RECENSIONE COME UN FULMINE A CIEL SERENO DI KEJA GALLI

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TITOLO: Come un fulmine a ciel sereno.
AUTORE: Keja Galli
BREVE BIOGRAFIA: Keja Galli nasce a Sassuolo il 7 febbraio del 1988. Da sempre amante dei libri, si approccia al mondo della scrittura dopo un momento di buio che ha colpito la sua famiglia nel 2017. Amante delle arti marziali, è telefilm-dipendente, ma fatica a destreggiarsi tra una puntata di Stranger Things e una di Masha e Orso, serie animata amata dal figlio.
‘Come un fulmine a ciel sereno’ è il suo romanzo d’esordio; una storia a tema LGBT che racchiude temi importanti, quali l’omosessualità, la violenza e l’uso di sostanze stupefacenti.
EDITORE: Amazon Publishing
GENERE: Romance MM/Young Adult
TRAMA: La vita è piena di imprevisti, si sa.
Ma se l’imprevisto ha un nome, e questo nome è Jason, la vita di Marco e Lysa non può che trasformarsi, come un fulmine a ciel sereno.
*
Marco è un bellissimo ragazzo di diciotto anni, dolce e premuroso. Vive una vita tranquilla nell’immaginaria cittadina di Pink Sand, situata sulla costa dell’America Settentrionale e bagnata dalle fredde acque dell’Oceano Pacifico. Accanto a lui l’immancabile Lysa, pelle d’ambra e occhi color miele. Insieme potrebbero formare una bellissima coppia, se non fosse che non si sentano nient’altro che amici.
All’improvviso, a guastare la tranquillità di Pink Sand arriva Jason, il classico ragazzo ribelle che non fa altro che creare scompiglio tra Marco, Lysa e la loro compagnia.
Tra feste sulla spiaggia, confessioni e segreti scomodi, cosa succederà quando Jason si renderà conto di essersi innamorato? Cosa succederà quando Lysa si renderà conto di essersi innamorata? Ma soprattutto: cosa succederà quando Marco si renderà conto di essersi innamorato… di un ragazzo?
PAGINE: 402
FORMATO: e-book e cartaceo
PREZZO: 2,99€ / 15€
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 aprile 2020

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Ciao peccatrici, oggi farò la recensione in anteprima di un romanzo per me molto speciale. Conosco Keja di persona e ci siamo conosciute grazie a suo marito Jonny (diamo i meriti a questi mariti 🤣). Un giorno è entrata in Peccatrici Librose, da lì ho scoperto la sua passione per la scrittura e di conseguenza sono andata a leggere la sua storia su Wattpad. Quella che oggi voi state leggendo su Amazon. L’ho tediata e l’ho convinta a pubblicare su questa piattaforma, quindi eccomi qua a parlare finalmente di Marco, Jason e Lysa. Anche se io e Keja siamo in contrasto sulle opinioni verso i personaggi, questa storia si può solo che amare…
Sicuramente in questo romanzo i temi trattati sono intensi. Troveremo: il bullismo, la dipendenza, le bugie… Insomma chi più ne ha più ne metta. Marco sicuramente è il mio personaggio preferito, lo adoro! Per la prima volta sente il suo cuore battere per un ragazzo, una cosa tanto difficile da accettare che allontanerà addirittura Lysa, la sua metà della mela (in amicizia, ovvio). Il problema sarà quando anche Lysa inizierà a sentirsi attratta da Jason, lui invece ha ordini specifici: non deve perdere la retta via. Ma chi tiene in pugno Jason? Perché è così stronzo? L’amicizia tra Marco e Lysa sarà compromessa, ma un colpo di scena sconvolgente ribalterà le cose e probabilmente farà capire a entrambi quanto sia dura la vita, l’uno senza l’altra.
Amo l’amicizia tra di loro e la dimostrazione di quanto il voler bene superi ogni difficoltà.
Ah, ma non pensiate che questi siano gli unici personaggi che vi faranno dannare… Perché ne incontrerete davvero tanti, tra cui Ben (spero che Keja prenda in considerazione di scriverci un romanzo), Paul e Tiffany.
Quindi che ne pensate? Fatemelo sapere dopo che avrete letto il romanzo.
Baci, baci la vostra Lisa.
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Sono trascorsi quattordici anni da quel giorno, e noi siamo cambiati parecchio: non sono più il bambino cicciottello della scuola materna, sono diventato un bel ragazzo alto poco meno di un metro e ottanta; i capelli si sono scuriti quel tanto che basta per non essere più definiti biondi, ma castano chiaro, e non ho più le guanciotte rosse, bensì un viso da diciottenne con la mascella squadrata e i tratti spigolosi. Identico è rimasto il colore particolare dei miei occhi: azzurro cielo, come la carta delle caramelle alla panna.
A Lysa, invece, i capelli sono rimasti neri e boccolosi: li ha lunghi fino alla vita, ma li tiene spesso legati o acconciati, specialmente nei mesi più caldi dell’anno. Il suo perfetto viso ovale è rimasto pressoché immutato, cresciuto in proporzione con il corpo, divenuto snello e tonico. Se all’inizio il colore della sua pelle per lei era stato un problema, non lo è più da qualche tempo: sa che ci sarà sempre qualcuno che l’amerà così com’è, indipendentemente dal fatto che la sua pelle sia ambrata, bianca o marrone, e il primo sono io, il suo migliore amico. È bella e ne è consapevole, ma non lo dà a vedere. L’essere stata adottata da una famiglia benestante non le ha mai tolto l’umiltà e il rispetto verso gli altri.
«Non so chi tu sia, ma ti consiglio di starle lontano. Andiamo, Lysa.» Mollo il braccio della tipa e afferro la mano della mia amica. Sto per allontanarmi, ma non riesco a fare neanche mezzo passo che mi ritrovo per terra con un dolore lancinante al labbro inferiore e una sensazione umida e viscida su di esso. Cauto, ci passo sopra la lingua, sentendo immediatamente il sapore metallico del sangue: il ragazzo mi ha dato un pugno ed io, preso in contropiede, non ho fatto in tempo a schivarlo.
«Non ti azzardare mai più a toccarla, è chiaro? Adesso prendi la tua amichetta e vattene da qui. La prossima volta miro al naso» mi ringhia lui. Il suo tono di voce è secco, duro, ma rimango perplesso dal modo in cui dalle sue labbra è uscita la parola amichetta. Sembra quasi avergli dato fastidio.
Ma come può essere possibile?
Lysa mi aiuta a rialzarmi. «Marco, ehi, tutto bene? Scusa, non volevo…»
«Non è colpa tua» asserisco calmo, tirandomi in piedi e spolverandomi velocemente i vestiti. «Andiamo, dai, non ne vale la pena.» Mi incammino fuori dal rifugio degli innamorati, con Lysa che sicuramente mi sta fissando sgomenta mentre mi allontano.
«Non ne vale la pena? Quello stronzo ti ha appena dato un pugno», si infervora, raggiungendomi, ma mi limito a scuotere la testa senza nemmeno risponderle.
«Meglio che stiate lontani da qui per un po’», mi urla dietro il ragazzo, le cui parole sono accompagnate dalle risatine di scherno della sua fidanzata.
«Ma non gli dici niente?» Il tono preoccupato della mia migliore amica non mi scalfisce e la ignoro. Continuo per la mia strada tamponandomi il labbro insanguinato con il dorso della mano; più mi lecco la ferita, più il sangue sgorga imperterrito, quindi è meglio evitare di continuare a farlo. Cammino rapido per lasciarmi alle spalle quello che è appena accaduto, per allontanarmi dal rifugio, per mettere più distanza possibile tra quel ragazzo e me. Mi sento strano.
È arrivato. Jason è arrivato. E con lui, ovviamente, l’immancabile Tiffany.
Tutti i miei amici, Sarah e Alexys comprese, sono rimasti a bocca aperta alla vista di Tiffany: la gonna inguinale non manca mai, ma questa sera è di jeans con qualche strappo all’altezza delle tasche. Sopra indossa un top di pizzo bianco portato senza reggiseno che, proprio come quello di oggi pomeriggio, le lascia scoperto completamente il ventre. Almeno ha avuto la decenza di mettersi un blazer rosso con le maniche a tre quarti sopra al top, anche se non è sufficiente a coprire tutto quello che si può intravedere. Calza un paio di zeppe talmente alte che quelle che di solito porta Lady Gaga nei suoi videoclip, in confronto, si possono definire rasoterra.
Devo comunque ammettere che è una gran bella ragazza e che sembra proprio una modella, ha davvero un viso stupendo, ma è veramente troppo truccata. La prima cosa che mi viene in mente è che assomiglia a un panda.
“Un panda bellissimo, ma pur sempre un panda.”
Sposto lo sguardo su Lysa, rimasta immobile di fianco a me. Noto come sia abbastanza contrariata e quello che dice sbuffando non può far altro che confermare la mia teoria. «Sembra che gli altri non abbiano mai visto una ragazza in vita loro.»
Mi viene da ridere, ma mi trattengo: non è di certo il momento di fare incazzare la mia amica.
Noto poi che anche le ragazze sono rimaste affascinate ma, rispetto ai maschi, iniziano a bisbigliare e a darsi di gomito, lanciando sguardi quasi di ammirazione verso la coppia appena arrivata. Mi domando se è perché trovano bellissima Tiffany e se sono un po’ invidiose di lei. Non che Sophia, Juliana o Andromeda non siano una meraviglia, anzi, la nostra compagnia non è soprannominata La Baia Delle Sirene senza motivo. L’altra possibilità è che stiano ammirando in tutto e per tutto Jason.
Sono sicurissimo che lei capirebbe, che non mi prenderebbe in giro, che mi sosterrebbe in qualsiasi scelta faccia, perché è sempre stato così: noi due siamo come un’unica cosa, un’unica persona, un’anima sola suddivisa in due corpi. La stessa metà di una mela. Quindi non so veramente spiegarmi come mai non riesca a parlarne con lei e non voglia neanche farlo. Tuttavia dovrei, in base a quello che mi ha detto Alexys, leggendo quelle citazioni riferite all’amicizia su Wikiquote: Gli amici sono coloro a cui non temiamo di aprire il nostro cuore e ciò che vi è in esso. Non devo, quindi, temere di aprire il mio cuore alla mia migliore amica, nonché altra parte di me.
Camminando, mi ritrovo in piazza. Mi siedo su una delle panchine azzurre e lascio vagare lo sguardo e la mente, pur sapendo perfettamente dove quest’ultima andrà a parare: alla telefonata che ho avuto con Lysa esattamente sette giorni fa.
Dopo che mi ha detto che era uscita con Jason, ho riattaccato il telefono e da quel momento non l’ho più sentita. Sono comunque costretto a vederla per forza, a meno che non decida di cambiare scuola in questi ultimi giorni, cosa alquanto impossibile, quindi non ho molte alternative.
Lysa ha provato diverse volte a contattarmi sia per telefono sia per messaggio. Un paio di volte, si è presentata sotto casa mia, ma non le ho aperto o le ho fatto dire da mia madre che non cero. Persino Lorenzo, martedì sera, è venuto a bussare alla mia porta: non ero quasi mai mancato alle serate con i miei amici ed era un fatto alquanto strano che non mi facessi vedere in giro da parecchi giorni senza Lysa. L’ho comunque liquidato con un “Devo studiare”. Ovviamente non mi ha creduto, ma ha avuto almeno il tatto di capire che non ero proprio dell’umore adatto per stare in compagnia, e se n’è andato senza aggiungere altro.
Dopo giorni di non-risposte, Lysa ha finalmente smesso di cercarmi, e io ne sono stato inaspettatamente felice. Non mi era mai capitato di passare così tanto tempo senza vederla, né tantomeno senza parlarle, ma non ne ho la benché minima voglia. Certo, la incontro a scuola e questo è sufficiente per farmi crescere un forte senso di irritazione come mai provato prima d’ora. Sono arrivato alla conclusione che tutto questo sia successo per colpa di Jason.

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