Review Tour ALLA FINE…NOI di L.A. Cotton

Titolo: Alla fine… noi
Autore: L. A. Cotton
Serie: Wicked Bay #2
Genere: Romance – New Adult
Data di uscita: 15 dicembre 2020
Cover: Angelice
Trama: Dicevo sul serio, Maverick. Non ti perderò.
Lois Stone dovrebbe essersi ormai abituata ai cambiamenti. Sono stati la costante della sua vita nell’ultimo anno, ma quanto può sopportare una ragazza prima che le crepe inizino a mostrarsi?
Sapeva che una relazione con Maverick non sarebbe stata semplice, ma non si aspettava certo che la loro storia diventasse un gioco di inganni e bugie. La testa le impone di tirarsi indietro il più in fretta possibile, ma il cuore non ne vuole sapere di rinunciare a lui, non ora che sa cosa si prova ad averlo solo per sé.
Lo accetto. Accetto tutto. Ma non puoi lasciarmi, London. Hai promesso.
Maverick Prince ha rischiato tutto per Lois, ma ne è valsa la pena perché ha avuto in cambio il suo sorriso. Quando però le cose si complicano a causa di suo padre, Maverick decide di allontanare Lois. Non poterle stare accanto, quando vorrebbe solo stringerla forte, sembra un’impresa titanica, ma, per avere la possibilità di un futuro insieme, certi compromessi vanno accettati, nella speranza che l’oscurità non li travolga del tutto.
Proteggere Lois è l’unica opzione plausibile e per farlo dovrà accettare di giocare secondo le regole.
Anche se alcune regole sono fatte per essere infrante.

Bentrovate peccatrici, ebbene sì sono tornata a Wicked Bay da Lois e Maverick ❤️ per fortuna l’attesa non è stata troppo lunga, ricordate no?!? Li avevamo lasciati insieme ma con tanti punti interrogativi, non di certo per i sentimenti reciproci, ma per i segreti che ancora non conoscevamo. Ma in questo secondo capitolo L.A. Cotton ci chiarirà le idee su molte cose. Come se la vita non l’avesse già messa a dura prova con la perdita della madre e del fratello, Lois si ritrova a dover lottare ancora per arrivare alla felicità, ma fidatevi di me quando vi dico che è qui che verrà fuori la vera Lois pronta a combattere con le unghie e con i denti.
E poi c’è lui, stanco dei ricatti di un padre che non ha mai ricoperto davvero questo ruolo, ma che dovrà ancora una volta sottomettersi a lui per il bene di tutti..e soprattutto per ottenere la tanto agognata libertà.
Sapevo che questo secondo libro avrebbe fatto luce su molte cose, non mi aspettavo che ci fossero ancora tutti questi segreti legati alla famiglia, ma ve lo dico sinceramente, ero sicura che Maverick, nonstante il suo “caratterino” e il suo animo ribelle non avrebbe mollato, qui infatti lo ritroviamo molto più maturo e pronto a tutto. Ma la vera scoperta, come vi anticipavo sopra, è stata Lois, è riuscita a sopportato cose che non tutti sarebbero disposti a fare, e nello stesso tempo è riuscita a supportare Maverick..se non è amore questo
Bello..bello davvero, ho sofferto con loro per tutto il tempo perchè la penna di L.A. Cotton ha questo potere, almeno per me, di trascinarti letteralmente dentro il libro e farti vivere le emozioni con i protagonisti 🥰 per questo mi auguro che la serie continui con i personaggi secondari
Intanto godetevi Lois e Maverick 😉
buona lettura peccatrici

La sabi_peccatrice

Perché lo sapevo bene anch’io che non importava quanto fossero alti i muri che ti costruivi attorno: purtroppo non sarebbero mai stati impenetrabili. E una parte di me voleva lasciare il tavolo, afferrarle la mano e portarla via da quel casino… ma non potevo. In quel momento, non potevo essere chi aveva bisogno che fossi. E questo mi uccideva.

London era la mia costante, la mia calma; non aveva idea di quanto avessi bisogno di lei. E avevo la sensazione che anche lei avesse bisogno di me, non che lo avrebbe mai ammesso.

«Sei ancora qui» disse. «Te l’ho detto che sarei rimasta. Non vado da nessuna parte, Maverick.» «Non ti merito.» «Smettila.» Gli presi la mano, intrecciando le dita alle sue. «Lo dobbiamo a noi stessi. Qualcosa di bello e reale.» «Ti amo, London.» Pronunciò quelle parole come se fosse più semplice che respirare. «Lo so che ho incasinato tutto e che dovrei lasciarti stare, ma non posso farlo, non ci riesco.» Mi amava? Maverick Prince mi amava. Notò la mia esitazione e sul volto gli spuntò un lento sorriso. «Sei sorpresa, eh?» Gli brillarono gli occhi di emozione mentre si spingeva su un gomito. «Credo di essermi innamorato di te la prima notte che ti ho vista. Un angelo nell’oscurità.» «Maverick.» Ingoiai il groppo che mi si era formato in gola. «Va tutto bene.» Si allungò per sistemarmi una ciocca dietro all’orecchio. «Non ho bisogno che me lo dici anche tu. Solo sapere che sei qui, che non sei scappata, è già abbastanza.»

Inspirai a fondo e iniziai a camminare. Un piede davanti all’altro finché non arrivai da lui. «Ehi» mi salutò strofinandosi la testa. «Stai bene?» Senza pensarci, arricciai il pugno attorno alla sua maglia e lo tirai verso di me, trovando le sue labbra. A Trey sfuggì dalla bocca qualche commento irriverente, ma Luke e Aaron lo zittirono. Mi resi a malapena conto dei loro movimenti. Con il martellare del mio cuore nel petto, e il tremolio del mio corpo a ogni carezza della lingua di Maverick contro la mia, era difficile pensare ad altro. Mi alimentava. Mi dava forza. Aiutandomi a restare a testa alta. «Questo per cos’era?» Maverick abbassò lo sguardo non appena ruppi il contatto, lo stupore che gli brillava negli occhi. Scrollai le spalle, incassando la testa per nascondere il colorito che mi imporporava le guance. Era sembrata una buona idea, ma dopo non ne ero più così sicura. «Ci stanno guardando tutti, non è così?» mormorai, e Maverick sollevò un angolo della bocca in un sorrisetto compiaciuto. «Non era quello lo scopo?» Abbassò lo sguardo e cercò di rubarmi un altro bacio, ma arretrai fissandolo in quegli occhi intensi. «Già.» Deglutii. «Immagino.» «Immagini?» Sollevò un sopracciglio. «Per essere più chiari, posso sempre farti indossare la mia maglia.» «La tua maglia?» «Sì, con il mio numero. Così che tutti sappiano esattamente a chi appartieni.» I suoi occhi lampeggiarono di qualcosa di oscuro, pericoloso, che mi fece torcere con violenza le viscere. «E come faranno a sapere a chi appartieni tu?» «Credo che sia piuttosto ovvio.» Maverick mi strinse la vita con un braccio, avvicinandomi a lui. «Ti appartengo, London.» La sua voce fu un sussurro roco nel mio orecchio e un brivido profondo mi corse lungo la schiena. «Adesso vai a lezione prima che ti trascini nella stanza vuota più vicina e ti mostri esattamente cosa mi fai.»

«Ti amo, London. Ti amo così tanto, cazzo, che mi spaventa da morire. Se dovessi perderti…» «Non mi perderai. Sono proprio qui.» Mi sporsi, sfiorandogli la guancia con il naso. Si girò e le nostre labbra rimasero sospese a pochi millimetri di distanza. «Non ti perderò.» La convinzione nella sua voce mi sorprese. Ma quando mi baciò, rubandomi il respiro con il suo tocco, mi arresi. Perché, anche se sapevo che la strada sarebbe diventata più difficile, Maverick aveva ragione. Non sarei andata da nessuna parte.

In quel momento me ne rendevo conto; forse era ciò che mi aveva attirato verso Maverick. Il bisogno di conoscere le parti più oscure della sua anima. Di lenirle. Perché il solo stare con lui, con qualcuno che mi capiva, anche se non sapeva quanto, alleviava alcune parti di me. Eravamo entrambi a pezzi, ma insieme, ci completavamo.

Tutto rallentò, tranne il battito del mio cuore, mentre i nostri sguardi si incrociavano. Spalancò gli occhi per la sorpresa, e restammo così, assorbendo l’uno la presenza dell’altra, fino a rimanere senza fiato, quando iniziammo a muoverci. Prima piano, poi più velocemente. Come due magneti che si attraevano. Tutta la classe dell’ultimo anno guardò Maverick ridurre la distanza. Camminava con sicurezza, io con esitazione. Lui attirava l’attenzione della gente, io il loro pregiudizio. Era la stella di quello spettacolo e le persone non potevano evitare di fissarlo. Io non potevo evitare di fissarlo.

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