RECENSIONE APPARTENGO SOLO A TE DI KAREN MORGAN


Titolo: Appartengo solo a te
Autrice: Karen Morgan
Trilogia: #1 Found my way
Genere: New Adult
Editore: ODE Edizioni
Prezzo E-Book: 0,99€ Disponibile anche con Kindle Unlimited
Cartaceo: Da definire
Data di uscita: 15 luglio
Link d’acquisto: Appartengo solo a te

Sinossi:
Erin Tilson ha coronato il sogno di andare alla UChicago.
Tutto le è sembrato perfetto fino all’incontro con Carter Dowell: alto, capelli neri e uno sguardo cupo.
Lui è bello e dannatamente sexy, e le cambia la vita.
Il suo segreto potrebbe, però, fare a pezzi l’anima e il cuore di Erin.

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Eccomi peccatrici, oggi vi parlo di Erin e Carter.
I due protagonisti si incontreranno alla UChicago. Erin ragazza bella, solare e un poco ingenua si imbatte in un Carter stronzo, ribelle e sexy. All’inizio tra i due è guerra, lui non la può vedere, la snobba e ogni volta che può non si fa sfuggire l’occasione di darle della “santarellina”, lei cerca in tutti i modi di evitarlo, gli dà sui nervi, la fa sentire stupida e infantile. Ma un pomeriggio la situazione si ribalta e Erin si troverà attaccata a un muro con le labbra di Carter che sfiorano le sue. Un tira e molla continuo, tanto da portare il lettore a dare una capata a entrambi, lei troppo succube, lui troppo stronzo! Ma purtroppo un passato scomodo e una realtà atroce, porteranno il nostro protagonista ad allontanarsi continuamente da Erin. Non vedo l’ora di capire cosa succederà! Eh si, perché pensate che finisca bene, ma non è così, la nostra Karen cambierà le carte in tavola all’ultimo e chi lo leggerà resterà col fiato sospeso fino al prossimo! Che posso dire?! Carter un ragazzo pieno di problemi, sicuramente un ragazzo da evitare, ma Erin viene attratta come una calamità e a nulla serviranno i suoi tentativi di fuga, lui è dappertutto! Devo dire che la protagonista è un pó sdita, come ho detto all’autrice poteva farla un pó più sveglia, ma spero con tutto il cuore che si rifaccia nel secondo volume, tanto da far soffrire anche lo strunz di Carter. Quindi che aspettate peccatrici, immergetevi in questo nuovo romanzo di Karen e fatevi venire il sangue amaro, come ho fatto io.
Baci, baci Lisa.

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«Ciao, sono Erin!» Mi sorride e mi abbraccia. «Tu devi essere la mia nuova compagna di stanza! Io sono Julie. Benvenuta!» Le sorrido imbarazzata, è così sicura di sé. «Sei qui da molto?» mi chiede avvicinandosi al suo letto e lasciandosi cadere. Indossa un top corto e aderente e dei jeans a vita alta strappati sulle gambe. È molto diversa da me e ha un’aria temeraria. «No, sono appena arrivata.» «Ti piacerà qui, vedrai.» Mi fa l’occhiolino. Qualcuno bussa alla porta. «Entra!» grida Julie e un ragazzo avanza. Sussulto appena i nostri sguardi si incrociano. È alto e ha i capelli neri spettinati. Ha uno sguardo serio e cupo, gli occhi scuri. Indossa una t-shirt nera con un giubbotto di pelle nero, si avvicina a Julie non degnandomi nemmeno di uno sguardo. «Cazzo, trascorrere le ultime ore in detenzione è stato terribile. Allora le hai prese?» le domanda. «Certo, come promesso.» Julie estrae dalla tasca dei jeans un pacco di sigarette. Appena il ragazzo si accorge che lo sto fissando mi volto di scatto rivolgendo l’attenzione alla mia valigia ancora da disfare. «Che hai da guardare?» domanda arrogante. Decido di ignorarlo e comincio a tirare fuori i miei vestiti. Mi sento agitata e a disagio, improvvisamente non so come comportarmi, poi cosa avrà voluto dire con detenzione?. «Lasciala stare è appena arrivata» dice Julie in mia difesa. «Puoi andare Carter.» Carter, questo è il suo nome. «Tieni.» Le lascia dei soldi. «A più tardi.» E se ne va. «Non farci caso, è così con tutti.» «Così come? Scorbutico?» commento e lei annuisce divertita. «È il tuo ragazzo? E scusami se te lo chiedo, ma cosa intendeva con detenzione?» «No per carità! È un amico.»

«Vado a dormire. È tardi e dovrei essere a letto, e tu dovresti essere lontano da qui.» Lentamente riesce a tirarsi in piedi, barcollando ancora da un piede a un altro. «Aspetta» farfuglia e fa un passo verso di me. Siamo vicini, troppo vicini e avverto una forte scarica di elettricità tra di noi. La stessa che mi ha portata a baciarlo, la stessa che continua a condurmi da lui ogni volta che cerco di allontanarlo. «Scusa, sono ubriaco e…» continua a biascicare. «La tua lingua è tagliente anche quando sei sobrio» replico di getto. Annuisce. «Lo so.» È questo tutto quello che riesce a dire? Ammettere il suo patetico e cattivo linguaggio senza darmi alcuna spiegazione sul perché si comporta così? «Perché sei venuto qui?» Apre la bocca, ma la richiude subito dopo e abbassa lo sguardo. Sorrido amaramente. «Immaginavo…» Sto per accostare la porta quando Carter avanza verso di me e mi bacia. La sua lingua cerca la mia e in un attimo mi lascio andare tra le sue braccia. Mi stringe a sé e lo sento mugolare nella mia bocca, di colpo lo scosto spezzando l’unione. «No» pronuncio. Aggrotta la fronte, è confuso ed è come se lo avessi ferito. «Sei venuto qui per cosa, Carter? Per baciarmi e umiliarmi di nuovo? Per scoparmi? Probabilmente con l’alcool in corpo hai gli ormoni a mille» ringhio arrabbiata e al contempo turbata. «Cosa?» È stupito. «Davvero credi che se volessi scopare verrei da te?» Incrocio le braccia al petto e per un attimo mi sento offesa dalle sue parole. «Ci sono davvero tante ragazze che vorrebbero venire a letto con me, Erin. Tante. Sarei potuto andare da una di queste e scoparmela fino a domani mattina, eppure eccomi. Sono qui perché volevo venire da te.» La fermezza delle sue parole mi stravolge completamente. «E ti prego, non chiedermi il motivo perché non lo so nemmeno io» fa una pausa. «So solo che tra tutto lo schifo che c’è nella mia vita tu sei l’unica cosa giusta.» Il mio respiro accelera visibilmente e lui avvicina la mano al mio volto, passa il pollice sulle mie labbra e sta per baciarmi di nuovo.

«Ciao, Erin, è da molto che non ci vediamo.» Nora mi sorride, ma riesco a percepire una nota di acidità nella sua voce. «Ciao, Nora.» «Sono contenta che alla fine sei venuta» mi dice Julie. Le sorrido e sorseggio dal bicchiere. Carter non c’è, mi guardo attorno e in parte spero di riuscire a vederlo. Riporto l’attenzione su Julie e capisce chi sto cercando, fa spallucce facendomi capire che non sa dove si trovi. «Guarda un po’chi è tornata.» Mi volto, è Derek che lentamente si avvicina. «Ciao, Derek» dico. «Hai cambiato compagno?» Mi sorride indicando Brad. «Siamo solo amici» dico di getto e Brad si irrigidisce, ma continua a tenere il braccio attorno alle mie spalle. «Quindi non si arrabbia se ti porto via per qualche minuto.» Studia Brad. «Perché?» domando. «Mi rendo conto di non averti mai mostrato la casa.» Porge la mano verso di me. «Non ne ha bisogno» interviene Carter. Acciglio lo sguardo e lui serra gli occhi in due fessure. «Mi piacerebbe molto» rispondo e afferro la mano di Derek. Sorride compiaciuto. «Bene. Allora andiamo.» Appena ci allontaniamo mi pento immediatamente di aver deciso di seguire Derek. Questo ragazzo non mi ispira minimamente fiducia. Ma anche questa volta il fatto di non darla vinta a Carter ha preso il sopravvento. Derek mi cinge la vita con un braccio e io mi volto per vedere se Carter mi sta osservando, e mi sento soddisfatta quando noto il suo sguardo accigliato e il viso cupo. Saliamo le scale. «Ehm, potremmo iniziare dal giardino» dico a Derek. Lui sorride. «Magari dopo. Mi piacerebbe mostrarti la mia camera.» Indietreggio, ma Derek afferra la mia mano. «Puoi fidarti di me» pronuncia serio puntando gli occhi nei miei. Arriviamo davanti a una porta, apre e mi fa entrare. «Vorrei andarmene» affermo. Avanza verso di me. «Non ti farò niente, Erin. Non mi piace ottenere qualcosa con la forza, preferisco le ragazze consenzienti.» Sorride sardonico e mi accarezza una guancia. Rabbrividisco al suo tocco e maledico me stessa per la stupida decisione presa. Non avrei dovuto seguire Derek e non sarei nemmeno dovuta venire a questa festa. Lo osservo mentre si avvicina al suo letto e si accomoda. Mi guardo attorno e solo adesso mi rendo conto di quanto sia grande la sua camera. Ci sono poster di gruppi che non conosco, uno invece è nero con una maschera bianca disegnata e un altro poster è dipinto da vari colori con una foglia a sette punte disegnata al centro. Il mio sguardo cade immediatamente sulla scrivania, ci sono tanti pacchetti di sigarette. «Li collezioni?» domando. Sorride divertito. «Diciamo che mi tornano utili.» «Per cosa?» replico con voce flebile. Continua a osservarmi e batte la mano accanto a lui. «Perché non vieni a sederti accanto a me?» «No grazie, sto bene in piedi.»

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