Recensione a cura di Thammy di “Preludio” di Dora L. Anne

 

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TITOLO: Preludio
AUTORE: Dora L. Anne
pagine: 409
GENERE: Romance Contemporaneo
autoconclusivo

 

Sinossi

Sloane Davenport ha un unico obiettivo fisso in mente: dimenticare l’amore. Questo è il motivo per cui abbandona tutto e vola in Turchia, accettando un lavoro di sei mesi come veterinaria di una piccola isola nel Mar di Marmara. Il suo è un piano perfetto, ma succede che incontra Demir. Succede che il destino si mette in mezzo, risoluto a scombussolare le carte tanto a fatica messe in ordine sul tavolo del buonsenso.
E, cosa più difficile tra tutte, succede che lui, falconiere dell’isola, ha già il cuore impegnato.
Come se non bastasse un alone di mistero lo avvolge completamente, rendendo difficile interpretarlo e capirlo.
Toccherà a Sloane scegliere se fidarsi o meno, in quella che sarà la scommessa più importante della sua vita.

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Salve, miei peccatori, eccoci di nuovo qui con la mia ultima lettura, e prima, per quanto mi riguarda, di questa autrice. Devo dire che è stata proprio una piacevole scoperta.
Sloane, la nostra protagonista, è stravolta dalla fine di una relazione in cui credeva forse troppo, forse solo lei. Spinta dalla sua migliore amica e dalla sua più grande passione nonché la sua professione, accetta una proposta di lavoro come veterinaria in una piccola isola della Turchia. Un luogo quasi magico, dove non ci sono nemmeno le auto.
Paese nuovo e vita nuova è quello che le ci vuole, ma incappa nel bellissimo, burbero, arrogante, “troglodita”, falconiere più sexy che abbia mai incontrato: Demir.
L’impatto è travolgente per entrambi.
Per Sloan è come andare sulle montagne russe, un sali e scendi continuo, un turbine di emozioni costanti e contrastanti.
La passione che toglie il fiato, la paura e la rabbia verso i suoi silenzi, la frustrazione per i suoi cambi di atteggiamento.
Demir dal canto suo è schiacciato  dai demoni del suo passato, da cicatrici che secondo lui merita e che spesso si auto infligge. Ormai si vede come un uomo senza futuro, ma si trova a dover fare i conti con la dolcissima, fragile, strampalata tempesta di nome Sloane, che riesce a far scricchiolare i muri che si è costruito intorno.
Lei riuscirà ad abbatterli?

Il dubbio, quella piccola goccia cinese che ti martella la mente, può rovinare tutto. Ce la faranno i nostri protagonisti a superare il marasma di incomprensioni che li travolge? Riusciranno i sentimenti a prevalere e a risanare le ferite?

… “Mi concentro sui suoi occhi, godo a fissare il modo in cui brillano, ci affogo completamente. Nelle iridi leggo frasi dolcissime che si accomodano lievi dentro le pieghe del cuore, avvallamento dopo avvallamento. È un preludio alla resa, stavolta la mia, un vento tenace che sradica e destabilizza tutto ciò in cui credo”…

«Seni seviyorum…» Lo bisbiglio in turco. Ti amo. Dopodiché punto dritto alla porta, lasciando in questa stanza il più grosso pezzo di me. Un cuore che era malandato. Un cuore che adesso vive. Un cuore che ormai le appartiene”…

Questa è una storia d’amore con tutti i tormenti che due anime, cosi diverse, ognuna con il suo vissuto, possono far nascere. È una trama che ti accompagna pagina dopo pagina a volerne sapere sempre di più, a sospirare nell’attesa dell’evolversi della storia.
È una scrittura corposa, piacevole, e questa autrice mi è piaciuta molto. Ho amato il protagonista “orso”, ho percepito tutta la sua fatica nel relazionarsi, nel lasciarsi andare, nel permettere ai sentimenti di avere la meglio su di lui.

…«Hai capito benissimo. Ti amo. Amo prima i tuoi difetti dei tuoi pregi. E anche quelli sono tantissimi.» Esplodo. Letteralmente. Di gioia. Di desiderio. Di eccitazione. «Ripetilo, ti prego.» Imploro. Lei strofina il naso contro il mio: «Non mi sono innamorata della parte migliore, ma di quella peggiore di te.» «Vuoi dire che sono i miei difetti a rendermi speciale?» Scherzo, a fior di labbra. Lei sta al gioco, finge di pensarci su e dopo un paio di secondi ammette in tono serio: «Più o meno. Anche i tuoi silenzi non sono male.
Stimolano la parte di me più riflessiva. Ora dimmi: significa che sono pazza?» Aumento l’intensità della presa e confermo, finalmente sicuro, finalmente sazio di parole, finalmente al settimo cielo: «Lo siamo entrambi.» Dio. Che meraviglia toccarla. Stringerla. Possederla. Insieme siamo luci e ombre, attimi infiniti di un niente che racchiude tutto. L’amore mi colma. Mi rende consapevole. Mi rende libero… 

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