
Titolo: Al posto tuo.
Autori: Tiziana Irosa e Vincenzo Romano.
Genere:Romance Contemporary.
Pagine: 247.
Editore: Self Publishing
TRAMA:
A chi non è mai capitato di dire a qualcuno:
“Vorrei vedere te al mio posto?” E se, per una volta, questo scambio funzionasse davvero, cosa ne sarebbe della nostra vita?
Leonardo Guerra è il popolare presentatore di un programma di documentari storici; Bianca Vinci è la direttrice di un piccolo museo. La sua carriera è stata stroncata proprio da Guerra e, da allora, i due sono nemici giurati: entrambi desiderano la gloria e la vendetta.
Il ritrovamento di un antico oggetto rituale li farà rincontrare, costringendoli a lavorare — e litigare — di nuovo fianco a fianco, ma mai avrebbero potuto immaginare quel che il “Versus” è in grado di fare. Purtroppo, l’oggetto scompare misteriosamente e i due, insieme a un avvenente capitano dei
Carabinieri e a un trafficante di opere d’arte, dovranno fare di tutto per recuperarlo. Se falliranno, Bianca e Leonardo resteranno nel corpo sbagliato per il resto della loro vita. Una storia dalle sfumature gialle e rosa, nel cuore segreto di Napoli.

Buongiorno Peccatrici,
Cosa dire di questo libro scritto a quattro mani di Tiziana Irosa e Vincenzo Romano? Divertente, qua la napolitanità viene fuori alla grande, percorrendo strade, vicoli, Partenope, Galleria Umberto l, Castel dell’ovo, via Toledo, insomma un bel giro turistico in una città che amo.
I due protagonisti Bianca e Leonardo non hanno un rapporto idilliaco, anzi lei prova un rancore profondo dettato da comportamenti avuti da lui nel passato.
Se pensate ad una storia d’odio e amore beh non siete così distanti ma non vi siete nemmeno avvicinati.
Quante volte ci siamo ritrovati a pensare: se fossi nei suoi panni… ecco questa storia ci porta a comprendere se davvero ne varrebbe la pena. Le differenze tra uomo e donna hanno un così profondo divario? Quanta reale discordanza c’è e quanta è illusorietà?
Ho pensato a quando con tutta me stessa volevo essere maschio, perché credevo che i maschi avessero più opportunità, fossero più forti e si potevano permettere più libertà rispetto a noi donne.
Ora ringrazio di essere nata donna, anche se non è sempre facile, ma credo che come maschio sarei stata un disastro.
Questa storia ci trascina in un racconto vivace, dove i protagonisti devono fare i conti con le loro differenze, obbligandoli ad un avvicinamento forzato fino all’ineludibile finale che vi sorprenderà.
E come dice Vincenzo Romano: L’ultimo grazie va a Napoli. Pur vivendoci da sempre, è una città che non ho ancora capito. Forse non la capirò mai, perché è una città d’Amore. E l’amore non si può capire: va vissuto vicolo per vicolo, scorcio dopo scorcio, morso dopo morso.” Buon viaggio
4 piume

