Recensione “Scandalo a Nailsbourne Hall” di Daria Torresan

11 Apr, 2024

Bentornato in compagnia della nostra Moira che oggi ci parla di…

Buongiorno Miladies,


esce oggi “SCANDALO A NAILSBOURNE HALL” di Daria Torresan alla sua prima prova con un Historical Romance e se si è messa in gioco lei non vedo perché avrei dovuto tirarmi indietro io: venite con me nel 1851 nelle verdi campagne inglesi sotto il regno della regina Vittoria a conoscere questa storia, ma senza corpetto e parasole non si accede, sono le regole dell’etichetta e la moda del tempo.

Rientra nell’amata Nailsbourne Hall la giovane Elise, figlia del IV conte di Grafton, che freme dalla voglia di fare il suo debutto in società alla corte londinese e iniziare la Stagione alla ricerca del partito migliore così come si conviene ad una rappresentante della sua casta. Ha imparato tutto il bon ton, le riverenze e soprattutto quale sarà il suo ruolo di donna. Nessuno però le ha mai insegnato come fosse esserlo veramente.

Nella tenuta c’è un nuovo guardiacaccia, Jack Weaver, addetto alla cura e ripopolazione della fauna locale che vive in un piccolo cottage tra i boschi della proprietà degli Hartington: tutto si può dire, tranne che sia di nobile lignaggio e conosca le buone maniere. Esercita un fascino polarizzante, è uno spiantato, senza blasone e lontano dalle movenze di un gentleman. Come se fossero quelli a identificarlo come tale.

È chiaro che in piena Victorian Era le disparità socio-economiche sono evidenti e intoccabili e ognuno ha ben chiaro il suo posto nel mondo: lui nei boschi, lei nell’alta società. Non avrebbero mai dovuto entrare in contatto, parlarsi o sfiorarsi accidentalmente; non avrebbero mai dovuto creare una quotidianità apparentemente effimera, ma avrebbero dovuto continuare a mantenere le distanze e a darsi del Voi.

Il candore e l’innocenza di Elise si scontrano con la ruvida sfrontatezza di Jack; la nobildonna compita e ingenua a tu per tu con il selvatico e aspro guardiacaccia che vorrebbe avere ciò che non gli è consentito possedere. L’impreparazione alla vita al di fuori della campana di vetro getta questa Lady nello smarrimento e nella confusione di ciò che prova e nell’ardire di volerlo scoprire. L’istinto e l’attrazione poi fanno il resto.

La trama percorre una linea sottile e vellutata creando uno spartiacque tra il lecito e l’illecito rivelandosi conturbante e seducente ai miei occhi riuscendo a mescolare sacro e profano, pudore e voluttà, tentazione e ritrosia con una corrente erotica veramente ben gestita. E chi l’avrebbe detto!

I dettami sono ben diversi da oggi, la libertà è un vocabolo astratto e c’è un legame tutto da costruire sfidando etica, morale, ceti sociali dove l’avvenire è dato solo dalla conquista di una posizione e dal prestigio economico. Non si tiene conto della visceralità, della fusione e dell’essenza stessa dei sentimenti che si imprigionano e soffocano in una gabbia angusta non chiedono mai a quale rango si appartenga

Daria Torresan affronta a suon di crinoline e calze di seta imprimendogli un odore di terra e rugiada, una storia consona al periodo sfruttando la terza persona adattandola ad un linguaggio lontano dalla contemporaneità eppure incisivo e vibrante; lascia scorrere le vite dei protagonisti così come ci si aspetta tra miseria e nobilità,  non creando crepe disarmoniche e inverosimili alimentando, tuttavia, concetti attuali fatti di consapevolezze, ribellioni e improntando una rotta diversa a vite già tracciate e stanziate.

Che fosse pronta a cimentarsi con un sottogenere nuovo lo dimostra in un libro come “SCANDALO A NAILSBOURNE HALL” dove esprime esperienza, preparazione e mestiere: l’accuratezza con cui si è calata nel periodo storico non trascurando dettagli formalmente insignificanti ma totalmente aderenti unita alla volontà di creare una relazione impossibile sulla carta fatta maturare attraverso un crescendo tortuoso ma inevitabile.

Ha ammaliato anche me che più agli antipodi non potevo essere, facendomi dimenticare – e fregandomene – dove fossi stata teletrasportata, dandomi dimostrazione che la riuscita sperimentazione non è solo appannaggio di chi scrive, ma anche di chi legge.

Ritenevo erroneamente che un Historical avesse una connotazione ammuffita e ampollosa, un’ambientazione priva di dinamicità e un coinvolgimento dai ritmi abulici: dissi chiaramente che se non mi avesse convinta lo avrei mollato e con una bella ventagliata avrei sistemato la mia sottogonna e girato i tacchi.

Ma Lady Torresan mi ha presa per i capelli (meticolosamente acconciati) e mi ha aperto un nuovo spiraglio con una modulazione fresca e lucida, lasciando in soffitta la naftalina rendendo briosa e allettante l’architettura che ha meticolosamente concepito: la fiducia un’autrice la costruisce sul campo e Daria l’ha rinnovata come farebbe un Capitano, salpando e approdando saldamente a riva con il suo vascello. E con buona pace della Queen Victoria 😉

Buona lettura Peccatrici.

VI aspetto al prossimo Secolo.
Moira

TITOLO: Scandalo a Nailsbourne Hall
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 Aprile 2024
AUTORE: Daria Torresan
EDITORE: Self Publishing
GENERE: Historical romance
TROPE: Forbidden romance, Social gap, Hate to love
PIATTAFORMA: Amazon
FORMATI: e-book e cartaceo con copertina flessibile
PREZZO E-BOOK: € 2,99. In preorder dall’8 Aprile a un prezzo lancio di € 1,99 fino al giorno della pubblicazione.

TRAMA

Londra 1851.
Dopo due anni di lontananza, Lady Elise Hartington è entusiasta all’idea di tornare in Inghilterra: è finalmente giunto il momento di debuttare in società ed è pronta per l’imminente Stagione. Ciò a cui non è preparata, invece, è l’incontro con il nuovo guardiacaccia di Nailsbourne Hall, la tenuta di famiglia.
Lo sguardo fiero e magnetico, la voce calda e profonda, quell’uomo la mette in soggezione, ma non abbastanza da farle dimenticare chi è.
Lei è la figlia del quarto Conte di Grafton, e lui solo un domestico arrogante e presuntuoso.
Eppure, ogni giorno qualcosa l’attira nel bosco, dove sorge il suo cottage. Un richiamo che nemmeno i continui alterchi e le provocazioni possono annientare.
Arrendersi al desiderio significherebbe mettere a repentaglio la sua reputazione e un futuro che, come presto scoprirà, suo padre ha già scritto per lei.
Tuttavia, nulla è più ammaliante di ciò che è proibito.

Lui l’avrebbe avuta. Non era un damerino impettito a cui era stata insegnata la galanteria, lui era un uomo del bosco, cresciuto tra gli animali e la terra umida della campagna inglese, abituato a prendere ciò che voleva, come un animale affamato fa per sopravvivere.
E voleva lei.
La voleva soprattutto perché sapeva di non poterla avere.

Scheda Tecnica

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