RECENSIONE VELVET SKY – RED E SKY DI ELISA GENTILE

TITOLO: Velvet Sky – Red & Sky
AUTRICE: Elisa Gentile
SERIE: Lovers
N. VOLUME: 4
DATA D’USCITA: 17/12/2020
GENERE: new adult/romance erotico/contemporary romance
EBOOK PREZZO: 2,99€
CARTACEO PREZZO: da definire
DISPONIBILE IN PREORDER: sì

TRAMA:

“«Dal sentirsi una nullità a capire d’amarla, il passo è stato breve: non ho sopportato quel silenzio, vorrei solamente il casino dei suoi sorrisi di nuovo nella mia vita»”.

Red è da sempre quel piccolo foro rimasto nel cuore di qualsiasi ragazza passata nella sua vita: prende tutto quel che c’è, ti lascia senza niente, nessun rimorso, nessun rancore e, soprattutto, nessun cuore da mettere in gioco. È questo, lui, finché nella sua vita piomba, come un biglietto anonimo, l’innocente Sky.
Occhi di cielo, un sorriso mozzafiato, un anellino al naso e un tatuaggio a colorarle la coscia.

“«Sky è la miglior cosa che troverai sul tuo cammino, non ci sarà niente migliore di lei, Red»”.

È forse un caso, o probabilmente il destino ha deciso che un letto troppo affollato era ormai abbastanza per lui, ma Sky arriva all’improvviso, giocando sporco, colpendo ripetutamente un saccone da boxe, insultandolo e beffeggiandolo.
Lei però, la piccola Sky, non è affatto un caso del caso: Sky è quella S. arrivata per restare. È arrivata per ottenere. È arrivata per conquistare.

“Ho scelto.
Ho scelto che me lo prenderò, che mi appartiene.
Ho scelto che lo amo. Scelgo che lo voglio”.

Tutto comincia come, forse, avrebbe dovuto finire: un insulto, poi un biglietto di scuse, poi uno sguardo, dopo di che un bacio, infine un’auto sotto la pioggia battente con i sedili ribaltati e due corpi uniti, respiri affannati e anime ormai incatenate l’una all’altra.
Forse per sempre.

“Cos’è la paura? La paura sarebbe restare senza di lui adesso che sento la necessità di arrivare a respirarlo”.

Red e Sky sono come i colori opposti, che unendosi danno vita a una nuova tinta del cielo, a un contrasto di nuvole, a un accecante bagliore di luci; ma sono anche capaci di dare vita al piombare nel buio della notte.
Basta poco, in fondo, per perdersi di notte, e Red, questo, lo sa.

“Succede che qualcosa si sincronizza nell’esatto momento in cui il tuo istinto strilla di voltarti, guardarla, osservarla, perderti in quegli occhi, immaginare di toccarla, bramarla, volerla, ottenerla.
E cadere nella sua trappola, così”.

Non c’è niente di più doloroso di un amore superficiale; non c’è niente di più totale di un cuore che non vuol saperne di smettere di battere. Red e Sky, i due opposti che si attraggono, sono il viola dato da due colori primari, come sono anche un sorriso venuto fuori da due dolori difficili da sopportare, ma tenuti in vita dalla voglia di farcela.

Eccomi, peccatrici, a parlarvi del 4 volume della serie Lovers. Come posso cominciare? Beh, posso dirvi che questo per me è il più sofferto, il più agonizzante, il più straziante della serie. Lo scenario si apre in un ospedale, già qua, ho maledetto la Gentile, perché sapevo le pene dell’inferno che mi avrebbe fatto passare. Sky è una ragazza quasi diciannovenne che nella vita sta soffrendo tanto, troppo. La sua è una famiglia ormai spezzata dal dolore, ma non per lei, per la sorella Shedir. La sua metà, la sua ancora, la sua vita… La sofferenza è più che tangibile pagina dopo pagina. Sky per scaricare le sue frustrazioni fa boxe, ed è proprio in palestra che incontra Red, più che un incontro è uno scontro, perché appena i loro sguardi entrano in contatto lei lo insulta, cacciandolo. Red, che nella vita non sa cosa sia l’amore o l’affetto, se non quello dei suoi cari, cambia donna tutte le sere e non si preoccupa di risultare uno stronzo, lui non dà il suo cuore a nessuno, troppo ferito per lacerarlo ancora, troppo arrabbiato per lasciarsi andare. Ma Sky sarà una ventata d’aria fresca, il bisogno di scoprirsi, conoscersi avrà la meglio, ma ahimè non basterà… La suspense inizia a fare il suo corso e tu rimani con il fiato sospeso fino alla fine, perché i colpi di scena saranno tanti, troppi e tu non fai altro che sperare di arrivare alla scritta Fine, sperando che sia lieta. Ho odiato questo romanzo, perché è stato straziante vivere ogni emozione, ogni attimo di Sky e Red. È stata un’agonia sentire i loro cuori infrangersi, implodendo, disintegrando ogni certezza. Ho odiato Red, perché non sa cosa vuol dire amare, perché nessuno glielo ha insegnato, nessuno è stato in grado di farglielo provare, ma a volte si dice che si hanno i prosciutti davanti agli occhi, giusto? Ecco, questo è il nostro caso. Ma poi lo ami, perché quando inizia a parlare il cuore, fa di tutto, muove mari e monti, diventa uno tsunami di emozioni. Sky per me è molto fragile, ma allo stesso tempo, forte e cazzuta. Posso dire che in alcuni momenti l’ho odiata, ma in alcuni l’ho amata follemente, avrei voluto batterle il cinque. Elisa per me è fantastica, ha una penna tutta sua, nel suo essere logorroica riesce a farti vivere, percepire ogni tipo di emozione, addirittura troppo, ma io la amo anche per questo, perché ti fa vivere ogni sensazione. Che dire, peccatrici, non posso che consigliarvi di leggerlo e non farvi sfuggire questa storia veramente bellissima.
Baci, baci Lisa.

C’è questo riecheggiare di catene, il saccone che si muove ondeggiando e, ora che sono più vicino, gemiti spezzati, ansimi, fiato corto. «Oh!». È una ragazza, e pare anche parecchio incazzata con il saccone da boxe che ha davanti a sé: lo colpisce ripetutamente, prima con un destro e poi con un sinistro, poi gira attorno a se stessa, stende la gamba, carica un calcio. Con i capelli raccolti in una coda lunga, qualche ciocca che le si è appiccicata al collo, stringe i denti, si carica di nuovo di rabbia e colpisce, tendendosi in avanti con il petto, piegando le ginocchia, restando tesa così. Ha un fisico mozzafiato, sudata, perfetta, e…«Hai bisogno di qualcosa o stai lì fermo solo a guardare?». Strabuzzo gli occhi e sento anche scivolarmi via il sorriso che mi si era disegnato in viso. «C…come?». La ragazza ansima, ma stende le braccia e continua a colpire a ripetizione il saccone. «Vedi di non rompermi i coglioni! Via di qua!», ruggisce. Posso solo notarle dell’inchiostro che le disegna la coscia. Nient’altro, perché mi acciglio e ridacchio, offeso. «Scusa, ti do forse fastidio? Non si può guardare?». Un’altra passata di colpi –che mi fa indietreggiare. «Sì: mi dai fastidio». Gira su se stessa, carica due calci ben assestati, ma non solleva mai gli occhi su di me, è concentrata sul proprio obiettivo di far venire giù quel saccone da boxe, evidentemente. «E poi, no: non mi piace essere guardata. Vattene!». «Ok». Oh, ma vaffanculo! «Ti consiglio una camomilla, alla fine. E un antiacido, ti serve!». Vengo via da lì, senza però riuscire a togliermela dalla testa nemmeno mentre, in auto con Sean, lui mi racconta di come un compagno abbia cercato di buttarlo giù dal ring.

«L’amore è un gran figlio di puttana, piccola Sky. Ti strapperà più lacrime che altro, ti romperà i coglioni in piena notte e ti chiuderà lo stomaco. Ti farà avere mille dubbi, ma sarai tu alla fine a decidere se dargli questo potere o mandare a fanculo Red». «Io non voglio rinunciare a Red», mormoro inconsapevolmente, spaventata da quello che potrebbe aspettarmi, ma ansiosa per cosa vorrà dirmi ancora Xander. «Allora accettalo per quello che è: cambierà solo se tu sarai pronta a sacrificarti per voi». Sacrificarmi: quante altre volte dovrà succedere che debba essere io a essere sacrificata? Io che mi sacrifico per essere la più forte tra me e Shedir. Io che mi sacrifico per sopravvivere senza di lei. Io che mi sacrifico per restare l’unica figlia Belthrame. Io che mi sacrifico per un amore che potrebbe anche non esistere. «Non c’è una seconda opzione?» «Certo, se no che battaglia alla pari sarebbe tra te e Red?», ridacchia Xander. Lo guardo inarcando le sopracciglia. «Non sapevo fosse una guerra, sai?» «Vince chi si sacrifica o chi sa giocare al gatto col topo», ride. Stuzzicata dalla curiosità, incrocio le braccia al petto e sollevo il mento, aspettando che Xander schiocchi le labbra e riprenda: «Puoi decidere di sacrificarti, Sky. Oppure, scegli di farti un culo così. Corrigli dietro, convincilo ad amarti». Sento di stringere le dita sotto le braccia. Mi accorgo di come Xander, fissandomi, mi stia convincendo a scegliere di non commettere alcun sacrificio. «Prenditelo: è tuo, ti appartiene», mi incita Xander. «Se Hailee non fosse stata sicura che io le appartenessi, entrambi saremmo diventati polvere». Ho scelto. Ho scelto di non sacrificarmi. Ho scelto di averne abbastanza. Ho scelto che me lo prenderò, che mi appartiene. Ho scelto che lo amo. Scelgo che lo voglio.

Pioveva a dirotto, e io avevo solo voglia di essere sua. Dovevo esserlo. E mentre la pioggia continuava a picchiare violenta sul tettuccio della sua auto, noi dispersi nel nulla, mi ero sentita davvero viva, davvero io. Mi ero sentita innamorata. Mi ero sentita piena. Mi ero sentita…felice. Felice, cazzo! «Perché tu sei riuscito a rendermi talmente felice, stupido Red!», ringhio, e colpisco nuovamente il saccone. Ondeggia, stavolta, abbattendosi nel mio abbraccio mentre io crollo, a testa china, in un pianto che non vedeva l’ora di uscire. Uno di quei pianti che distruggono come se fosse onda sulla sabbia tutta la rabbia repressa e sai di esserti finalmente liberata. Piango e piango, fino a che non lascio nuovamente il saccone, saltello sul posto, in posizione e di nuovo un colpo via l’altro. Destra, sinistro. Destra, sinistro. Destro, sinistra! E sono sfinita, sono stremata, sono svuotata –ma sono piena come quella bellissima notte di pioggia.

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