Recensione doppia! ENGLAND’S ROSE di Estelle Hunt

18 Gen, 2024

Quando una storia cattura non una ma ben due peccatrici!…

A CURA DI FLY.

Buongiorno Peccatrici, vi dico subito di mettervi comode per iniziare questo bellissimo viaggio che Estelle Hunt ci propone, viaggeremo tra dimore vittoriane, biblioteche con libri antichi e ricchi di storia, scuderie con cavalli purosangue che ci faranno cavalcare in mezzo a prati verdi facendoci sentire libere e potenti, siederemo alle tavole dell’alta società sfoggiando abiti meravigliosi. Faremo tutto questo con i protagonisti ma saremo felici, appagati? Perché quasi sempre ciò che appare non è, sorrisi troppo affabili nascondono segreti che possono cambiare le vite e il futuro.
Il Conte di Warleigh, Adam 38 anni si è ormai condannato ad un esistenza lontano dal mondo e da Londra, dove fino a sei anni prima lui era il re indiscusso del potere, della bellezza, ora è l’emblema del mostro. «Un uomo irrimediabilmente rotto.»
Isabel Lloyd quasi diciottenne, ormai orfana, è stata un errore indesiderato, utile per aumentare prestigio agli occhi della madre, inutile pacchetto di scambio per suo padre. “Lei non era mai abbastanza: abbastanza matura, abbastanza bella, abbastanza sofisticata.”
Cosa hanno questi due individui in comune? A prima vista diremmo niente, hanno età lontane, cresciuti in ambienti differenti, interessi diversi, eppure si troveranno, loro malgrado, a condividere una dimora e del tempo insieme. Vi svelo un segreto, Isabel mi ha fatto pensare alla me ragazza, quando la rabbia a causa dell’abbandono mi faceva adottare comportamenti “bizzarri” diciamo così, ero arrabbiata con il mondo, mi sentivo sempre sbagliata, nel momento sbagliato e nel posto sbagliato ma, la rabbia più grande era verso me stessa che permettevo ad un padre che mi aveva abbandonato di avere tutto quel potere, ecco perché ho amato Isabel, l’ho capita e ho abbracciato tutta la sua insicurezza, la sua paura e la sua rabbia.
Adam è stato un enigma all’inizio ma ho amato il suo modo di amare, scusatemi il gioco di parole. Per certe guarigioni si ha necessità del tempo, della comprensione e della fiducia.

«Le prove che dobbiamo affrontare a volte possono essere davvero difficili… Ma tu pensa a questo: senza tutta questa sofferenza non avresti mai incontrato Isabel. Ne è valsa la pena?»

Riusciranno a superare le proprie paure, le proprie angosce per trovare sè stessi e ritrovarsi?

«Vuoi sapere cosa mi ha attratto di te?… La tua oscurità, così simile alla mia. Il mio amore è impastato d’ombra, è vero, potente.»

Per scoprirlo dovrete iniziare questo viaggio e vi
assicuro non ve ne pentirete, Estelle Hunt ha scritto un romanzo coinvolgente, scorrevole, con colpi di scena e argomenti importanti sui quali è possibile riflettere. Buon viaggio V
La vostra Fly
5 piume

A CURA DI MOIRA

Buongiorno carissime Peccatrici,
Cristina “Fly” mi aveva già anticipato con la sua recensione di “ENGLAND’S ROSE” di Estelle Hunt ma ci tenevo molto a lasciare anche il mio personale contributo ad un libro che ha rapito i miei cinque sensi.


Estelle ripercorre “La Bella e la Bestia” in una rivisitazione molto azzeccata e fedele con un’ambientazione moderna e al passo coi tempi ma riuscendo anche a strizzare l’occhio al periodo vittoriano: Isabel Lloyd ha ereditato uno dei patrimoni più cospicui del Regno Unito ma di tutto quel denaro e la posizione sociale non sa che farsene, non conosce il mondo e non sa riconoscere le sue stesse aspirazioni. Ha lo sguardo velato di malinconia, non ha mai avuto punti di riferimento sebbene ci sarebbero dovuti essere, mai all’altezza delle aspettative nonostante gli sforzi di compiacere ed eccellere per poter avere in cambio una parola dolce, un segno di accettazione o una carezza. E una creatura apparentemente così arrendevole, rispettosa e remissiva potrebbe diventare una facile preda per gli approfittatori e arrampicatori sociali. E questo è solo il lato mite che la “Bella” mostra di sé.


Il suo tutore designato fino alla maggiore età è il Conte di Warleigh, un uomo adulto, selvatico, votato all’autodistruzione, tormentato dal passato e martoriato dai sensi di colpa che si trascina come un eremita nel suo maniero decadente; è soltanto un corpo, un cuore in decomposizione e del fascinoso e rampante Adam Ashdown non rimane neanche l’ombra. Una “Bestia” solitaria che ha abbracciato l’oscurità.


La metafora intrinseca della favola de “La Bella e la Bestia” ci insegna che le apparenze ingannano e che il lato esteriore nasconde gli anfratti più profondi dell’animo umano che vale bene la pena di esplorare, specie quando una forza magnetica e sinergica ci spinge al di là della crosta superficiale. In questo romanzo ci sono parecchie sfaccettature e diramazioni nelle personalità e nei segreti di Isabel e Adam dove una non è fatta solo di luce e candore tanto quanto l’altro non è interamente coperto di pece: nel gioco dei colori spesso prevalgono i contrasti cromatici.

Un termitaio di pensieri e sensazioni complesse risaltate dalle qualità narrative di Estelle dove la purosangue è lei, non Tanaris e un’autrice così equilibrata, padrona di uno stile che fonde passato e presente i cui rimandi sono qualcosa più di un vezzo, dilaniando nervi scoperti e contemporaneamente suturandone le ferite, non la si tiene chiusa in una scuderia ma la si lascia correre.


I parallelismi e i richiami alla favola sono appropriati, destrutturati e rimodulati per dare sostanza e corposità a questi protagonisti lasciandoli respirare in ogni pagina e in ogni dialogo; loro non si sono incontrati e miscelati per caso, sono un tetris che si compone con gli incastri giusti. Un gemellaggio di dolori, di rifiuti e di timori, di smarrimento e resistenza, fuoco e cenere, desiderio inconfessato e poi liberato: sono i compagni di viaggio delle loro sofferenze ma in grado di leccarsi vicendevolmente cicatrici che si portano addosso e quando questo accade le maschere e le etichette si liquefanno.


Le assonanze con la più che conosciuta storia originale (da cui hanno tratto film di animazione e non, telefilm, musical e via discorrendo) potevano essere una lama a doppio taglio, ma non per la Hunt che è abituata ad arrampicarsi su scogliere impervie calcolandone distanze e rischi, scalando la cima costruendo una storia bellissima, affascinante e trascinante sospesa tra due epoche con una scrittura stilosa, curata e assolutamente rasente la perfezione che mi ha conquistata senza possibilità di appello.


Spalancate i corrosi cancelli di Brighton Manor: c’è un magnifico frisone nero che vi guiderà tra i boschi, una serra invidiabile e una biblioteca polverosa ma state attente, qualcuno potrebbe spiare ogni vostro movimento. Lasciateglielo fare.


Moira
5 PIUME

SCHEDA LIBRO

TITOLO: England’s Rose
GENERE: Age gap, Retelling de La bella e la bestia
TROPE DI RIFERIMENTO: first love, forced proximity, emotional scars
EDIZIONE: Self Publishing
FORMATO: e-Book e cartaceo

TRAMA:
La paura a volte è uno specchio che distorce la realtà.
Isabel Lloyd è una delle ereditiere più facoltose del Regno Unito. Cresciuta lontano dai genitori, troppo occupati con i doveri imposti dal loro ruolo sociale per concederle le attenzioni di cui ha un disperato bisogno, non ha mai conosciuto la tenerezza e trova conforto soltanto nei libri e negli amati cavalli. La sua vita cambia all’improvviso quando, rimasta orfana, sarà costretta a vivere, fino al compimento della maggiore età, presso colui che la famiglia ha designato come suo tutore: Adam Ashdown, Conte di Warleigh. Adam non è solo un uomo misterioso e scostante, ma si mormora che abbia ucciso la moglie. Dalla morte di lei, vive recluso in un’oscura magione, reso folle dal dolore.

Il giorno in cui Isabel varca i cancelli di Brighton Manor, i soli ad accoglierla sono i pochi domestici rimasti fedeli al conte. Con il trascorrere del tempo, aggirandosi per le stanze vuote e i silenziosi corridoi del maniero, la giovane inizierà a respirarne la cupa atmosfera e a intuire che vi sono celati dei segreti, sempre più conscia che una presenza la osserva, nascosta nell’ombra. Non ha mai provato tanta paura, eppure non si è mai sentita così viva. Viva al punto da infrangere l’unica regola che le è stata imposta, quella che le proibisce di varcare la soglia che conduce all’ala ovest. Ciò che vi troverà è un uomo abbrutito dal tormento e dal rimorso che la respinge e la attrae al tempo stesso.

Sarà Isabel a soccombere o la sua dolcezza riuscirà a riportare la luce nel tenebroso cuore del signore del castello?

Scheda Tecnica

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