Recensione Un posto stregato – vol. 1 di Sophie Love

Ciao, miei cari Peccatori e Peccatrici, il romanzo di cui vi parlo oggi è assai intrigante.

TRAMA

Quando Alexis Blair, 29 anni, viene licenziata dal suo lavoro in una casa editrice e lo stesso giorno rompe con il suo ragazzo, si chiede se la vita non le stia suggerendo di ricominciare da capo. Decide che è giunta l’ora di seguire il suo sogno di una vita, aprendo una sua libreria, anche se questo significa lasciare Boston e accettare un lavoro in un curioso negozietto di libri in una piccola cittadina balneare a un’ora di strada da lì.
Ma lo strano negozio, come Alexis presto scopre, è ben più di una rara libreria dell’occulto. Sta succedendo qualcosa di strano nella stanza segreta sul retro dell’edificio – con il suo eccentrico proprietario – e nel resto della cittadina. E quando appare un cadavere, può darsi che Alexis – insieme al suo adorato gatto appena trovato – finisca con il trovarsi proprio nel mezzo.

RECENSIONE

Cari lettori, sono stata attratta dalla copertina, lo confesso, ma quando ho iniziato la lettura mi sono resa conto che il testo era accattivante e frizzante. Riconosco anche che l’autrice, per oltre la metà del libro, mi ha portata a pensare a quello che lei sapientemente stava anticipando, per poi mostrarmi che proprio così non era; una rarità e questo mi ha reso il libro ancora più gradito. Si parte da una Boston ricca della vita di città, con ambienti lavorativi freddi e lineari, per arrivare in una stravagante cittadina dove non solo il posto è caratteristico, anche i personaggi sono molto particolari. Ci si trova catapultati in un’altra realtà, più calda e vivace rispetto a quella finora vissuta dalla protagonista. Gli ambienti sono ben descritti, i personaggi sono meravigliosamente atipici e la narrazione è così gioviale e lieta, anche nei momenti di tensione, che ho gradito ogni pagina e l’ho letto di gusto. È una di quelle storie che hai il piacere di iniziate, fremi per poterla continuare e quando hai finito vorreste che non fosse così. L’ho trovata sfiziosa, divertente e molto carina. È stata capace di spostarmi in un altro luogo dove ho visto il mare, la casa sopra il bar, la vecchia e stramba “Libreria curiosa”, con il suo imprevedibile proprietario e i suoi bizzarri acquirenti. Ho immaginato la villa, il cadavere, ma anche le viuzze dove qualcuno seguiva Alexis. Ecate, il gatto, è una figura marginale, eppure lascia il segno, oltre i suoi peli che fanno ritrarre continuamente la protagonista alla sua vista. Spensierata, è il termine con cui definirei questa lettura, che è stata capace di farmi veramente prendere un attimo si pausa per me. Ho apprezzato lo stile dell’autrice e leggerò sicuramente altro di suo. Forse l’unica pecca, dal mio punto di vista, sono state alcune imprecisioni che sembrano dovute alla traduzione. Cos’altro dirvi? Ve lo consiglio vivamente.

Buona lettura, cari Peccatori.

A presto.

Cristina

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