REVIEW PARTY FIGHTING FOR US DI REGINA MOOREN

SCHEDA
TITOLO: Fighting for us
AUTRICE: Regina Mooren (tag Instagram: @reginamooren_autrice)
EDITORE: Royal Books Edizioni
DATA DI USCITA: 16 novembre 2020
SERIE: Fighting for (volume 1)
FINALE: Autoconclusivo
GENERE: contemporary romance/sport romance

TRAMA:

Morgan vive una routine sempre uguale: studentessa universitaria di giorno, barista di notte, madre e zia
nel week-end. La morte prematura della sua gemella l’ha segnata: l’ha resa molto introversa e ha ridotto all’osso la sua vita sociale. Poi, una notte, tutto cambia. Succede quando Morgan viene aggredita all’uscita dal lavoro e solo l’intervento tempestivo di Tanner Keelay la salva da un tentativo di stupro. Tanner è un fighter di MMA scontroso e riservato, che suscita in Morgan sentimenti contrastanti. La violenza è il suo mestiere, ma nel suo sguardo e nella sua inspiegabile pacatezza c’è qualcosa di magnetico che sfida la ritrosia della ragazza e la attrae a lui. C’è anche un segreto, anzi due, a legarli. Entrambi portano avanti vite segrete nel segno dei retaggi del loro passato. A costringerli al silenzio sono i sensi di colpa e il peso delle responsabilità. Nello sbocciare e crescere di un amore, Morgan e Tanner cercheranno di affrontare le minacce e schivare i pericoli che il destino ha in serbo per loro. Un solo obiettivo li sprona a non arrendersi: riconciliarsi con il proprio passato per guardare al futuro con occhi diversi.


Eccomi peccatrici a parlarvi di Morgan e Tanner. La vita di Morgan purtroppo non è stata facile, dopo la morte dei genitori, si ritrova ad affrontare un’altra perdita, sua sorella. Le lascerà comunque un compito, una responsabilità, a cui lei di certo non si sottrae. Tra gli impegni del collage, il Wills e il ritorno a casa tutti i fine e settimana, non si è mai ritagliata tempo per se stessa. Beverly la sua migliore amica le propone un’uscita in tranquillità, lì sul grande schermo del pub, durante un Mac di MMA riscopre che anche lei prova ancora emozioni. Quando vede Tunner infatti, il battito cardiaco aumenta e la curiosità di perdersi in quegli occhi profondi la divora. Il destino è dalla sua parte e finalmente si incontrano nei corridoi della scuola, di certo non si aspettava di trovarsi un muro imperscrutabile e anche un pó strunzo. Dopo un bel colpo al cuore, i due si ritroveranno a passare sempre più tempo insieme, subito sembra tra i due ci sia solo un amicizia, ma poi esplode la passione e l’amore. Ma ricordatevi come dico io, c’è sempre il diavolo che mette lo zampino. I due si ritroveranno a dover fare una scelta, a cambiare i loro piani e purtroppo a essere pronti a soffrire ancora. Chissà se il destino lascerà loro la pace e la serenità di cui hanno bisogno, per scoprirlo, dovete leggerlo.
Baci, baci Lisa.

Spezzata. Nessuno dall’esterno avrebbe detto che mi sentivo così. Neanche un’emozione trapelava dal mio volto. In tanti avevano preso parte alla commemorazione: uomini e donne, vestiti di nero, si affollavano attorno a me in una danza lugubre, immersi nel profumo delle pietanze, con gli occhi troppo accesi per nascondere l’evidente curiosità. Non avevo fame. Lo stomaco era chiuso da due giorni e non ero riuscita a mangiare nient’altro che una barretta di cereali che la zia mi aveva messo in mano con la forza.

«Mi scusi. Devo aver sbagliato», chiusi la chiamata immediatamente. Dovevo aver selezionato il numero sbagliato, pensai. Tornai a scorrere la rubrica e riprovai. «Pronto?» dissi titubante quando la linea si aprì di nuovo. «Ancora?!» la voce all’altro capo del telefono sembrava davvero furibonda. «Mi scusi, ma cercavo la mia amica», tentai di giustificarmi. Stavo per mettere di nuovo giù, quando l’uomo riprese a parlare. «È evidente che io non sia la sua amica», ribatté acido. Non era la giornata giusta per starsene buona, così accostai di nuovo il telefono all’orecchio. «Senta, le ho chiesto scusa. Non mi sembra sia cascato il mondo e la smetta di essere così scorbutico», gli feci notare, irritata. «Morgan?» chiese la voce dopo un attimo di silenzio. A quel punto lo riconobbi e attaccai di nuovo. «Oddio!» esclamai. “Per quale diavolo di motivo il numero di Tanner era finito nel mio telefono?” Fuori di me, ripresi il cellulare e controllai il numero salvato sotto il nome di Bev: non era il suo e a quel punto cominciai a capire. Ricordai la sera precedente, Felicity e l’amica brilla, e del fratello di questa arrivato così in fretta dopo che avevo prestato loro il telefono per chiamarlo. Digitai a memoria il numero di Beverly. Rispose subito. «Sì?» «Mi vuoi spiegare, per favore, cosa avevate in mente?» Provai a mantenere la voce tranquilla; cercai di farlo, ma mi stava costando un enorme fatica. «Non ti arrabbiare», disse tranquillamente Bev. «Ci sono maledettamente vicina.» «Tu non facevi nulla e lui neanche. Abbiamo pensato che fosse una buona idea.» Nonostante fossi sul punto di scoppiare, Bev cominciò a ridere. Era un divertimento sincero, il suo. «Io vi odio!» esclamai chiudendo la chiamata.

Prendendo coraggio andai a ordinare il caffè per poi dirigermi a quella stessa postazione. Cercai di non guardarlo in faccia, di non notare i nuovi lividi sul volto; semplicemente mi sedetti e continuai a guardare il caffè come se dentro potessi trovarci le risposte che cercavo. «Questo è il mio tavolo», dichiarai infine, guardando fuori dalla vetrina, picchiettando sul legno con le unghie. Tanner era seduto comodamente di fronte a me, come al solito, con un libro in mano. «Non ho visto scritto il tuo nome…» «Effettivamente ci dovrebbe essere scritto il tuo, o sbaglio?» «Felicity te l’ha detto.» «Già. Sarò ripetitiva… Non smetti mai di sorprendermi», dissi, sempre evitando il suo sguardo. Soffiare sul caffè mi aiutava a prendere tempo, Tanner però non rispose allora spostai gli occhi su di lui e lo scoprii a fissarmi. Qualcosa era cambiato in quelle profondità nocciola: si era acceso un piccolo fuocherello, solo per me.

Chiamai in causa Bev. «Le hai detto qualcosa?» «Io non le ho detto nulla!» si difese lei alzando le mani. «Non c’è bisogno che nessuno mi dica nulla. L’ho capito da sola», ammise Felicity. «Morgan, per tutti questi anni, ho visto quel ragazzo attorniato da donne che gli si lanciavano ai piedi senza ritegno. Una volta ho assistito all’imbarazzante scena di una donna del pubblico che si toglieva le mutandine per lanciarle nell’ottagono. Roba da matti, davvero», spiegò Felicity con una smorfia di disgusto. «Quindi, nonostante nessuno dei due mi parli di queste cose, e lasciami dire che sono abbastanza offesa per questo, ho capito che ormai siete una coppia. Tanto vale prepararsi al momento fatidico.» Felicity assunse un tono sognante. Nonostante gli ultimi dubbi fossero evaporati pochi attimi prima, volevo sentirlo con le mie orecchie.

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