Recensione INVISIBLE SUN di Elle Eloise

Autrice: Elle Eloise

Romanzo autoconclusivo

Data cover reveal: giovedì 22 ottobre 2020

Uscita : martedì 3 novembre 2020

Formati: Cartaceo e ebook. Disponibile anche in KU.

Prezzo ebook: 1,99 euro

Prezzo cartaceo: 12,03 euro

Info Cover: progetto grafico di Catnip Design (www.catnipdesign.it)

Numero pagine: 340 pagine circa

Genere: romance new adult

Location: Torino

Protagonisti: Edoardo Pellegrini e Fiona Mancini

Colonna Sonora: in questo libro ho utilizzato molte canzoni dei Police, da cui ho preso anche il titolo.

E-book: https://www.amazon.it/Invisible-Sun-Elle-Eloise-ebook/dp/B08MFC9F8M/

Cartaceo: https://www.amazon.it/Invisible-Sun-Elle-Eloise/dp/B08M88KWLP/

Pagina autrice Amazonhttps://www.amazon.it/Elle-Eloise/e/B01N1HYIXQ/

Pagina autrice FB: https://www.facebook.com/elleeloiseauthor/

Profilo autrice FBhttps://www.facebook.com/elle.whoiselle

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/elle.eloise/

Sinossi:

Per lei, Edo è un vero eroe: come altro definire qualcuno che salva la vita di un bambino, per poi dileguarsi senza pretendere nemmeno un grazie? Lei prova da subito una profonda fiducia nei suoi confronti, ricomincia a credere che nelle persone possa nascondersi un sole invisibile che le sprona a fare la cosa giusta, a non perdere la speranza, a cercare germogli anche in terreni poco sani. Si fida così tanto di quell’introverso ragazzo con il volto ferito, da convincerlo ad affittarle una stanza del suo appartamento e a farla entrare nel suo piccolo mondo, fatto di abitudini inattaccabili, di dolorosi ricordi e di ragazze senza volto alle quali non cede mai il suo cuore. 

Al primo incontro, lui paragona Fiona a un fastidioso folletto invadente, con un sorriso che emana la luce del sole, non per questo innocuo. Quando, durante una notte fatta di tuoni e di fulmini, lei ricompare proprio davanti a casa sua, fradicia di pioggia, lui non vede più soltanto il sole. Trova due lune fluorescenti al posto degli occhi, capaci di emanare pericolosi sortilegi d’amore e di fargli compiere azioni inaspettate. È così che Fiona entra nella sua vita fatta di schermi e di cancelli, di una casa vuota che ha congelato il passato e di lenzuola che hanno visto più ragazze che lavaggi. Lui non ha tempo per i sentimenti, non ha il cuore per l’amore. Eppure, inevitabilmente, il suo universo comincia a popolarsi di piante magiche che si arrampicano sui palazzi, di piccole lune che fingono di essere occhi e di liane d’oro che nascondono segreti. 

Biografia Elle Eloise è una grande sognatrice e ama la vita tranquilla e all’aria aperta. È nata a Cuneo nel 1981 e vive in un paesino vicino a Torino, dove ogni sera può fare lunghe passeggiate in solitudine, sulle colline e in mezzo al bosco. Durante il giorno si occupa di sponsorizzazioni di eventi culturali per una famosa banca italiana, la sera, invece, veste i panni della scrittrice e appassionata lettrice. Ha scritto la serie “How to disappear completely”, di cui fanno parte “Cuore d’inverno”, “Come una tempesta”, “Voci nel vento”, “Fino alle stelle” e la raccolta di novelle “Bonus Track”. È l’autrice del romanzo autoconclusivo “Close to me” e di uno dei racconti della raccolta natalizia “Let it snow”, scritta insieme alle amiche Vera Demes e Paola Garbarino, con le quali ha fondato un gruppo Facebook chiamato “Il Club delle scrittrici e delle lettrici”. La sua pagina Facebook si chiama “Elle Eloise e le sue storie”.

Salve peccatrici, vi è mai capitato di imbattervi un libro per caso..divorarlo e amarlo alla follia in pochissimo tempo. Immagino di si, bhé anche a me, però voglio raccontarvi cosa è successo all’inizio di questa settimana. Sulla pagina di un altra autrice (Bianca Ferrari ) ho trovato la sua personale opinione di Invisible Sun di Elle Eloise (faccio un mea culpa perchè non conoscevo questa autrice..ma prometto che mi rimetterò in pari) comunque dicevo vengo rapita dalle parole di Bianca, dalla sinossi del libro e lunedì sera era sul mio Kindle. Dopo neanche 48 ore lo avevo già finito..e anzi ne sentivo già la mancanza.
Inizio col dirvi che Fiona poco più che ventenne ha già affrontato, secondo me, la perdita peggiore che possa esistere. Ma non c’è solo questo, la sua esistenza sembra segnata fin dalla nascita “da un demone che si porta dentro” autoconvincendola che per lei non può più esserci niente di bello nella vita. Fino a quando non (ri)trova Edoardo, del quale era segretamente innamorata alle superiori. Una serie di circostanze, un pò anche forzate da Fiona, li vedrà conviventi e col passare del tempo..forse..qualcosa di più. Anche la vita di Edoardo non è stata proprio una passeggiata, ragion per cui cerca sempre di restare nell’ombra. Le loro storie sono molto simili, entrambi delusi o abbandonati dagli affetti più cari, per questo nn sarà facile lasciarsi andare..ma con un pizzico di magia e l’aiuto di una “streghetta un pò folletto” forse riusciranno ad avere il loro giusto lieto fine.
Cos’altro dirvi..è una storia di quelle belle, da leggere tutta d’un fiato, che parla di speranza e voglia di farcela..insieme; ma al tempo stesso non vi risparmierà nulla, vi farà provare tante di quelle emozioni che una volta arrivati in fondo ne vorrete ancora….per lo meno per me è stato così. Una bellissima scoperta, una bellissima penna quella di Elle Eloise 🥰
La sabi_peccatrice

Mi scagliò addosso quel suo sorriso abbagliante e, per un attimo, mi sentii davvero come l’essere umano più
fortunato della Terra e, allo stesso tempo, il più sconfitto. La odiai perché avevo improvvisamente scoperto di
non essere affatto infrangibile come ero abituato a credere.

Dimmi che pozione hai messo nella mia birra, Fiona. Dimmi perché con te non ho paura di scoprirmi. E
soprattutto, dimmi perché ho così tanta paura di non avere paura.

Lo sai, Mr Invisible, che erano mesi che non passeggiavo con qualcuno? Lo sai che erano mesi che non mi
sentivo al sicuro? A un certo punto, le nostre mani si sfiorarono, provocandomi una scarica elettrica lungo il
braccio. Ci lanciammo uno sguardo confuso, io trattenni un sorriso, lui era estremamente serio. Capitò altre volte
mentre camminavamo, ma non ci voltammo più: era come se lo avessimo segretamente accettato, un contatto
involontario che gradualmente diventava una necessità, un bagliore nel buio a cui tendere. Le dita si cercavano
per toccarsi, simulando una casualità a dir poco improbabile. Dimmi che non sono l’unica a sentirlo. Dimmi che
non sono pazza.

La sua improvvisa tristezza mi aveva messo tristezza. Ci rispecchiavamo molto, io ed Edo. Se lui sorrideva mi
veniva facile fare un sorriso. Se lui era malinconico mi trasmetteva malinconia. Stavamo diventando come due
mimi che simulano i movimenti l’uno dell’altra, senza mai toccarsi o interagire davvero? No, credevo piuttosto
che fossimo entrambi due persone con i nervi scoperti che percepivano più degli altri tutti i sentimenti che li
circondavano e finivano con l’assorbirli e farli propri.

«Ma tu vuoi che ti baci?» Il battito cardiaco era quasi in zona infarto, ma raggirai la domanda. «E tu? Tu lo
vuoi?» «Ho paura di sì.» Le sue labbra, nel dirlo, sfiorarono le mie. «Dimmi che non vuoi che ti baci» mi
implorò, ansimando. Potrei morire se non mi baci adesso. Rovistai nel caos del mio cervello, in cerca delle
parole giuste. O di quelle sbagliate. Un segno del destino che interrompesse questo momento e ci rimettesse in
moto le sinapsi. «Non possiamo» tentai disperata. «Ti prego non dirmi che “non possiamo”. Dimmi solo che non
lo vuoi.» Non potevo dirglielo, perché sarebbe stata una bugia. Lui lo capì, forse dal tremolio delle mie labbra.
Si spinse in avanti e mi baciò. Il mio mondo si capovolse, mi ritrovai nel cielo stellato al posto di essere seduta
in riva al fiume. Il cuore batteva nella gola, nelle orecchie, nelle tempie. Mi tirò a sé, rubandomi le gambe e
posandole sulle sue. Ovunque rimbombava l’eco dei battiti, i respiri si fusero insieme e crearono una bolla
trasparente intorno ai nostri corpi intrecciati. Era tutto perfetto: la luna a riverberare sul fiume che viaggiava
placido verso la Dora, lo sciabordio dell’acqua sotto di noi, le frasche della riva a formare una cupola naturale
sulle nostre teste, lo scintillio della notte torinese a specchiarsi nel Po. In quel bacio mi sentivo protetta, accolta,
disarmata. In quel bacio mi sentivo al sicuro. La sua mano si staccò dalla mia per impedire alla mia testa di
allontanarsi. L’altro braccio bloccava le mie gambe perché non fuggissi. «Edo, che stiamo facendo?» riuscii a
dire tra un bacio sul collo e uno sulle labbra. «Quello che vogliamo davvero» bisbigliò, ricominciando a
baciarmi. Quindi è questo l’amore? Ti prego, Edo, dimmi che è tutto vero oppure non mi svegliare mai più.

«Non volevo una storia di sesso, Fiona.» «E cosa volevi?» Scrollai le spalle. «Baciarti.» Riesci a crederci,
Fiona? Le mie lenzuola hanno conosciuto più donne che lavaggi e io ti sto supplicando per un semplice bacio.
Mi appoggiai allo stipite della porta della mia stanza e incrociai le braccia. «Volevo baciarti. E quando l’ho fatto
ho voluto farlo ancora. E ancora. E ancora.» Deglutii, senza fiato. «Ti è mai capitato che un singolo bacio ti
desse la sensazione di cadere dentro qualcuno? Sono volato giù da una cascata, Fiona, e adesso sono immerso
nell’acqua fino al collo.» Eccomi, Fiona. Puoi darmi il colpo di grazia se vuoi. Un bacio o una pugnalata al
cuore, credo sia lo stesso a questo punto della storia. Quelle liane d’oro sono riuscite a raggiungermi anche da lì.
Tirò su col naso, continuava a tenermi il broncio e la cosa mi fece quasi tenerezza. La strega si era ritrasformata
in un folletto.

Avrei voluto essere come lui. Libera. E, paradossalmente, fu proprio in quell’istante che intuii di non esserlo.
Non ero libera da mesi, da anni. O forse non lo ero mai stata davvero. Mi sentivo ingabbiata nel ruolo che mi
avevano affidato senza nemmeno chiedere: Sunshine.

La baciai. Poi eliminai anch’io la t-shirt. E la baciai ancora. Da questa prospettiva sembrava un po’ meno strega
e un po’ più Sunshine e finalmente capii. Non poteva esistere una senza l’altra, come la luna e il sole. E Fiona
era esattamente nel mezzo, quel momento in cui il giorno e la notte si incontravano, quando la luna cominciava a
brillare e il sole diventava invisibile, tenue, ma non meno potente. Ed era anche il momento in cui la luna
cominciava ad essere stanca e il sole decideva di non avere più paura. Far l’amore con lei sapeva di infinito, di
vita, di destino. Ma quando meno te l’aspettavi capitava il caos, a scompaginare qualsiasi idea di destino si
avesse avuta finora. Non era stato il destino a farla nascere da un farabutto, non era stato il destino a beffarla con
una figlia nata già morta.

Possiamo stare qui dentro per sempre, Fiona? Ti va? Abbiamo il sole, abbiamo la luna, abbiamo le piante
rampicanti. Prenderò l’acqua dalle tue lacrime e mi ciberò dei tuoi sorrisi. Non ci manca niente.

«Forse tua figlia non era proprio una bambina. Ci hai mai pensato? Forse era un angelo che doveva proteggere le
Belle Addormentate. Attraverso te, Fiona. Sapeva che tu saresti stata forte e le avresti salvate. Perché, treccia o
non treccia, lei ha lasciato una scia indelebile dentro di te, un seme, che da piccolo germoglio ti ha trasformata in
una solida pianta rigogliosa, che si è arrampicata e attorcigliata al cuore di un burbero cavaliere senza faccia e
non l’ha mollato più.»

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