Recensione doppia “IO SONO OMBRA” CALL SHADOW 2 di Cristina Rotoloni

Titolo: Io sono ombra – Call Shadow 2
Autore: Cristina Rotoloni
Genere: Romance suspense
Data di uscita: 30 novembre 2020
Prezzo: 2,99 € ebook – 12,00 € cartaceo
Pagine: 314
Distribuzione: Amazon Romanzo autoconclusivo, collegato alla dilogia Mia e a Call Shadow.

Trama:

Call Shadow vuole salvare David Dragonetti dal suo desiderio di vendetta. Si muove nell’ombra per raggiungere il suo scopo, ma la presenza di una donna e la testardaggine del ragazzo gli renderanno difficile portare a termine la missione. Helena è una escort che non si illude di poter fuggire dalla sua triste realtà, ma incontra Call Shadow che vuole aiutarla. L’uomo è un personaggio misterioso, sembra pericoloso, come un nemico che si cela nel buio della notte, ma non per lei. In un crescendo di suspense, di emozioni e di amori impossibili, la situazione precipita ed entrambi saranno costretti a fare delle scelte. Helena dovrà decidere se accettare il suo destino, cogliere l’occasione che le viene offerta, oppure rischiare la vita. Call si ritroverà a contrastare il suo passato per affrontare il presente, in una continua battaglia tra la morte, la vita, l’amore e il suo alter ego. Riuscirà una donna con un’esistenza tremenda a conquistare un uomo che crede di non avere un cuore e che vive solo per proteggere Dragonetti? E quale sarà la scelta che farà Call Shadow?

(La storia è collegata alla dilogia Mia e al primo volume autoconclusico Call Shadow; può essere letta senza conoscere gli altri volumi, ma se ne consiglia la lettura per avere un quadro completo su tutti i personaggi.)

RECENSIONE DI THAMMY

«Ci sarà un tempo in cui ci concederemo di vivere.
Oggi combattiamo le nostre ombre.»

Salve miei peccatori, finalmente posso parlarvi di questo romanzo che sento nel cuore e nell’anima, forse perchè amo questa autrice, forse perchè mi sono innamorata di Call gia dalla dilogia di MIA, forse perchè l’ho visto prendere forma, parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina.
L’ho vissuto insieme all’autrice già nel primo romanzo e qui, beh qui è stato per me un insieme di emozioni forti.
Call: il mio brontolone tutto d’un pezzo, lui che si ritiene senza più anima, lui e la sua “cassaforte chiusa a doppia mandata” dove ha rinchiuso il suo cuore, i suoi dolori, le sue colpe, i suoi amori.
Lui è convinto di essere solo ombra ormai, non c’è più posto per i sentimenti, li ha cancellati ma non ha fatto i conti con il destino, che non sempre è poi cosi bastardo.
Si dice che il destino non mette sulla tua strada quello che vorresti, ma quello di cui hai bisogno, il segreto sta solo nell’accettarlo.
Per Call, Helena è solo incappata per sbaglio nel suo cammino, un’anima da salvare di certo niente di più o almeno è quello che crede lui, che prova a ripetersi ma…

La luce traccia i contorni dell’ombra.
L’ombra evidenzia la luce.
L’una non può esistere senza l’altra

Questo è quello che diventeranno l’una per l’altro ma per uno come Call è impossibile, inaccettabile, e in questo romanzo proprio grazie a Helena tutto tornerà a galla prepotentemente, il dolore, il vuoto, la sua Annie…

«Va bene! Hai vinto! È morta! È questo che volevi che dicessi?» lo interruppe lui.
«Quindi? Devo strapparmi i capelli dopo tutti questi anni?
Devo piangere?
Dai, gridiamo. Sfoghiamoci, facciamolo insieme se ti fa stare meglio.
Stronzate, sono tutte delle cazzo di stronzate, Sam.
Non frega niente a nessuno di come sto. Non importa come mi vesto o se ho gli occhi segnati.
Il male che provo è il mio, solo e soltanto mio.
È qui, che mi apre il cranio come una scatoletta di sardine. Che scava il mio cuore con un vecchio cucchiaio arrugginito.
Ogni stilla di sangue è mia. Nessuno può capire. Nessuno può sapere e non cerco sguardi commiserevoli, perché non servono a niente. Loro non torneranno da me.
Ti avevo detto di non amarla. Sapevo che non avrei retto alla sua assenza.
È morta, Sam, è morta. Cazzo!
E per colpa mia. Sono io a conoscere ogni frustata del significato di questa parola. Quindi perdonami se non me ne fotte un cazzo di quello che dici. Se ho voglia di bere, vestirmi, uscire, uccidere qualcuno o fingere che non sia successo. Perciò non tentare di toccarmi con la tua presenza, perché l’abisso dove vivo non può colmarlo nessuno tranne lei, e lei non tornerà. Non provarci, tu non puoi curare le mie cicatrici… perché sono anche le tue.»


Le sue certezze, la sua forza, la sua sicurezza, tutto piano piano si sgretola e sarà una vera e propria guerra contro se stesso.
Non può e non vuole permetterlo, perchè ora le sue priorità sono altre: David Dragonetti.
Il suo ragazzo e la sua voglia di vendetta, solo questo conta, o almeno è quello che si racconta. ( E qui è doveroso un consiglio, dovete assolutamente leggere la dilogia MIA per cogliere la vera essenza di David)
Perche mentre tutta la sua mente è concentrata nel proteggere David il suo cuore comincia a riprendere vita, Helena farà di tutto per riuscire a conquistarlo quel cuore, lotterà contro quel mostro fatto di tenebre che lo ingabbia a costo di rimanere ferita lei stessa. Call farà di tutto per impedirlo ma tanto può essere forte e distruttivo il dolore tanto potente e travolgente può essere l’amore.

Parlami, Helena. Parlami. Ti odierò se non apri gli occhi.
Fallo. Non te lo chiedo. Ti supplico.
Ho già perso troppo, non voglio perdere anche te.»
Spostò la sua fronte per guardarla, ma non trovò le sue iridi, solo le sue palpebre abbassate. Sospirò tornando a cercare lo stesso contatto di poco prima: le mani contro il viso di lei, la testa poggiata sulla sua. Si aggrappò a quel corpo come a un’ancora per fermare le emozioni che continuavano a riversarsi oltre la sua bocca.


«Lo senti il mio dolore? Grida così forte nei miei silenzi.»

Si fermò ad ascoltare l’assenza di rumore nella stanza.
«Io taccio, eppure tu mi comprendi. Come fai a capire, come fai a credere?
Il vuoto non si può colmare. Non puoi sostituire ciò che hai amato. Non esistono opportunità. Eppure continui ad ascoltare quello che non dico.
Accarezzi la mia sofferenza senza muoverti.
Mi sfiori senza toccarmi e accetti la mia essenza.»

Mamma mia quante emozioni, ho vissuto ogni sospiro, ogni spasmo, e il rapporto tra i miei due uomini preferiti che dire: David e Call, due anime così complesse e cosi complementari, la loro essenza è palpabile e ho amato rivederli, riviverli insieme, ritrovare il mio “demone tenebroso”.
Cristina ha la capacità di trasportarti nella storia, tra segreti, ricordi vendette e speranza, e la vivi! Riesce a creare personaggi con un’anima che ti rimangono sotto pelle anche dopo l’ultima pagina per molto tempo.

Ho amato poter rivivere la storia di David, Sara e Fabrizio vissuta dal punto di vista di Call, rendendola più completa senza ricadere in ripetizioni di un romanzo gia letto.

E niente, Cristina Rotoloni: io sono pazza di questa autrice con le sue “pippe mentali” le sue “infinitamente particolareggiate descrizioni” la sua scrittura così corposa. Grazie per avermi permesso di poter far parte di questa tua avventura ed è stato un onore per me.

Ho amato DAVID DRAGONETTI al punto di incidermelo sulla pelle e CALL è diventato un altro tassello del mio cuore.

Ora vi lascio alla recensione della mia socia e mi raccomando non aspettate oltre, andate a leggerlo perchè ne vale veramente la pena. dimenticavo il mio voto è

5 piume
RECENSIONE DI LISA


Ero felice. Sì. Nulla mi sembrava impossibile.
Poi mi hanno tolto tutto… e lacqua che era in me ha tracimato, portando distruzione. Spazzando via ogni cosa, compreso Sam. Luomo che ero non cè più. È morto anche il mio cuore.
Il mondo è diventato buio. Le tenebre hanno preso piede, vivendo nella mia anima. Ora sono ombra, sono spietato, sono lincubo di tutti, tranne che per uno: David Dragonetti. Lui è la luce nella tempesta. Lui è il ragazzo per cui sono pronto a sacrificare la vita. Lo accompagno nella ricerca della vendetta. Affrontiamo insieme i suoi demoni.
Io lo proteggo.
Se incontrate luomo che sono adesso, temetemi, perché se vi mettete sul nostro cammino, vi farete male.
Vi conviene aver paura, perché Sam è morto, ma Call Shadow è qui.



Eccomi peccatrici, oggi esce il seguito di Call Shadows. Ho avuto il privilegio e onore di leggerlo in anteprima, non posso fa altro che dire, spettacolo! La penna di Cristina si riconosce e come sempre ti fa vivere le emozioni più travolgenti. Per chi ha letto il primo, sa che Call è una persona imperscrutabile e che purtroppo la vita non gli ha sorriso affatto. Tutto quello che è positivo lui lo allontana per paura ma anche per non tradire il suo passato. Per chi ha letto precedentemente la storia di Mia è Incredibilmente tua in alcuni capitoli incontriamo i protagonisti per me fondamentali, soprattutto David. Il mondo di Call ora gira attorno al suo ragazzo andrebbe contro al mondo pur di difenderlo.



«Tu sei acqua, David, plasma la tua vita. Io sono ombra e avvolgerò i tuoi nemici nelle mie spire

Ma una sera tutto si capovolge, proprio quando credeva che il suo cuore fosse fatto ormai di marmo, arriva lei, Helena. Una ragazza con una vita purtroppo segnata dal dolore, dalla sofferenza e dalla “schiavitù”, si impatte proprio nell’ombra più oscura. Ma lei sarà la sua luce, lei potrà essere la sua rinascita, ma non sarà facile varcare la cassaforte dei ricordi, non sarà facile per Call lasciarsi andare al presente e dimenticare il passato. Benché questa è il punto di vita si Call della dilogia, non cade nella ripetizione e passo dopo passo ripercorri ogni momento, ma quello che non sappiamo è che in ogni momento, benché per lui è difficile da ammettere c’è Helena. Ogni suo gesto è per lei, ogni suo pensiero è per lei. Questo porterà Call/Sam ad avere una vera e propria crisi, lui non vuole dimenticare la sua famiglia, lui non può essere felice, lui non può guardare al futuro, perché il suo futuro è morto anni prima.



Doveva soffocarlo ancora, non voleva riaprire la cassaforte dei ricordi che aveva chiuso a doppia mandata. Call non sarebbe sopravvissuto a quello che aveva perso.
«Esisto perché tu possa ancora vivere.»
E tu questo lo chiami vivere?
«Tornatene da dove sei venuto.»
No, Call, ora sono qui, un piccolo tarlo nella tua testa e non me ne vado. Non più. Sono stanco di questa tua esistenza vuota.
«Ma davvero, e da quando?»
Da quando ho visto gli occhi di Helena, c’era qualcosa in quel dolore che conosciamo bene.
«Non voglio ricordare.»
Non sono qui per distruggerci, ma per aiutarci.
«Cazzate, senza di me saresti morto su quel ponte.»
È vero. Avevo bisogno di te per mantenere fede alla mia promessa, ma adesso tu hai bisogno di me per esistere. Non puoi annientarci così.
«E a che servirebbe?»
Vuoi bene a David, vero?
«Che cazzo c’entra lui?»
Come puoi sperare di aiutarlo a uscire dalle sue tenebre, se tu non abbandoni le tue?
«Stai proponendo a un’ombra di esporsi alla luce?»
Sto chiedendo all’ombra di amare la luce e di giocare con essa. Solo così potrai vivere restando nel buio.”



Helena non demorderà, soffrirà, piangerà, ma nulla può allontanarla dall’uomo che ormai le ha rubato il cuore, l’anima. Perché Cristina è di questo che parla, non sono solo due cuori che battono, ma sono due anime che si incontrano, si mettono a nudo, si spogliano delle loro paure ed è lì, che capisci quanto sia profonda la sua penna.



«Calmati, Call, è meno grave di quello che sembra. So cosa stai pensando, ma adesso dobbiamo occuparci di lei.»
Lui non rispose, si voltò verso Helena e la donna sussultò, i suoi occhi erano tanto scuri da farle paura, non li aveva mai visti così neri.
«Mi dispiace non esserci stato quando avevi bisogno di me.»
«Sapevamo che sarebbe successo», disse lei con la voce dolorante. «Boris è andato a uccidere Lev. Portami via… è l’unica cosa che voglio.»
Call fece un cenno del capo e si avvicinò a Helena, che cercò di mettersi seduta, ma lui, senza chiederle il permesso, infilò una mano sotto le sue gambe, l’altra dietro la sua schiena e la prese in braccio.
«Fammi strada, Morgan, portiamola lontano da qui.»
Il suono delle parole di Call piacque molto a Helena. Si adagiò contro il petto del suo salvatore e si sentì finalmente al sicuro.



Che dire peccatrici, penso di avervi detto fin troppo, ora sta a voi immergervi in queste pagine tanto belle, quanto struggenti. Chissà se l’amore vince sempre su ogni cosa.
Baci baci, Lisa.

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