RECENSIONE PRINCIPE DI CUORI DI L. A. COTTON

TITOLO: Principe di cuori
SERIE: Verona Legacy Vol. 1 (cliffhanger)
AUTORE: L. A. Cotton
EDITORE: Queen Edizioni
GENERE: New Adult
PAGINE: da definire
FORMATO: Ebook – cartaceo
PREZZO: 4,99 Ebook – 12,90 cartaceo

Link d’acquisto:

Principe di cuori (Verona Legacy Vol. 1)

 

DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 settembre 2020
NB: Romanzo disponibile in ebook nei vari store e in libreria nella versione cartacea.

Sinossi.
Arianne Capizola è tale e quale a suo padre. Umile. Onesta. Diligente. Preferirebbe passare le sue
giornate a fare volontariato, invece di stare spalla a spalla con i suoi compagni di classe superficiali e
snob.
Niccolò Marchetti è tale e quale a suo padre. Oscuro. Pericoloso. Subdolo. Preferirebbe passare le sue
giornate sul ring a sporcarsi le mani di sangue, invece di frequentare le lezioni e mantenere le
apparenze.
Quando le loro strade si incontrano, alla Montague University, nessuno dei due è disposto ad abbassare le barriere che ha costruito nel corso del tempo. Ma lui non può resistere alla ragazza che sembra avere le stelle negli occhi, e lei non può dimenticare il ragazzo che quella notte l’ha salvata. C’è solo un problema. Per Arianne, Nicco non è un cavaliere dall’armatura splendente. Lui è il figlio del più grande nemico di suo padre. Lui stesso è il nemico. E le loro famiglie sono in guerra.

Biografia Autore.
L. A. COTTON, autrice di Young Adult e New Adult Romance.
Scrive le storie che vorrebbe leggere: storie che creano dipendenza, piene di rabbia adolescenziale, tensione,
colpi di scena e svolte. Vive in una piccola città nel centro dell’Inghilterra, dove al momento si destreggia tra
l’essere una scrittrice a tempo pieno e fare da madre/arbitro a due bambini. Nel suo tempo libero (e quando
non è accampata di fronte al computer) è probabile trovarla immersa in un libro, lontana dal caos della vita.
Le piace connettersi e interagire con i suoi lettori, e puoi trovarla su: http://www.lacotton.com

Eccomi peccatrici che posso dire, una lettura da non perdere…. Ammetto, a mio parere che il libro parte un pó lentamente, ma nel corso della storia, si rifà alla grande. Alla fine mi ha lasciata agonizzante, perché ovviamente sapete che ci sarà il secondo Re di anime, lo sto aspettando con ansia. Arianne e Nicco sono due fuochi! Lui un ragazzo che ha incontrato tanta, troppa sofferenza, che crea sofferenza per lui è inevitabile. Arianne all’apparenza sembra una ragazza gracile e indifesa, ma ha il carattere di 100 leoni. Lei finalmente riesce a vivere la sua libertà dopo 5 anni chiusa in una campana di vetro. Nora, la sua più grande amica è la sua spalla, in tutto e per tutto. Sarà proprio lei a trascinarla nelle pazzie più totali. Una sera Ari si troverà fuori con Scott, amico di famiglia, ma un colpo di scena inaspettato capovolgerà la situazione e Ari si ritroverà a scappare, nel suo cammino incontrerà proprio lui, Nicco. Tra i due l’intesa è forte, ma nessuno dei due fa il primo passo. Una serie di eventi sconvolgerà la storia, tanto da portare il lettore ad imprecare con i vari personaggi. Direi che di questa storia il personaggio secondario che mi ha colpito di più è stato Enzo, cugino di Nicco, sono sicura che la sua storia sarà intensa e intrigante… Chissà se la Cotton ci farà un bel regalo… I due ragazzi si troveranno a dover fare una scelta e sarà proprio la scelta di Arianne a sconvolgere la storia. Lei sceglierà il suo futuro e il destino di tutti. Chissà cosa succederà… Chissà quale sarà il destino di Arianna e Nicco!?

Vidi un tavolo libero e andai in quella direzione, ma due ragazzi mi tagliarono la strada. Non mi avevano vista, erano troppo impegnati a guardare qualcosa sui propri telefoni. «Ehm, scusatemi…» gridai, cercando di superarli. «Aspetta, bellezza», disse una voce roca, e io guardai in alto, trovando due occhi vagamente familiari inchiodarmi sul posto. «Lasciala stare, Enzo», disse l’altro, mettendo in tasca il cellulare e rivolgendo finalmente la sua attenzione a me. «Lina?» Una strana espressione passò sul suo viso. Era lui. Il ragazzo della notte precedente. «Ciao, Nicco.» Sorrisi, e una strana sensazione mise radici nel mio petto. «Voi due vi conoscete?» L’incredulità trasudava dalle parole dell’altro ragazzo. «Noi, ehm…abbiamo un amico in comune.» Ah, sì? Gli rivolsi uno sguardo interrogativo, ma Nicco guardò altrove. «Dai, amico», borbottò, «questa festa fa schifo. Andiamo a L’Anello.» «Cazzo, sì, le fighe sono migliori lì, comunque.»

Un attimo dopo, lui le aveva già messo la lingua in bocca. Gli occhi di Lina si spalancarono mentre se ne stava lì in piedi, completamente senza fiato. Lo stronzo cercò di nuovo di avvicinarsi a lei, schiacciandola contro un angolo scuro della stanza. Prima che potessi fermarmi, andai verso di loro, e strinsi bruscamente il dietro della sua maglia. «Te ne devi andare, subito», ringhiai. Lui si voltò, l’indignazione bruciava nei suoi occhi. «Chi cazzo credi di…» Si strozzò con le sue stesse parole, il sangue defluì dal suo viso e io lo fulminai con uno sguardo letale. «Sì, io…ehm…scusa, amico.» Quasi inciampò su sé stesso cercando di uscire da lì, senza degnare Lina di un’altra occhiata. «E questo che cavolo era?» Lina era faccia a faccia con me, mi fissava duramente. «Quello ero io che ti salvavo il culo, di nuovo.» Lei roteò gli occhi. «Avevo tutto sotto controllo.» «L’ho visto, bambolina.» Quell’ultima parola uscì dalle mie labbra senza preavviso. «Bambolina?» Sul suo viso lampeggiò l’irritazione. «Non puoi chiamarmi così.» «L’ho appena fatto.» Scrollai le spalle. Non era una parola che avevo mai usato in precedenza, ma le si attribuiva alla perfezione. Era piccola e delicata, con pelle e labbra perfette, e i suoi occhi erano troppo grandi per il suo viso. Il fatto che fosse infastidita dal mio soprannome improvvisato rendeva il tutto solo più dolce. «Cosa vuoi, Nicco?» fece un sospiro profondo, guardando oltre la mia spalla per controllare la sua amica. «Devi stare più attenta», dissi, e uno strano senso di possessività mi strisciò dentro. «Devo stare più…wow. Quindi, credi che quello che mi è successo ieri sia stata colpa mia?» La delusione invase la sua espressione, e il mio petto si contrasse. «Non è questo che intendevo.» Che cazzo intendevo? Lei non era mia. Non avevo nessun diritto di piombare lì e dirle come vivere la sua vita. Un paio di ragazzi ci passarono accanto, costringendomi ad avvicinarmi a Lina. Lei trattenne il respiro quando mi appoggiai con una mano al muro dietro di lei. «Perché non hai detto al tuo amico che ci conosciamo?» chiese. «Tu hai detto di me alla tua amica?» Lina premette le labbra in una linea sottile, e scosse piano la testa. Già, bambolina, lo immaginavo. «Quindi anche io sono il tuo piccolo, oscuro segreto.» «Non fare così.» La disapprovazione le rabbuiò lo sguardo. «Fare cosa?» Mi chinai in avanti, incapace di resistere al suo profumo. Sembrava zucchero filato, con un pizzico di vaniglia. «Cosa sto facendo, bambolina?» Piegò la testa all’indietro per potermi guardare. «Stai giocando con me. Non sono un giocattolo.» «No, non lo sei.» Sei molto di più. Lo sentivo nella mia anima. Lina era un problema. Una distrazione che non volevo…e di cui non avevo bisogno.

«Questo è… wow.» C’era una coperta da pic-nic distesa per terra e una lanterna con dentro una candela accesa, che creava riflessi dorati sull’acqua. «Ti volevo tutta per me.» Di nuovo, le sue braccia forti mi avvolsero da dietro, mentre ce ne stavamo lì in piedi. «Non riesco a credere che tu abbia fatto tutto questo per me. È bellissimo.» «Tu sei bellissima.» Mi posò un bacio dolce sul collo. «Mi fai desiderare di essere migliore, Lina. Di essere di più.»

Dovevo prendere quello che mi stava offrendo. O dovevo fare la cosa giusta. Essere un uomo migliore. Ma io non ero il buono. Io ero Niccolò Marchetti, figlio del diavolo, principe dell’inferno. Ari, invece, lei era un angelo. Pura e onesta. Era tutto quello che io non ero. Tutto quello che non sarei mai stato. Eppure, voleva me. Aveva scelto me. O forse non aveva mai avuto scelta. Non avevo mai creduto nel fato o nel destino. La mia famiglia, come la maggior parte delle famiglie italo-americane che vivevano a Verona County, era cattolica. Ma io avevo visto troppe cose, vissuto troppe cose, per avere la fede risoluta che avevano molti dei miei parenti. «Voglio farlo, ti prego.» La sua voce abbatté la mia ultima linea di difesa. Come potevo dire di no a questa ragazza? Questa forte e coraggiosa ragazza davanti a me, che non aveva altro che speranza nel cuore e desiderio negli occhi. La risposta era che non potevo. Ma quella notte lo avrei fatto. Dovevo. Perché aveva bisogno che io prendessi quella decisione al suo posto. «Dormi, bambolina.» La strinsi al mio fianco, sentendo il suo corpo fragile smettere di lottare. «Abbiamo tempo. Abbiamo tutto il tempo del mondo.» Arianne non rispose e capii che si era addormentata. E sperai che lì avrebbe avuto pace.

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