DOPPIA RECENSIONE GRIDA IL MIO NOME DI CHIARA CAVINI BENEDETTI

Titolo: Grida il mio Nome
Autore: Chiara Cavini Benedetti
Editore: Self publishing
Genere: New Adult
Serie: Silent Love #1
Formato: Ebook e cartaceo
Prezzo: 2,99€
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2020
NB: Romanzo disponibile su Amazon e KindleUnlimited

TRAMA:

Sono molte le cose che Noah Davis nasconde.
Il suo passato. I suoi demoni. Le sue cicatrici.
Cicatrici così estese che si sono insinuate sotto la sua pelle, nel tentativo di marchiargli l’anima.
Sono molte le cose che Amber Riley nasconde.
I suoi incubi. Le sue paure. La sua voce.
Una voce che non usa da mesi e che l’ha imprigionata nel silenzio.
Tutto cambia quando Amber si trasferisce alla Liberty High, una prestigiosa scuola privata nella piccola cittadina di Glenwood.
È lì che Amber conosce Noah, il ragazzo dal viso pieno di lividi e dagli occhi cupi come la notte. Amber dovrebbe stargli alla larga.
Lui è pericoloso.
È oscuro.
Sembra un angelo caduto che porta i segni dell’inferno sulla pelle.
Avvicinarsi a Noah sarebbe come giocare con il fuoco, e Amber non può rischiare di bruciarsi, non di nuovo.
Ma quando Noah impara a sentire il silenzio di Amber, all’improvviso l’inferno perde di importanza.
Fino a quando non minaccia di distruggerli entrambi. «Vorrei che l’unico motivo per cui il giorno dopo non riesci a parlare, fosse perché hai passato tutta la notte a gridare il mio nome.»

BIOGRAFIA AUTORE:

Chiara Cavini Benedetti è nata nel 1996 a Firenze, città che ha poi lasciato per trasferirsi in Scozia. Quando non è impegnata a svolgere il suo ruolo di caporedattrice, si ritrova ad ascoltare musica a tutto volume mentre litiga con i personaggi di cui scrive, che non seguono mai le trame da lei prestabilite.

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OK, faccio un bel respiro e conto fino a dieci. Questa storia mi è entrata sotto pelle! Una storia emozionalmente forte, tenera, dolce, struggente, distruttiva, ragazzi io ho pianto, ho pianto tanto. Non voglio fare torti a nessuno, ma è uno dei libri più belli di questo 2020. Come ho detto all’autrice l’ho letto di pancia, ero lì con Amber e Noah a contare le loro cicatrici, avevo il bisogno di alleviare il loro dolore, la loro sofferenza. Non voglio entrare nel dettaglio della storia, perché questo romanzo È DA LEGGERE, NON POTETE PERDERVI le emozioni che trasmette. Ma posso dirvi che benché Amber e il padre si trasferiscono a Glenwood per “scappare” dal loro passato, le sue cicatrici rimarranno, perché quelle esterne possono guarire, ma quelle interne sono quelle che ti lacerano, lei non parla. Nessuno è un grado di ascoltarla, lei grida, grida tutte le notti e questo la lacera giorno dopo giorno. Il dolore è talmente forte che non riesce ad avvicinare nessuno, nemmeno le persone a cui vuole bene. Poi incontra Noah. Lui è la notte, l’oscurità, non si dovrebbe avvicinare a uno come Noah, ma le sue di cicatrici, la portano a guardare al dì là delle apparenze, guarderà la sua anima attraverso i suoi occhi. Imparerà a fidarsi, permetterà a qualcuno che tocchi le corde della sua anima ma… Gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, a quanto pare la loro sofferenza non è ancora arrivata al capolinea. Chissà peccatrici se riusciranno a superare le loro paure.

Vi lascio con questa citazione che racchiude il romanzo stesso:
“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici”, Le Ali Spezzate, Khalil Gibran.
Baci, baci Lisa.

P. S. Grazie ad Anisa che mi ha aiutata nella recensione 😂😂 soprattutto ora so che le cicatrici non si rimarginano 😂

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DI CRISTINA

Buongiorno, Peccatori e Peccatrici, oggi vi parlo di un romanzo che in me ha lasciato il segno. Non perché ho seguito l’autrice in questa avventura, ma perché Chiara è molto brava e secondo me è una scrittrice che non si può perdere di vista. A questo bisogna anche aggiungere che il messaggio in questa storia è tanto reale quanto profondo.
Partiamo dall’inizio.
Amber è una ragazza dai capelli ambrati che cambia città. Nella nuova scuola lei è al centro dell’attenzione, anche se non vorrebbe. Noah è, invece, lo studente tenebroso, quello un po’ ribelle del gruppo, ma è anche tra i giovani più guardati e ammirati. Il loro incontro scontro non li renderà invisibili l’una all’altro e anche se lei desidererà tenere le distanze, si ritroveranno spesso insieme.

Avvicinarmi ad Amber era stato un errore. Avrei dovuto saperlo. Ma non potevo più fare a meno di lei, ormai. E questo ci avrebbe distrutti. Entrambi.

Raccontata così può sembra la classica storia di due collegiali, ma si sa, le apparenze ingannano. Infatti, questo romanzo è tanto altro.
Amber colpisce sì i suoi compagni, ma non semplicemente per la sua bellezza, bensì per le sue caratteristiche. Lei non parla, se vuole scrive, adora i gelati e concede poco spazio agli altri. Amber nasconde in sé qualcosa che non riesce a comunicare, ma anche se volesse, è certa che nessuno l’ascolterebbe veramente, visto che in realtà il suo silenzio è ricco di parole non comprese.

Era la prima persona che toccavo in quattro mesi, e la sua mano sulla mia bruciava come carboni ardenti, trasformandomi il sangue in lava incandescente.

Noah è l’attaccabrighe e quello che sa come divertirsi. È bello e attira l’attenzione di molte ragazze, ma il suo aspetto pericoloso le tiene anche a distanza. Il suo viso è coperto di segni per le continue nottate passate a fare a pugni. Anche lui ha molto da dire, ma in tanti non lo vedono realmente o preferiscono fingere di ignorare cosa si nasconda dietro quei lividi.

La mia vita era già un inferno e io, ormai, ero abituato alle fiamme.

Sono due ragazzi diverse legati da un elemento importante come il non essere ascoltati. Sono due persone che dovrebbero stare lontane e che si ritrovano a cercarsi inesorabilmente. Perché Noah comprende i silenzi di Amber e lei riesce a vedere oltre i suoi segni. La ragazza fragile dalla forza inespressa è tentata di avvicinarsi al fuoco sapendo di potersi scottare. Il ragazzo rude dal cuore nascosto cerca di allontanarsi per non bruciarsi. Quando però la scintilla infiammerà entrambi, le conseguenze potrebbero essere inaspettate per tutti e vi garantisco che non riuscirete a staccarvi dalle pagine.
Avrei giocato con il fuoco. E sapevo bene quanto fosse caldo quello che ardeva dentro Noah.

Non so da dove iniziare perché sono coinvolta in prima persona, ma credo che chiunque legga questo romanzo lo sarà. Non si può restare indifferenti. È bellissimo e intenso. “Grida” è una storia che rapisce, ti scava dentro e arriva all’anima. I personaggi diventano così parte del lettore che non si riesce a smettere di scorrere le pagine e una volta giunti alla fine si ricomincia, perché già mancano tutte le belle sensazioni che il libro dona. È un romanzo che mostra la fragilità delle persone e la loro umanità, diventando, passo dopo passo, un inno alla vita. Rivela la sensibilità, la dolcezza e la forza di chi lo scrive, rendendole caratteristiche essenziale di ogni protagonista. Amber riuscirà a conquistarvi ad annidarsi in voi, ma Noah vi lascerà senza respiro. Che ci posso fare, io lo adoro. La bravura di questa autrice non è soltanto nell’italiano praticamente perfetto, o nella trama ben strutturata. La bravura di Chiara e nella capacità di stravolgerti senza ucciderti. Ogni sensazione, anche quella negativa, si tramuta in un balsamo, riga dopo riga.
Amber e Noah sono due ragazzi fragili investiti da una vita che non hanno scelto. Sono sofferenti e coraggiosi e si muovono in una realtà non semplice da affrontare, ma con la voglia di vivere tipica della loro età e con l’audacia di tentare anche se si ha paura.
Qualche lacrima mi è sfuggita e sono felice che l’autrice abbia lasciato le sue emozioni uscire donandole al lettore. Che posso dirvi, è una narrazione bella e coinvolgente. È una storia dolce, intensa, con un messaggio importante e la consiglio vivamente a tutti.
Questo libro vi lascerà cicatrici che saranno marchi indelebili, ma non di dolore, bensì di speranza. Vi basterà sfiorare il ricordo del loro segno e non potrete che provare di nuovo tutte le emozioni che vi hanno donato. La storia racconta di silenzi, ma forse nessun silenzio ha mai parlato così tanto.
Non potete non leggerlo. Ricordate queste mie parole: Chiara è una promessa della scrittura contemporanea. Sentirete tanto parlare di lei e in bene. Ogni suo libro che ho letto finora è degno di nota, ma questo ha un posto speciale nel mio cuore.
Buona lettura, Peccatori e Peccatrici.
Al prossimo romanzo.
Cristina

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Attraversò il corridoio con passo deciso e aprì la prima porta che trovò sulla sinistra, precipitandosi dentro. Senza farmi notare, entrai con lei. Per un attimo sembrò spaesata, e mi chiesi se stesse cercando il bagno delle ragazze, quando invece era andata in biblioteca. La sentii sospirare, poi si girò e, quando mi vide, fece un salto all’indietro. L’avevo colta di sorpresa. E lei sembrava terrorizzata dalla cosa. Cazzo, se avesse continuato di questo passo le sarebbe venuto un infarto. Si portò una mano al petto e arretrò, lisciandosi la punta dei capelli. Lanciai velocemente uno sguardo al bancone, dove di solito si trovava l’Arpia, Miss Bradbury. Non era in vista, il che voleva dire che anche lei era in pausa pranzo. Feci un passo verso Amber, affondando le mani in tasca. «In un solo giorno hai attaccato e umiliato gli studenti più popolari e venerati di questa scuola. Non è stata una scelta saggia. Non per la tua vita sociale, almeno.» Il suo viso era impassibile, i suoi occhi dorati erano fissi nei miei. Senza mostrare nessuna emozione, si strinse nelle spalle, e io mi lasciai sfuggire una risata. «Il confine tra coraggio e stupidità è una linea estremamente sottile, te lo hanno mai detto, Kid?» Di nuovo, non fece altro che stringersi nelle spalle. Ma, in fondo, cosa mi aspettavo che facesse? «Quindi hai intenzione di fare sempre così? Appena qualcuno ti provoca, cerchi di rompergli un braccio o gli getti addosso il tuo pranzo?» Amber alzò un sopracciglio e incrociò le braccia al petto. Era una sfida. E io cercai di sostenere il suo sguardo e non abbassare il mio sul suo seno, che in quella posizione era ancora più accentuato. Feci un altro passo in avanti, e questa volta lei non si ritrasse. «Sono davvero curioso di scoprirlo.» Aggrottò la fronte, la sua espressione divenne perplessa. «Se la tua è stupidità o pura incoscienza.» La vidi esitare per un istante, poi frugò nella borsa che portava a tracolla e ne estrasse un blocco di carta e una penna. Questa volta fui io a fissarla perplesso, finché non girò il foglio, su cui aveva scritto una frase. “Che fine ha fatto il coraggio?”Non riuscii a reprimere un sorriso. «Coraggio e incoscienza sono la stessa cosa.» Amber arricciò il naso, non era d’accordo. «Che tu sia coraggiosa o incosciente, non ti conviene giocare con il fuoco.» “Il fuoco non mi fa paura.”Sorrisi e avanzai ancora. «Allora sei davvero incosciente.» Ormai ero così vicino che iniziavo a percepire il suo profumo. Era inebriante. E io mi sentivo un fottuto quindicenne alle prese con gli ormoni impazziti. Amber non staccava gli occhi dai miei. Fece per scrivere qualcosa sul suo quaderno, ma la porta dietro di me si spalancò e io mi girai di scatto.

Deglutii e strinsi la mano libera a pugno, finché non sentii la pelle sulle nocche tirarsi. «Non so perché cazzo ti sto dicendo tutto questo», sospirai. La vidi sorridere. “Perché ti sto ascoltando.”Rimasi sorpreso da quelle parole e per un po’restai in silenzio a fissare il foglio. «Anche a me piacerebbe ascoltarti», dissi alla fine. Amber si rabbuiò. “Non sarei più un mistero.”Oh, lei era un mistero eccome. Ma stavo iniziando a mettere insieme i pezzi del puzzle. «È strano, sai? Di solito, quando leggi i messaggi di qualcuno, lo fai sentendo la voce di quella persona nella testa. Ma con te non posso farlo, perché non ho idea di come sia la tua voce.» La tensione tra di noi crebbe, e io mi affrettai a dissiparla. «Potresti avere la voce più orribile del mondo. Acuta e fastidiosa. E io non lo saprei mai.» Amber rise. Rise. No, non conoscevo la sua voce, ma adesso conoscevo la sua risata. E, cazzo, volevo continuare ad ascoltarla. Una ciocca di capelli le ricadde sul viso. «Ho un’altra domanda», annunciai. «Non vuoi che le persone ti tocchino in generale o solo quando ti prendono alla sprovvista?» Amber aggrottò la fronte. «Per esempio», continuai, «se faccio questo…» Con estrema calma, mi avvicinai a lei. Niente movimenti bruschi, niente azioni improvvise. Feci in modo che potesse vedere la mia mano alzarsi verso il suo viso, il mio corpo chinarsi sul suo. Sgranò gli occhi, ma non si mosse. Restò immobile, trattenendo il respiro. Lì, in mezzo al bosco, sembrava un cerbiatto spaurito. Le sorrisi sperando di tranquillizzarla, poi presi la ciocca di capelli tra le dita e gliela spostai dietro l’orecchio, sfiorandole la guancia. Sentii la sua pelle riscaldarsi sotto il mio tocco e non riuscii ad allontanarmi. Non volevo farlo. Continuai ad avvicinarmi, ad accarezzare lievemente il suo viso. Tracciai il suo zigomo, la curva della mascella, il collo morbido. E Amber scattò all’indietro. Lo sguardo spaventato, le mani tremanti, il colorito improvvisamente pallido. Ritrassi subito la mano e rivolsi il palmo verso di lei. Non era stata mia intenzione farle avere quella reazione. Cazzo, quello che avevo provato io era stato il completo opposto. Amber prese un profondo respiro e si sistemò di nuovo i capelli sulla spalla. Fu in quel momento che la vidi, e i miei polmoni si strinsero così tanto nel petto da farmi male.

“Ride delle cicatrici colui che non è mai stato ferito.” Riconobbi la frase da Romeo e Giulietta. Il cuore nel mio petto si frantumò ancora, ma continuai a leggere. “Io, dentro di me, avevo sostenuto un conflitto continuo contro l’ingiustizia fin dalla prima infanzia.” Non sapevo a chi appartenesse quella citazione, ma lacrime opache e pesanti mi annebbiarono gli occhi, come se stessi provando quell’ingiustizia sulla mia stessa pelle. Continuai a risalire il suo braccio, fino a trovare una cicatrice più grande delle altre, dai bordi frastagliati e irregolari, che gli attraversava da parte a parte quasi tutto il bicipite. “Ero sempre stato trattato come se avessi insistito per nascere, in opposizione ai dettami della ragione, della religione e della morale.” Un singhiozzo mi morì sulla punta della lingua, mentre le lacrime iniziavano a scivolarmi sulle guance, lente e bollenti, come tizzoni ardenti che mi marchiavano il viso.

Dicono che un cuore spezzato non guarisca mai del tutto, ma due cuori possono farlo. Due cuori spezzati possono unirsi e tornare a battere come se fossero uno solo. Due cuori distrutti possono mettere insieme i propri pezzi fino a crearne uno nuovo. E sarebbero rimaste le cicatrici, certo. Ma avevo imparato che le cicatrici non rovinano le cose, le rendono migliori. Più belle. Più forti. Perché le cicatrici non fanno che testimoniare una lotta, e la forza che ne consegue. La forza di rialzarsi e fare di tutto pur di vincere.

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