Recensione anteprima doppia! BLUES PER I NATI SENZA UN CUORE di Ferdinando Salamino. edito Golem Edizioni

Titolo del Libro: Blues per i nati senza un cuore
Autore :  Ferdinando Salamino
Editore: Golem Edizioni
Collana: Ombre , Nr. 7
Data di Pubblicazione:  Maggio ‘2021

TRAMA:
Un trafiletto di cronaca nera, la fotografia di un volto fin troppo familiare e quelle parole come una sentenza sospesa: non ancora imputata.

Michele Sabella torna a Milano, deciso a scagionare l’unica donna che abbia mai amato da una possibile accusa di omicidio. Elena ha davvero ucciso il marito? E cosa significano gli strani movimenti di denaro attorno alla ditta della vittima, passata dal fallimento a un’ascesa inspiegabile?

Mentre Elena appare determinata a dichiararsi colpevole ed entrambi cercano di venire a patti con un passato che non ha mai smesso di tormentarli, le indagini di Michele lo portano nel cuore di un operoso villaggio della Brianza dove tutti sembrano nascondere qualcosa.
A pochi giorni dall’Avvento, le tragiche conseguenze di un antico baratto vengono alla luce, reclamando un credito di sangue,
e Michele scopre a poco a poco di non essere il cacciatore, ma la preda.

Salve peccatori oggi la vostra Thammy insieme a Keja vi parleranno dell’ultimo capitolo della storia di Michele Sabella.

KEJA

Oggi sono qui per parlarvi dell’ultimo capolavoro di Ferdinando Salamino, il suo nuovo romanzo “Blues per i nati senza un cuore”.Ritroviamo il nostro adorato Michele Sabella, Michelino per gli amici, alle prese con un’altra indagine folle. Folle perchè è così che è, Michele, con un mostro di cellophane dormiente incastrato tra le sinapsi. Dopo il “Margine della notte”, Michele torna in Italia, al capezzale del padre morente. Lo vediamo prendere un aereo, flirtare con la hostess ed arrivare alla clinica, dove Sabella senior sta tirando le cuoia. Ma Michele è davvero tornato solo per vedere il padre morire? Non scrivo altro in merito alla trama, in quanto il rischio di fare spoiler è davvero elevato. Nonostante non sia un mattone, questo romanzo è pieno zeppo di colpi di scena. Intuisci una cosa, si smonta dopo due minuti, si rimonta, la perdi di nuovo. Non ci pensi fino alla fine, e poi eccola lì (come direbbe Thamara). Ma non era quello che pensavi tu.Ferdinando ti fa vivere il momento, ti fa entrare nella mente – malatissima – di Michele (e devo ancora capire se è un bene o no), ti fa incazzare (di brutto, anche) trattando argomenti che, alla fine, non si discostano poi più di tanto dalla realtà odierna. Penso che quella di Ferdinando sia l’unica penna che si odia e ama allo stesso tempo, nello stesso identico modo: non riesci a staccare gli occhi dalle pagine di “Blues”, ma al contempo vorresti guardare altrove, pensare “No, non lo ha fatto veramente”.Sto scrivendo questa recensione di getto, dopo aver concluso il terzo volume della trilogia da nemmeno un’ora. Lo faccio con dita tremanti, con il cuore in subbuglio, la testa che esplode, il pensiero che torna di continuo a quell’epilogo. Ho il male, dentro, un dolore sordo che non mi abbandona. Il problema, se così volete definirlo, è che io non giudico questo finale: io lo comprendo.Forse sono pazza anche io.Forse il demone di cellophane di Michelino è entrato a fare visita alle mie sinapsi, prima di tornare, di nuovo, dal suo padrone.
Keja 

THAMMY



Devo partire con una premessa, una nota dedicata a te Ferdinando Salamino: GRAZIE.
Dovete sapere che ho avuto la fortuna di conoscere quest’uomo tramite i social, quando ancora Michelino era  un orfano che cercava la sua strada  e il suo papà  di carta, non ha voluto buttarlo nel mondo dei romanzi così da solo, si è  messo alla ricerca, ha bussato diverse porte (alcune sbagliate) per poi trovare quella giusta, la GOLEM dove hanno accolto, il nostro ragazzaccio, hanno creduto in lui  e accompagnato per mano in questa sua avventura. Quindi un grazie va anche a questa CE.
Grazie Fè  perché mi hai dato la possibilità di vivere questa meravigliosa assurda storia insieme a te, perché mi hai permesso di poterlo vedere crescere, vivere mentre succedeva, grazie di avermi intasato la memoria con i  3000 file perché si i romanzi sono tre,  ma le varie stesure, cambiamenti, modifiche… ed io ho avuto l’onore di viverle mentre nascevano e crescevano dalla tua penna.

21/3/2020
Il mio Michelino. Quante emozioni ho nello stomaco. Quanta malinconia. Quanto “Blues”.
Leggerete la mia recensione a distanza di molti mesi, ma io devo buttarla giu ora, mentre lo stomaco ancora è contratto, mentre le lacrime sono ancora qui che pizzicano.
Ferdy, le emozioni che sai far esplodere in chi ha il “coraggio e l’onore ” di leggere le tue opere, sono totalizzanti. Hai partorito una storia cosi… difficile trovare termini specifici: densa, totalizzante, inarrestabile. Perché non puoi sottrarti a tutto quello che ti scatena dentro, non puoi sottrarti dal vivere, respirare ogni singola parola, ogni squarcio interiore dei protagonisti.(anche se in questo preciso momento se ti avessi tra le mani altro che “cacciavite”)…

OGGI
Ecco, questo è  quello che avevo buttato giù  appena finito di leggere la primissima versione. Ed ecco quello che ne penso oggi finita la lettura della versione definitiva: Ok, proviamo a far capire qualcosa a chi leggerà  questa recensione.
No, impossibile, non si può raccontare, si deve VIVERE punto. Anchio non ho intenzione di dirvi niente della storia perché sarebbe un oltraggio rischiare lo spoiler. Sicuramente ritroveremo il nostro Michelino, sempre alla ricerca di salvare la sua Elena, sempre alle prese con nuove indagini, le sue intuizioni, ci saranno ancora i suoi “amici di cellophane” ad aiutarlo? Avrà mai pace questo ragazzo? Vi dico però che conoscerete diversi personaggi all’apparenza secondari ma fondamentali, che l’autore è riuscito a rendere pieni di anima ( chi più densa di luce chi più oscura). A partire da Virginia, personaggio secondario che diventa protagonista quanto Michelino, una semplice stramba ragazzina di quelle che incontri per strada con lo smalto scuro, impegnata a far scoppiare un chewingum tra le labbra intonate dello stesso colore. L’opposto di Michele, lui che non sente nessun dolore, lei che vive di fragilità nascoste ma con un coraggio da leonessa. Una ragazzina qualunque che diventerà  la superstar di tutta questa vicenda, l’ho amata alla follia! Vogliamo parlare di “Dentigialli” ? è vero che deve esserci lo stronzo della storia ma lui lo è veramente tanto, stessa simpatia per l’avvocatessa Lenzi. Incontrerete Kamel, un ragazzino disagiato incazzato col mondo che Michele prenderà sotto l’ala, forse perché rivede un po di se stesso in quegli occhi e che anche voi non potrete che tenere nel cuore. E Fè, tu che mi conosci e SAI, non posso non portare nell’anima per sempre una lacrima dal nome Nausicaa.
Questo romanzo è  la conclusione perfetta (o forse no, dipende…) della storia di Michele Sabella e della sua Elena.

Ci siamo dissolti per riaddensarci, vapor acqueo che si fa pioggia e, alla fine, ghiaccio.
Siamo corpi nuovi, alieni, appena fuoriusciti da una crisalide d’odio e rancore.

E alla fine non importa quanto disgustose o terrificanti siano le trasformazioni
che abbiamo accettato, per arrivare fino qui.
Qui è l’unico rifugio possibile.
Qui è dove avremmo sempre dovuto essere.
Qui è dove troviamo il coraggio di perdonare i mostri e
accettiamo di essere come loro.
Non smetteremo mai di detestare noi stessi, ma forse possiamo smettere di vendicarci.

«Dio mio, il male che ti ho fatto.
Non perdonarmi, Micky, non fare questo a te stesso.»
«Il perdono non c’entra niente.»
Non perdoni l’aria per essere sporca. La respiri e preghi
che nessuno te la porti via. Mai più.

Ribadisco quello che pensavo mesi fa quando lessi la prima versione ancora spoglia di tutto. Tanto Blues! Salamino ha la capacità  di entrarti sotto pelle e ti fa innamorare, ti infastidisce, prude come le punture delle sue metafore tu cerchi di ignorare il tutto, ti dici che lo odi ed è  vero! Ma non puoi non amarlo, non puoi distogliere l’attenzione dalle sue parole, dalle anime che ti racconta e che ti rapiscono, ti distruggono e non possono che rimanerti dentro.
Quindi arrivando alle conclusioni: si è  capito che lo consigliamo e che dovete leggere assolutamente la storia di Michelino?

VOTO 5 PIUME

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