Recensione di Purple Innocence di Hellen C. Worth

Titolo: PURPLE INNOCENCE

Autore: Hellen C. Worth

Genere: Romance contemporaneo, Erotic Romance

Pagine: 297 pagine

e-bookPrezzo: € 2,99 e-book 

Disponibile su Kindle UnlimitedIndependently published

SINOSSI:

Quello che è rimasto di Sergio, dopo la morte della moglie, è solo un guscio. Il rancore per la figlia a cui attribuisce la colpa per la perdita lo tormenta. Sentimenti come amore e affetto sembrano non poter più essere contemplati nella sua vita ormai ridotta a un limbo offuscato, ma l’irruzione di Viola, un’ingenua ragazza alla pari, lo costringerà a fare i conti con i suoi demoni mettendolo con le spalle al muro.

Chi è il lupo? Chi è l’agnello?

Sensualità e forti sensazioni fanno da cornice a una storia che solleticherà le vostre emozioni.

Ciao peccatrici!!!
Per diversi “problemi” che non vi interessano scrivo stasera cosa penso di Purple Innocence romanzo letto un bel po’ di giorni fa!!!
Ma nonostante sia passato del tempo ed io abbia iniziato altro, questa storia è ancora vivida in me, significa che ha lasciato il segno.
È la storia delle seconde possibilità, due persone così diverse e così lontane che si incontrano e tutto si aggiusta, tutto pesa di meno.
Sergio è un uomo molto più grande di Viola e ha sofferto talmente tanto da gettar via la sua vita.
Viola una ragazza che non ha mai vissuto!!!!
Eppure decide di diventare grande grazie ad un lavoro, grazie a due gemelle una suora e una barista.
È una storia dolcissima, ma non per niente pesante, adoro la penna di questa autrice e straconsiglio di leggere Parple Innocence.
È una bellissima storia che va contro il tabù dell’età e dell’esperienza personale.
Ho visto nascere una famiglia ed il coraggio che ci hanno messo questi due per perdonarsi, per capirsi, per accettarsi ma si sa quando due si innamorano……………bello bello bello!

Tanti cari saluti
Mony

Persisto a rimanere chiuso nel silenzio, perso in un limbo di dolore e rabbia, costretto a osservare il riflesso di un uomo che non riconosco.

Perché la realtà è che, in questo momento, darei l’anima per essere davvero Livia e avere, così, pieno titolo per poter approfondire questa speciale unione tra un uomo e una donna. Un bacio. Il mio primo bacio.

Non sono sofisticata. Non sono colta. Non sono nessuno. Sono solo una povera stupida che ha ceduto alle lusinghe di un uomo. Forse non sono tanto diversa da Marina. D’altro canto, non posso ignorare il fatto di possedere il suo stesso codice genetico.

Continuo mentre cerco le sue dita e le intreccio con le mie. «Vedi, Viola, fare l’amore è un’esperienza bellissima. È un momento in cui due corpi si fondono e si scambiano affetto, usando un linguaggio molto particolare.»

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