Recensione a cura di Carmen DURO DA AMARE “Agata” di Anna Chillon


AUTOREAnna Chillon

EDITORESelfpublishing

Duro da amare – Agata (Pietre Preziose – Trilogia Vol. 3)

Trama:
Mi parlò con il suo silenzio
e con il suo rifiuto mi catturò. Giovane e incauta, mi avventurai nel bosco dove trovai una casetta con un uomo rozzo che disprezzava gli esseri umani e si comportava come se possedesse tutto il tempo del mondo.
Mi cacciò senza usare una parola, eppure io lassù ci tornai mettendo a rischio più volte la mia vita. Per lui, per quell’enigma da risolvere.
Mentii, impugnai una pistola e sperimentai quel sesso che da scontro diviene un incontro. Scoprii anche che la sincerità può far male, ma è la sola strada per essere felici.
Me lo insegnò lui, maltrattandomi, salvandomi e sequestrando ogni mia cellula, mentre nodo dopo nodo mi permetteva di dipanare la matassa della sua folle esistenza.
Quante cose nascondeva quel silenzio?
Forse più di quante avrei potuto tollerare.
Certo più di quanto le parole avrebbero mai potuto esprimere.

Trilogia Completa:
Un amore colpevole – Giada (Vol.1)
Lui che ama a modo suo – Ambra (Vol.2)
Duro da amare – Agata (Vol.3)
Avvertenze: adatto a un pubblico adulto e consapevole.

Ben ritrovate Peccatrici,
sono arrivata alla fine di questo bellissimo viaggio che Anna, con la sua scrittura carismatica, è riuscita a rendere unico e indimenticabile.
Può essere una vita agiata, con un presente lineare e un futuro già ben tracciato, simile ad una composizione musicale che, se eseguita ad una tonalità diversa da quella corretta, stride all’orecchio assoluto del musicista?
Per Agata sì.
A causa di questo malessere interiore, la protagonista femminile trova nella solitudine della natura, in particolare in un boschetto scoperto per caso, un rifugio in cui non doversi sforzare di sorridere per compiacere chi la circonda.

Nel bosco, a volte la sensazione di smarrimento che provavo era fortissima, ma non era un sentirsi perduti, era più un volontario “lasciar andare”: abbandonare le certezze, serrare gli occhi, smettere di pianificare e lasciare che le cose accadano liberamente, belle o brutte che siano. Nessun aiuto. Nessun condizionamento.

Ed è qui che avviene l’incontro tra Agata e l’abitante del bosco, Primo, un uomo schivo, rude, eccentrico e scontroso contro tutto il genere umano.
Agata rimane colpita profondamente dal mistero che circonda quest’uomo, che ha una profonda cicatrice sul collo e non parla. Ma pur non esprimendosi a parole riesce a riempire il silenzio con la sua possente presenza.

Lui non usava le parole. Non gli servivano.

Nonostante tutti i respingimenti tentati da Primo per farla desistere dal ritornare nel bosco per osservarlo, Agata non si scoraggia e tenta il tutto per tutto per farsi accettare. E alla fine ci riesce: due mondi agli antipodi che finiscono per scontrarsi e incontrarsi.

Pareva non ci potesse essere nulla ad accomunare una ragazza alto borghese di città e un uomo dei boschi, ma poi accadeva che ci incastravamo alla perfezione, tanto che non importava più chi o dove fossimo.

Il bosco, paesaggio incontaminato e selvaggio, sarà il testimone silenzioso dell’autodeterminazione di Agata di prendere finalmente in mano la sua vita, liberandosi dalle influenze esterne, e della presa di coscienza di Primo di accettare che il passato non si può cambiare e che è necessario andare oltre.

Ho trovato una similitudine tra le protagoniste femminili della trilogia e le proprietà delle pietre di cui portano il nome:
Giada ha aiutato Vincent a pacificare la mente con il cuore; Ambra ha saputo portare serenità ed equilibrio nella vita di Niccolò; Agata è stata portatrice di calma e pace, quella vera e definitiva, per Primo.
Questo volume conclusivo ha un finale corale perché ritroviamo i protagonisti dell’intera trilogia: tutti loro sono riusciti a vincere i condizionamenti che li tenevano ancorati al loro passato e a trasformare i “non posso” in “io voglio” per essere finalmente liberi di seguire il loro destino.
Ovviamente il consiglio è di non perdere questa serie straordinariamente intensa. Rinnovo i complimenti all’autrice per la sua abile penna e per le trame sempre originali.

Al prossimo viaggio,
Carmen

5 PIUME

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