RECENSIONE 703 GIORNI DI KORALINE LF DOPPIA RECENSIONE DI LISA E THAMARA

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Titolo: 703 giorni
Autrice: Koraline L.F
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Erotic Romance
Uscita: 3 ottobre
Pagine: 480
Serie: Mr 703 #5
Link d’acquisto: https://amzn.to/3h2Nn2N

TRAMA
Tutto quello che Amanda è riuscita a conquistarsi da quando ha lasciato il Saint Peter rischia di andare in fumo. Ha giocato troppo col fuoco e ora sta per bruciarsi. Quel fuoco ha un nome: Sean Davis. Doveva essere solo un capriccio, una sfida, invece se ne è follemente innamorata e questa è una complicazione con cui, ora, deve fare i conti. Lui non sembra disposto a dimenticare il passato, né a dimenticare Eden, la donna che amava e da cui sembra ancora ossessionato. E mentre Damon cerca di salvare il suo matrimonio, una donna, che era sicuro di non rivedere mai più, torna dal passato con l’obbiettivo di distruggere la sua vita e quella della sua famiglia. Tra bugie, segreti e inaspettate rivelazioni, arriva il momento della resa dei conti. Come in un labirinto di paure ed emozioni, Damon e Eden metteranno alla prova il loro amore, mentre Sean e Amanda dovranno confrontarsi con un’incontrollabile passione che li travolgerà fino al punto di far loro perdere la ragione

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DI LISA
Eccomi peccatrici con un’altra recensione… Il primo volume era già stato recensito, ma permettetemi di spendere due parole anche per quello. Sean Davis è un personaggio a me caro, me ne ero innamorata già nella storia di Eden e Damon, un personaggio fondamentale che chiude un cerchio, ma ne apre un altro, quello del suo tormento. Il suo cuore è morto, a nessuno è possibile accedergli, ma non conoscete Amanda, figlia adottiva della famiglia Black. Farà di tutto per trovare l’uomo delle innumerevoli discussioni dei suoi genitori, ma quando troverà il maestro, di certo non si aspetta di trovare una persona come Sean. Il loro primo incontro è fantastico ed esilarante, rimane quasi incantata dalla sua bellezza. Non sa quanto però il suo passato sia per lui un’ossessione… Un’ossessione quasi viscerale, tutto gira intorno a quel numero 703. Amanda tenterà di scavare e scavare nel passato di Sean, ma quando sarà lui a voler sapere di più, la situazione potrebbe diventare pericolosa, si perché lui non deve sapere chi è, lui non deve sapere la connessione che c’è tra lei e la famiglia Black, sa che può perderlo, sa che distruggerebbe ogni suo tentativo di avvicinamento. Nel frattempo dal passato arriverà una persona, scomoda sia per Sean che per Damon, chissà magari sarà proprio una scusante per un riavvicinamento. Vi posso dire solo che il loro incontro, sarà devastante. Beh ragazze io penso di aver detto anche troppo, dovrete leggerlo! Questo romanzo ha smosso in me sensazioni fantastiche e contrastanti, rabbia, tenerezza, amore, gioia, insomma di certo non mi sono annoiata. Per me 703 minuti e 703 giorni sono fenomenali, si sente che è una scrittura viscerale e passionale, li ho amati e posso dirvi che per me Sean supera anche Damon… Una lettura non piacevole, ma di più! Amanda poi è per me un personaggio stupendo, corposo. Che dire, si vede che ho adorato questo romanzo? Spero di sì… Ciao peccatrici alla prossima.
Baci, baci Lisa.

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È la prima volta nella vita che qualcuno mi stringe a sé durante un temporale. La mia paura non ha mai trovato alcuna consolazione prima di stanotte. E poi la pioggia si scatena su di noi, riducendo il nostro abbraccio a una fusione di respiri, a un intreccio di paure. «Stringimi più forte», chiedo senza muovermi, con il volto contro il suo petto, con il cuore sul suo stomaco. «Non ti lascerò andare via, Amanda. Temo che non ti lascerò andare via mai più». Le sue parole sono un sussurro fra i miei capelli, sono frecce di Cupido che mi feriscono il cuore, sono un’àncora di salvezza fra le mie paure, sono un fascio di luce fra le mie speranze. «Dillo ancora, Sean. Dimmi che non mi lascerai andare». «Mi rendi così debole…». Sollevo il viso per guardarlo negli occhi. «Tu non sei debole. Tu sei forte, sei il mio eroe, la prima persona al mondo che mi sta proteggendo da un temporale. Guarda, Sean, il temporale. Ascolta! La pioggia… i tuoni. Pensavo fossero urla, pensavo fossero demoni, invece sono solo tuoni. Ascolta, Sean… ascolta! Io non ho più paura». «Il temporale… Lo sento… È proprio qui». Mi prende una mano e se la posa all’altezza del cuore. «Quanta paura c’è qui dentro, Sean?» «Molta più di quanta me ne abbia mai fatta un temporale».

«Dieci dollari per quindici tiri», spiega la ragazza del gabbiotto con i peluche. «Ti serviranno almeno cinquanta dollari per prendermi uno di quelli». Indico divertita il mucchio di pupazzi giganti, ignorando quelli piccolini. «Giù dieci bandierine e uno di quelli è vostro». «Devo centrare dieci bandiere in movimento con soli quindici colpi? Andiamo, è una presa in giro. Non ci sarà riuscito mai nessuno». «Bisogna tentare la fortuna, signore», ribatte la ragazzina sbattendo le ciglia. Poi si gira una ciocca di capelli intorno al dito e fa un palloncino con il chewing gum alla fragola che sta masticando. Quando scoppia, si passa la lingua sulle labbra e riprende a masticare, dopo aver sorriso maliziosamente. Sean ricambia il sorriso, serafico, come se non fossi accanto a lui, ma per sua sfortuna ci sono e vado anche su tutte le furie. «Dammi quel fucile», ordino indispettita. La ragazzina si gira a guardarmi, consapevole di aver esagerato, ma non fa quello che le chiedo. «Dammi quel cazzo di fucile», ordino ancora più indispettita. «Amanda, tocca a me giocare a fare il cowboy». «Ho detto che sparo io». Lui ride, divertito. Il suo viso si illumina e il mio diventa rovente. La ragazzina mastica e mastica ancora, ma poi obbedisce. Le strappo il fucile dalle mani e lo impugno forte, poi lo punto dritto sulla sua faccia. «Quanti punti per un colpo secco in mezzo alla fronte?» «Amanda!», mi redarguisce Sean, secco. «Che c’è?», chiedo indispettita, senza abbassare la mira. La ragazzina solleva le mani e fa un passo indietro. «Sta’ calma. Stavo solo spiegando le regole». «Te la faccio ingoiare quella gomma da masticare». Sean sorride, poi tenta di reprimersi, ma alla fine esplode in una fragorosa risata. Mi volto e lo fulmino con lo sguardo, corrugando la fronte e minacciandolo con il fucile. «Ci sono quindici colpi in canna, ma ne basteranno meno di cinque a testa per far finire questo pomeriggio in tragedia». Sean prova a tornare serio, ma il risultato è un’altra ancor più sonora risata. Contrariata, sbuffo dal naso, mentre lui torna serio, in un baleno. Serissimo e sensuale, mi divora con le sue iridi blu, mentre le sue pupille inghiottono il cobalto, quasi del tutto. Le sue pupille si dilatano come una macchia d’olio in un bicchiere d’acqua. «Cazzo quanto sei sexy. Avanti, spara», sussurra con voce roca. Poi fa un passo, e un altro ancora, in modo da ritrovarsi con il petto contro la canna del fucile. «Spara… spara… avanti! È solo una pallina di piombo. Non mi ucciderai…». «Che soddisfazione c’è se non ti posso ammazzare?» «Mostreresti di avere le palle».

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DI THAMARA

…”Siamo tutti schiavi di qualcosa. Siamo schiavi della vita, delle ambizioni, delle speranze e persino dell’amore. Ma se è vero che la libertà non esiste, è vero anche che possiamo vivere imparando ad amare ciò che ci rende schiavi, assaporando ogni singolo passaggio dolceamaro della nostra esistenza. Dovremmo vivere ricordando che si muore una volta sola, mentre la vita è ogni giorno”…

Quanto ho amato la serie 703 di Damon e Eden!
Ma Sean e Amanda, wow.
Sean è uno dei personaggi più intriganti, complessi, che la Koraline abbia creato. Ho amato quest’uomo con tutte le sue sfaccettature, le sue luci e le sue ombre.
Amanda è una ragazza che ha avuto un inizio alla vita molto forte che l’hanno resa una piccola guerriera.
È stato bellissimo rivivere i nostri Damon e Eden.
L’autrice ha saputo intrecciare le storia senza farla pesare come una ripetizione.
Emozionante, travolgente.
Un romanzo che ti fa vivere passo passo tutte le emozioni.
CONSIGLIATISSIMO!

… “Non sono un uomo semplice. Non ti inviterò mai a cena fuori né a guardare un film, non balleremo mai sulle note di una canzone romantica e non ti regalerò mai un mazzo di fiori freschi e profumati, ma posso darti molto di più. Posso farti sentire parte di qualcosa, di qualcuno. Posso farti sentire parte di me e del mio mondo”…

Sean Davis è un diavolo, ma chi è il diavolo se non un angelo che ha perduto la strada? Chi è il diavolo se non un bellissimo angelo a cui la vita ha voluto strappare le ali?

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