Recensione Come una sinfonia di Mathilde Black

Buongiorno, miei cari Peccatori e Peccatrici, oggi parliamo di un romanzo storico edito dalla Mondadori.

TRAMA

San Pietroburgo, 1877. È inconcepibile che una ragazza si dedichi alla musica e possa accedere al Conservatorio, soprattutto se orfana e priva di lignaggio. Eppure grazie all’anziano conte Dashkov, proprietario della tenuta dove presta servizio, il sogno di Tchandra sembra avverarsi, ma ciò provoca verso di lei il risentimento dell’affascinante Dmitr, che la crede l’amante del padre. Il giovane tuttavia non può reprimere l’attrazione che prova per lei e, quando si vede costretto a partire per la guerra, si accorge di non aver fatto pace né con se stesso né con Tchandra. Riuscirà una musica lontana ad accarezzargli l’anima accendendo i suoi sensi?

RECENSIONE

Ogni volta che mi propongono uno storico della Mondadori lo leggo volentieri perché so di andare sul sicuro. Non mi annoiano mai e posso confermarlo anche questa volta. Ci troviamo in Russia, dove la misera vita di un’orfanella cambia radicalmente quando viene presa a servizio nella casa di un conte. Quel piccolo corpo scheletrico e infreddolito, ha nelle mani un dono ben più grande del saper fare le pulizie: la musica. Dashkov è un virtuoso e nota da subito il talento della bambina e la prende sotto la sua ala protettiva. Una scelta giusta, ma totalmente sbagliata in un’epoca in cui tali atteggiamenti non erano visti di buon occhio. Una “serva” non poteva aspirare a nulla se non a soddisfare i desideri del suo padrone; lo stesso conte subirà le conseguenze delle sue scelte, primo fra tutti il conflitto con il figlio, attratto dalla ragazza. Questa volta il concetto dell’amore è trattato in modo più ampio. Il sentimento tra i due protagonisti, Tchandra e Dmitr, soffocato dalle incomprensioni familiari e dall’etichette sociali del tempo, si fonde con la realtà del periodo. L’autrice ci narra il loro amore assoggettato agli eventi e di fatti si concentra maggiormente su ciò che li circonda, perché non si può restare indifferenti alla guerra e alla musica. Il concetto di amore è descritto in modo più universale e non concentrato solo su due giovani che hanno voglia e paura di lasciarsi andare a quello che provano. Questo forse potrebbe far storcere un po’ la bocca a chi si aspettava altro dalla storia, ma io ho trovato bello, ad esempio, il sentimento, messo continuamente in discussione, che lega l’orfana al conte. Vissuto più come un padre che come un padrone. Bello il legame di lei con il resto dei domestici presenti nella dimora dove si svolge la maggior parte della storia. Forte e intenso il rapporto con la musica, che è il sentimento predominante del romanzo. Le note scorrono nel testo coinvolgendo il lettore e accompagnandolo durante i conflitti familiare, ma ancora, e ben più forte, durante le mostruosità della guerra che non risparmia nessuno. Sottolineando, nelle atrocità, la bellezza degli uomini dall’animo puro, che emerge in modo forte e brillante in un poeta “psicologo” che farà la differenza nella vita di Dmitr, il figlio del conte. La musica è la vera amante di questa storia che tesse e tira i fili della trama. E trovo ardita e coraggiosa la scelta dell’autrice di portare una donna su un palco a suonare davanti all’indifferenza della mentalità maschilista, cosa impensabile fin oltre il millenovecento. Ho apprezzato la freschezza del testo, la delicatezza della narrazione, la precisione dei contenuti. Faccio i miei complimenti a Mathilde Black.

Buona lettura, cari Peccatori.

A presto.

Cristina

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