli di farmi cose inimmaginabili. Mi importava che mi importasse. Le lacrime mi pizzicarono gli angoli degli occhi, ma le ricacciai indietro, e quando lui alzò la testa, incontrò il mio sguardo severo. «Continua a fare così e finirai per farti del male», disse, con tono freddo. Ma l’aria attorno a noi era tutto fuorché fredda. Era rovente, crepitava di elettricità, bruciava di desiderio. «Stai giocando con il fuoco, Felicity.» Dio, perfino il modo in cui diceva il mio nome mi faceva eccitare. «E sai cosa succede quando giochi con il fuoco?» Il suo respiro sapeva di liquore e mi sfiorò il viso. Le sue labbra si muovevano pericolosamente vicine alle mie. «Ti bruci.» Avrei dovuto dirgli di stare alla larga da me, o schiaffeggiare quel viso capace di far sciogliere gli slip di ogni ragazza e andarmene via. Oppure, dargli un calcio nelle palle e scappare. Ma non feci nessuna di queste cose. Al contrario, dissi: «Magari voglio bruciarmi».
«Dobbiamo parlare.» Cameron appoggiò una mano sul mio petto, bloccandomi l’uscita dagli spogliatoi. «Non mi interessa.» «Invece lo faremo.» Alzò le sopracciglia, mentre mi spingeva. Si trattò solo di una lieve spinta, ma fu abbastanza per farmi capire che faceva sul serio. «Bene», ribattei. «Di’quello che hai da dire, amico, e lasciami andare a lezione, cazzo.» «Adesso vai a lezione?» sorrise beffardo. «Fottiti.» «Perché lo hai fatto?» Cam fece un sospiro stanco, i suoi occhi mi stavano facendo un milione di domande, ma io non conoscevo le risposte. Stringendomi nelle spalle, dissi: «Perché ero ubriaco e lei era lì». «Non rifilarmi questa stronzata. Lei ti piace.» «Mi piace?» esclamai. «Non la sopporto, cazzo.» Felicity Giles era esattamente il tipo di ragazza che facevo del mio meglio per ignorare. Bisognosa. Disperata. Fottutamente strana. «Sei davvero uno stronzo a volte, lo sai?» «Non ho mai detto il contrario.» Scrollai le spalle con indifferenza. «È solo che non lo capisco. Vaughn era completamente presa da te. Avresti potuto avere lei in hotel…» Lasciò le parole in sospeso tra noi.
«Va’avanti», disse Asher. «Arrivo subito.» Si fermò a fare delle foto con un paio di ragazzi che si erano dipinti sulla faccia il logo dei Raiders. «Dov’è la Jeep di Asher?» Quando arrivai da Jason, questo fu ciò che uscì dalle mie labbra. «Guido io.» «Oh», dissi, vedendo la sua macchina. Jason diede un calcio all’asfalto, alzando in aria uno sbuffo di polvere. Tutto di lui gridava “Stammi alla larga”. L’espressione assassina. Le ondate di rabbia che scaturivano dal suo corpo. Il modo in cui la sua mascella era contratta, tanto stretta che sembrava quasi doloroso. Era una bomba nucleare che aspettava di esplodere. E, improvvisamente, non volevo più salire.

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