RECENSIONE LA MIA ROVINA SEI TU DI L. A. COTTON

Cover LA Cotton

Dettagli
TITOLO: La mia rovina sei tu
SERIE: Rixon Raiders Vol.3
AUTORE: L.A. Cotton
EDITORE: Queen Edizioni
GENERE: New Adult
PAGINE: 340
FORMATO: Ebook – Copertina flessibile
PREZZO: 3,99 Ebook, link d’acquisto https://amzn.to/2ynStGu – 12.90 copertina flessibile, link d’acquisto https://amzn.to/3gcNVE8
DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 Maggio 2020
NB: Ebook disponibile nei vari store
Sinossi.
Mya Hernandez ha delle cicatrici. Quel tipo di cicatrici che vanno in profondità e lasciano il segno.
Rixon doveva essere solo un luogo temporaneo in cui nascondersi, ma sta diventando qualcosa di più. Sicuramente questo non ha niente a che fare con il giocatore di football biondo dagli occhi blu
che riesce a farla ridere e a credere ancora nelle favole. Anche se lei sa che la sua vita è destinata a essere solo una tragedia.
Asher Bennet ha dei segreti. Non segreti scandalosi, ma segreti che ti logorano e ti divorano l’anima. Visto da fuori, lui è Mr Popolarità, sempre pronto a fare festa e a causare un po’ di guai.
Ma vorrebbe che qualcuno riuscisse a vedere chi è. Chi è davvero. È un peccato che l’unica ragazza che ha saputo guardare oltre la sua maschera lo consideri solo un amico. Probabilmente è la cosa migliore, però. Lei è diversa. Una combattente. Lei è tutto ciò che lui vuole e non può avere.
Ma presto il passato di Mya e il presente di Asher si scontrano in un modo che nessuno dei due credeva possibile. E all’improvviso la cosa di cui hai più bisogno è l’unica cosa che dovresti odiare.
Biografia Autore.
Autrice di Young Adult e New Adult Romance.
Scrive le storie che vorrebbe leggere: storie che creano dipendenza, piene di rabbia adolescenziale, tensione, colpi di scena e svolte. Vive in una piccola città nel centro dell’Inghilterra, dove al momento si
destreggia tra l’essere una scrittrice a tempo pieno e fare da madre/arbitro a due bambini. Nel suo tempo libero (e quando non è accampata di fronte al computer) è probabile trovarla immersa in un libro,
lontana dal caos della vita. Le piace connettersi e interagire con i suoi lettori, e puoi trovarla su: www.lacotton.com

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Quando ho iniziato a leggere, ho pensato: “Se sono sopravvissuta a Cameron e Hailee, a Jason e Felicity, Asher sarà una passeggiata”… Seee, lasciamo stare! Mya e Asher sono la sofferenza! Dopo che finalmente queste due bellissime anime si uniscono, i primi nodi vengono al pettine. La loro scalata dell’amore sarà tortuosa e direi snervante. Mya è una ragazza ferita dalla vita, lei scappa, si nasconde, soffre, ma ha anche un cuore d’oro e l’animo più gentile del mondo. Asher è il ragazzo della porta accanto, solare, sempre con la battuta pronta, estroverso, ma pieno di segreti e oscurità. Non sarà facile per Asher far sciogliere una come lei, ma nessuno può resistere al suo fascino… Lei capitolerà ai suoi piedi. Sarà la passione, la fiducia e l’amore a trascinarli… Ma lo zampino del maligno è dietro l’angolo. Quando pensano che vada tutto bene, la situazione si ribalterà e porterà l’inevitabile separazione, un distacco straziante, logorante. Insomma, ci sarà da soffrire. Chi si salverà? Riusciranno a superare le loro difficoltà?
Questa storia è quella che più ho preferito. In essa c’è una sofferenza palpabile, l’amore da pelle d’oca e le risate a crepapelle. Che posso dire ancora? Penso che la Cotton sia entrata nella top delle mie autrici preferite! Non vedo l’ora di leggere i suoi prossimi romanzi per farmi strasportare dalle sue storie. Grazie Queen che ci hai fatto scoprire questa autrice. ❤
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«Hernandez», chiamai vedendo Mya Hernandez, la mia nuova amica grazie a Hailee e Felicity. «Vattene via, Asher», rispose da sopra la spalla, ma io iniziai a correre, tagliandole la strada prima che potesse uscire dall’edificio. «Perché tanta freddezza?» «Non sono fredda, sono solo…io.» Mya ridacchiò e, cazzo, mi ritrovai ad affogare nei suoi grandi occhi marroni. «Asher?» sbottò. «Ehm, sì?» «Suppongo che tu non mi abbia inseguita solo per guardarmi come se avessi qualcosa di strano sulla faccia.» Avvicinandosi, arrossì appena. «Non ho niente, vero?» «No», risi. «Sei a posto.» Più che a posto, considerando il modo in cui il mio corpo si avvicinò ulteriormente al suo. Ma, ripensandoci, erano settimane che non me la spassavo. «Allora…cosa vuoi?» «Mi ferisci, Hernandez. Credevo che fossimo amici.» «No, hai deciso che eravamo amici solo dopo aver perso Felicity, dato che si è messa con Jason.» «Io non ho perso…» Lei mi rivolse uno sguardo pungente e io aggiustai il tiro. «D’accordo, credevo che io e Felicity fossimo grandi amici, è vero. Ma cosa posso dire? Non sa cosa si perde.» Sentii una fitta al petto. Non perché volessi Felicity, non era così, lei era la ragazza del mio migliore amico. Ma c’era stato un tempo, quando Hailee e Flick avevano iniziato a frequentare il nostro gruppo, in cui avevo pensato che forse…Nah, chi cazzo volevo prendere in giro? Lei aveva sempre avuto occhi solo per Jason. Io ero solo l’amico simpatico. Il tipo che faceva ridere le ragazze. «Ciao, Asher.» Mya cercò di oltrepassarmi, ma io le bloccai la strada. «Non così in fretta.» «Asher, dai.» Mi diede una spinta sul petto. «Ho delle cose da fare.» «Ah, sì? Che tipo di cose?» Feci un sorrisetto. «I compiti e altro.» «Posso venire?» «Vuoi venire a fare i compiti con me? Mmh, fammi pensare…no, col cavolo.» «Andiamo, Mya, non sarebbe la prima volta che passiamo del tempo insieme.» «Era diverso.» Aggrottò la fronte. «Eravamo in gruppo.» «Allora questo potrebbe essere il nostro gruppo.» «Due persone che escono insieme non sono un gruppo, sono una coppia. È…strano.» «Ma non sono mai stato a casa di tua zia.» «Perché non siamo amici.» Mya mi passò accanto, affrettandosi a uscire dall’edificio, ma io la seguii. Avevo bisogno di lei. «Mya, aspetta.» Si stava già facendo strada tra le macchine nel parcheggio. «Come torni a casa?» Sapevo che di solito era Felicity a darle un passaggio, ma lei era con Jason. «Si chiamano gambe», gridò da sopra la spalla. «Dovresti provare a usarle, un giorno.» Ebbe le palle di farmi l’occhiolino.

Mi svegliai nel letto vuoto. Con gli arti pesanti per i residui del sonno, mi appoggiai su un gomito. «Mya?» Niente. Girandomi su un fianco, tastai il comodino e trovai il telefono. Il mio cuore sprofondò quando lessi il messaggio sullo schermo. Mya: Scusa se sono andata via. Avevo bisogno di tornare a casa…Ma ci vediamo presto. xo Io: Sei scappata. Mya: Non sono scappata, lo giuro. Io…ho solo bisogno di tempo. Hai detto che me lo avresti dato. Volevo dirle di smetterla di opporsi, ma non volevo allontanarla. Era già abbastanza brutto che fosse sgattaiolata via quella mattina. Io: Non ti lascerò scappare via, Mya…Mya: Ci vediamo presto, okay? Io: Sì, come vuoi. Lanciai il telefono sul letto e mi accasciai contro i cuscini. Credevo che la notte precedente avessimo fatto un passo avanti. Mya aveva finalmente abbassato le sue barriere quel tanto che bastava per permettermi di arrampicarmi e superarle. Ma avrei dovuto immaginare che era solo una cosa temporanea. Era ancora troppo presa dal suo ex, troppo fissata sulle ragioni per cui io e lei non avremmo potuto funzionare. Non volevo essere la seconda scelta di qualcuno…non di nuovo. Avevo osservato Flick innamorarsi perdutamente del mio migliore amico. Era stata la prima ragazza per cui avessi provato qualcosa di reale, anche se avevo saputo fin dall’inizio che ogni speranza di un noi sarebbe stata destinata a morire. Mya, però, era diversa. Certo, c’erano degli ostacoli, ma le cose importanti non arrivano mai facilmente. Ero pronto a combattere per lei. Tuttavia, non potevo essere l’unico disposto a mettersi in gioco.
«Fee, piccola, sembra tutto ottimo, ma non sono sicuro di riuscire a mangiarlo.» Asher grugnì e allontanò il piatto pieno di cibo, poi posò la testa sul bancone. «Non ho cucinato io», ridacchiò lei. «Tutto quello che ho fatto è stato servirlo.» «Sembra comunque ottimo», dissi, iniziando a mangiare il mio piatto pieno di bacon e pancake. Un bicchier d’acqua e un paio di aspirine avevano fatto miracoli per i postumi della sbornia. «Ash, amico, so che stai male in questo momento, ma ti prego, smetti di chiamare la mia ragazza Fee, piccola.» «Non fare il cavernicolo.» Flick roteò gli occhi. «Sì, Jase», mormorò Asher con la testa tra le braccia. «Non fare il cavernicolo.» «Okay, allora vediamo se a te piace, cazzo.» Jason puntò lo sguardo su di me e io, dall’altro lato del bancone, aggrottai la fronte. «Ehi, Mya, piccola», disse con voce seducente, «come sono i tuoi pancake?» «Ehm, buoni, grazie.» Spostai gli occhi su Asher, che si era irrigidito. Jason fece un sorrisetto. «Hai un po’di sciroppo, proprio qui.» Lui si alzò e si chinò sopra il bancone, allungando un braccio verso di me. «Ecco, lascia che…» «Non pensarci neanche.» Asher afferrò il suo polso, i suoi occhi erano stretti in due fessure letali. «Adesso sai cosa si prova.» «Non è affatto la stessa cosa, e lo sai.» «Sì.» Jason fece un sorrisetto. «Ma l’idea di darti fastidio era troppo allettante. Adesso mangia qualcosa, ti sentirai meglio.» «È sempre così prepotente anche con te?» Asher guardò Felicity, le cui guance si tinsero di rosso scuro. «Oh, non ne hai idea.» «Lo adori», disse Jason con la bocca piena di bacon. «Forse.» La mia amica era color pomodoro adesso. «Solo un po’.»

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