Recensione UNFAITHFUL di Maia Piciga

TITOLO : UNFAITHFUL

AUTORE : MAIA PICIGA

DATA USCITA : 12 NOVEMBRE 2020

LINK DI ACQUISTO: https://www.amazon.it/dp/B08MZ49XBK

PREZZO : ebook 1.99 € – cartaceo 12.99 €

TRAMA :

Quell’uomo porterà soltanto guai”.

Ad appena ventotto anni, Layla Martinez ha già ottenuto tutto quello che una donna potrebbe desiderare dalla vita: un marito affascinante, un lavoro di tutto rispetto nella Morgan Hotels International, una bellezza fuori dall’ordinario… e soldi. Molti soldi.

Ora è in procinto di vivere il suo “Per sempre felici e contenti” ma…’

Se l’arrivo di Andrew Stevens, un uomo dalle origini misteriose, arrogante e fin troppo sicuro di sé, finisse per rivoltare tutte le sue convinzioni a proposito dell’amore, cosa potrebbe succedere alla sua vita all’apparenza perfetta?

Salve peccatrici, oggi vi parlo Layla, amministratore nella società alberghiera del marito Michael e del suocero. La sua vita, lavorativa e non, verrà sconvolta dall’arrivo di Andrew, che le verrà messo alle calcagne, proprio dal suocero, per controllare il suo operato. La figura di quest’ultimo è un po’ ambigua, all’inizio apparirà come l’uomo d’affari tutto d’un pezzo pronto a trovare e sottolineare ogni minimo errore, poi si trasformerà in un ammaliante seduttore che farà capitolare la fedelissima Layla in una notte di passione. Poi però tornerà ad essere l’uomo cinico che si è preso ciò che voleva e tanti saluti. Ma non è finita qui, perché cambierà ancora idea rivelando a Layla di volere qualcosa di più. Ok lo ammetto, ho le idee confuse anche io. Il personaggio di Andrew mi è piaciuto, quello di Layla un pò meno..ma sono anche convinta che essendo una trilogia il bello debba ancora venire. Anche perchè il libro si conclude con un’inaspettata scoperta che fa Layla proprio a casa di Andrew..quindi qualcosa mi dice che nel secondo capitolo ne vedremo delle belle.
La sabi_peccatrice

Andrew portò la mia mano sopra la sua giacca, sul suo cuore, e la tenne chiusa a scrigno come a proteggere il sogno estemporaneo di quel momento. “Sa a che cosa penso quando la guardo signora Martinez? Quando penso a lei sporca di vernice e con quella discutibile salopette di jeans nel garage di casa sua mentre racconta dei suoi quadri? Quando la vedo seduta a gambe incrociate e senza scarpe in ufficio?” Non dissi nulla, mi lasciai soltanto abbracciare dalle sue parole. “Io vedo una Ferrari testa rossa chiusa in un piccolo e desolato garage, vedo un leone cresciuto in cattività, rinchiulso dietro le sbarre che si è costruito da sè. Non riesco a vedere la maschera della signora Morgan che si ostina a indossare con tutti per difendersi, ma vedo soltanto Layla”. Le sue labbra umide mi sfiorarono l’orecchio. “E lei non la minima idea di quanto desideri liberarla da ciò che la blocca”.

Forse Andrew, la sera del ballo, aveva detto quelle parole solo per conquistarmi e farmi cedere. Forse è davvero il sogno di ogni donna potersi liberare delle catene della quotidianità e trovare uno spiraglio di libertà dalla prigione nella quale si era illusa di poter vivere, ma quella notte, dopo i lividi che mi si erano formati sulla pelle per la sua irruenza e le sue lunghe strisce rosse che le mie unghie avevano lasciato sulla sua schiena e sul suo torace, io riuscii a intravedere di che colore fosse la libertà fuori dalla mai gabbia.

Sospirammo nello stesso momento, uno nel corpo dell’altro, uno nella bocca dell’altro, e sentii le sue braccia cingermi in vita per sollevarmi contro di sè. Mormorò il mio nome mentre mi baciava con foga e irruenza e io gioii della sensazione del suo viso di nuovo tra le mie mani, dei capelli spettinati che nuotavano tra le mie dita avide. Lo aveva aspettato anche lui, lo aveva desiderato per giorni, così come era stato segretamente per il mio corpo. Perché forse a parole noi sapevamo mentirci così bene, ma quando le difese cadevano, allora restava soltanto una debole corazza fatta della più totale sincerità reciproca. Contro quella fredda parete mi lasciai toccare di nuovo, mi lasciai esplorare dalla sua lingua vorace, avvinghiati stretti a limite della rabbia e della violenza. Andrew era puro istinto, era sangue pulsante, era voglia irrefrenabile e desiderio totalizzante, e io mi ci perdevo senza riuscire a pensare a nient’altro.

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