RECENSIONE DI UN CATTIVO RAGAZZO DI NAUSICA STEELE

un cattivo ragazzo

Titolo: Un cattivo Ragazzo
Autore: Nausica Steele
Genere: Romanzo rosa/Erotico
Pubblicazione: Selfpublishing – primo romanzo
Data di uscita: 20 maggio 2020
Pagine: 114
Trama
Lisy Bert non immagina che pulire il bagno del locale dove lavora le cambierà la vita. Quando i
suoi occhi incontrano quelli stupendi di un cattivo ragazzo, il suo animo riconosce in quello sguardo
qualcosa che le appartiene. Peccato che lui stia facendo sesso con un’altra donna. Mark Franklin ha
fatto una scelta. La vita sulla strada non è facile e dovrebbe pensare solo alla sua sopravvivenza, ma
non riesce a evitare l’attrazione che nutre per la cameriera della caffetteria. Le decisioni prese
tuttavia hanno delle conseguenze. Il passato e i suoi segreti torneranno a chiedergli il conto.
Il romanzo contiene scene di sesso

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Cosa succede se uniamo le mentos alla coca cola? Un esplosione! Ecco cosa succede a Lisy quando incotra Mark!
Il loro primo incontro sarà bizzarro, ma questo porterà solo a una cosa, un amore incontrollato. Quando però i segreti sono troppi, quando vengono svelati, il risvolto potrà essere solo uno! Ma per scoprirlo dovete leggere la loro storia! La prima opera di Nausica, ma veramente bella, mi sono appassionata pagina dopo pagina e mi sono immersa nei panni della protagonista. Una ragazza appartenente gracile e indifesa, ma quando deve tirare fuori gli artigli, non si fa scrupoli. Mark rappresenta il cattivo ragazzo, ma mano mano che scopriremo le qualità e i difetti di questo personaggio dovremmo ricrederci. Una storia complicata vortica intorno a loro e ovviamente non mancheranno i colpi di scena, pronti a stupirci e a farci dannare. Corinne e Brandon sono i personaggi secondari, ma con una personalità combattiva e fantastica, sono sempre pronti ad aiutare i loro amici e sono disposti ad andare contro tutto e tutti!
Non vi lascio con delle domande, spero di sapere le vostre opinioni.
Baci, baci Lisa.
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Oh mio Dio, esclamò Lisy, mettendo finalmente a fuoco la scena che stava guardando.
«Ti piace quello che vedi?»
Solo all’udire la voce piena di passione e intensa, Lisy spostò gli occhi sul vetro e notò che lui la stava fissando dallo specchio.
Che sguardo, esalò come pensiero.
I suoi occhi furono per lei un colpo in pieno stomaco. Ardevano di desiderio… per lei.
No, non è possibile.
Abbassò gli occhi e quando li risollevò, la musica sembrò rallentare, le immagini frenare e la danza dei corpi che la circondavano, svanire per lasciare il posto a un solo individuo. Lo sguardo di Lisy si puntò sul ragazzo dai jeans neri strappati e la t-shirt dello stesso colore, aderente come una seconda pelle a un corpo da sballo.
Una volta fuori dal locale, Mark le passò un casco integrale.
«Anche questo è in prestito?»
«Ogni cosa lo è» rispose lui.
«Oggi mi sembri stranamente riflessivo.»
Lui si voltò verso di lei, stava per mettersi il casco, ma si fermò. Le portò una mano sul collo, immergendola tra i suoi morbidi capelli. «Sono solo felice» le disse guardandola negli occhi. «Era da tanto che non stavo così bene e ho paura di perdere questo momento.» Senza aggiungere altro la baciò.
Lei era davanti a lui, con il corpo baciato dal sole e un’espressione stupefatta sul volto. Non la vedeva in quel momento in viso, ma poco prima lei l’aveva rimirato sorpresa, era come se gli avesse fatto un regalo unico e si sentì bene con se stesso. Nessuno mai aveva avuto quell’espressione stando al suo fianco. Lui non era poi una persona così sbagliata e cattiva, se riusciva a far meravigliare qualcuno con così poco.
Lisy si chiuse la porta alle spalle, sospirando. Che cosa stava facendo? Aveva portato un perfetto estraneo in casa e dopo che gli aveva fatto chiaramente capire che c’era qualcosa di sbagliato in lui.
Poteva essere sul serio un cattivo ragazzo. Ma il suo stupido cuore fremeva come lo vedeva e le sue gambe continuavano a essere di gelatina ogni volta che sorrideva e si formavano le sue fossette.
Perché non poteva essere un tipo normale come tanti? Perché doveva piacerle proprio lui. Allora era vero che le donne preferivano gli uomini pericolosi.
«Cazzo! Cazzo! Merda!» Era tutta una vita che la gente non lo accettava per quello che era o non gli credeva. Lui non era mai abbastanza. Non era mai all’altezza. Doveva sempre portare delle maschere. Per un attimo ci aveva sperato. Per un attivo aveva creduto che Lisy fosse diversa.

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