
Eccovi la nuova recensione di Moira.

Ben ritrovate Peccatrici,
Daria Torresan è uscita in questi giorni con “CRUEL LOVE” – spin off del fortunato “CRUEL GAME” – richiesto a gran voce dalle lettrici perché spesso i cosiddetti “personaggi secondari” premono e spingono per avere voce in capitolo e una storia tutta loro da raccontare.
E allora ascoltiamo quella di Micah, l’amico di Bjorg e di Dorothy, la cugina di Amy.
Micah O’Toole, dopo aver scontato la sua pena, è uscito di prigione in cerca di un reinserimento in una società che di fatto aveva sempre osteggiato e disprezzato.
Il ragazzo di allora era arrogante, strafottente, egoista, oltre i limiti della legalità, il peggior partito per una ragazza di buona famiglia, impegnato a far soldi e quando si vive ai margini della città sono l’unica cosa che può fare la differenza.
Ma chi è oggi Micah? Cosa gli hanno insegnato gli anni e le restrizioni del carcere? Torna a Blueville senza grosse ambizioni, vuole solo trovare la sua strada.
Possibilmente dal lato giusto questa volta.
E quella stessa estate rientra per una vacanza Dorothy Rawling, la ribelle, la trasgressiva “ragazza” del mascalzone di Cowell Ranch sulla cui relazione nessuno dei due aveva mai investito molto.
Erano entrambi liberi e disinibiti e la loro fiamma ardeva come quella di un falò. Ma gli anni e la lontananza dal sole della California l’hanno resa più matura, ha obiettivi ben definiti, sia nel lavoro che nella vita privata e della frizzante “bambolina” è rimasto ben poco. E Micah è finito in un angolo remoto del suo passato.
La loro cittadina, i loro amici e i luoghi sono sempre gli stessi ed è inevitabile che si rivedano: ma sono cambiati loro che si tengono a debita distanza di sicurezza perché sulle ceneri di un legame tossico non si può proprio costruire nulla.
“Non ignorarmi stasera. Non comportarti come se fossi stato un errore”
Ma non c’è coppia meglio assortita di Micah e Dorothy, e al diavolo le estrazioni sociali, i percorsi discutibili o le ragioni, lasciatemelo dire.
Sono caratteri forti, spavaldi, poco docili nonostante siano – o siano stati – entrambi in catene, ma hanno temperamenti che si possono forse addomesticare, ma mai domare. E due scintille vicine possono fare solo una cosa: esplodere.
Daria Torresan ha raccolto l’invito delle lettrici, ma ha fatto la scelta migliore perché era impensabile non scrivere di loro: hanno spintonato, fatto “casino” per farsi sentire perché Micah e Dorothy non potevano certo restare ai margini. Avevano troppo da dire, dovevano avere la loro occasione per farsi realmente conoscere.
E per riscrivere la loro storia.
Un ottimo Second Chance che partiva da un fuoco fatuo e superficiale da cui non ci si aspettava certo potesse divampare in un incendio: la Torresan ha azzeccato i personaggi giusti, ha fatto compiere a Micah un’evoluzione consapevole lasciando uscire anche le sue insicurezze ma anche nuove prese di coscienza, ma l’audacia e le fragilità che ha impresso a Dorothy sono il non plus ultra del libro.
Lui la vezzeggiava con “bambolina”, ma vi garantisco che non è – e non era mai stata – gonfiabile 😉
L’autrice non conosce “cali di forma”, è consolidato il suo stile narrativo e si fa fatica a trovarla impreparata: questo romanzo è un “regalo” che fa alle lettrici, ma vi garantisco che lo ha impacchettato per bene.
Ci vediamo alla prossima occasione Peccatrici, un abbraccio. Moira
4.5 PIUME

Grazie all’autrice per la gentile concessione della copia
Scheda libro
DARIA TORRESAN
SELF PUBLISHING
DATA DI USCITA: 02/02/2024
ROMANZO AUTOCONCLUSIVO (SPIN OFF DI CRUEL GAME)
GENERE: New adult – Second chance – Social gap
Da piccola, sognavo il principe azzurro: un uomo ricco, bello e gentile.
Poi, crescendo, mi ero presa una cotta per il delinquente della città.
Un paio di occhi penetranti, velati da un’ombra di brama feroce, e un ghigno strafottente. Quando Micah O’Toole mi guardava in quel modo, non c’era nulla che potessi fare per non subire il suo fascino.
Per anni ero riuscita a tenere a bada l’attrazione, usando la mia lingua tagliente come arma.
Ma una sera, era bastata un’esitazione e tutto era precipitato.
Mi ero lasciata trascinare nel suo mondo folle, torbido e passionale, fino al giorno in cui la sua condotta illecita era stata fermata.
Micah era stato rinchiuso nel penitenziario di Blueville e i miei impegni universitari mi avevano portato a New York, lontano dalla California e dalla relazione tossica in cui ero coinvolta.
Sono trascorsi quattro anni, da allora.
Proprio mentre sto per tornare a Blueville per passarvi l’estate, scopro che Micah è stato scarcerato.
Sarà impossibile evitarlo in una piccola cittadina come la nostra, quando i miei amici sono anche i suoi.
L’idea di rivederlo mi turba, sebbene io non sia più la ragazza di un tempo.
E, quando ci incontriamo di nuovo, mi rendo conto che avevo tutte le ragioni di temere questo momento.
