Pronte per chiudere questo 2024 di recensioni in bellezza? Seguiteci allora in quest’ ultima corsa..
Peccatrici, ormai l’anno volge al termine e noi abbiamo deciso di dedicare l’ultima recensione del 2024 a questo libro, che non è solo un libro, ma è frutto di un progetto importante, testimone d’impegno da parte delle autrici che vi hanno preso parte, un atto d’amore da parte di chi lo ha comprato, di chi crede che un piccolo gesto possa fare la differenza e di chi ha speranza in un futuro migliore.
Sì perché “LOVE IS IN THE AIR” nasce dalla collaborazione di 24 autrici per altrettanti racconti, una sorta di calendario dell’avvento, una correttrice di bozze, una grafica e una editor che si sono prestate alla sua realizzazione e il cui ricavato andrà interamente in beneficenza all’UDI di Genova, di cui troverete una breve intervista qui sotto.
24 racconti brevi che strutturano storie a sfondo natalizio, portatrici di buon umore e sentimenti gioiosi che scaldano il cuore.
Non è necessario essere amanti delle novelle natalizie, la sola cosa da tenere in considerazione è quello che noi possiamo fare acquistandolo. Il contributo che possiamo dare con poco sforzo.
Si dice che contino più i fatti delle parole ma in questo caso questi racconti accompagnati da un gesto solidale possono fare davvero la differenza.
Anche se nel 2024 non si dovrebbe ricorrere a queste iniziative per tutelare il valore di una persona, ma ognuno di noi dovrebbe essere libero di essere sé stesso.
La motivazione c’è tutta: ci hanno chiamate per dare il nostro supporto e le Peccatrici rispondono presente!
Voi cosa aspettate!
Quindi, se non avete molto tempo ma avete voglia di un racconto per alleggerire il cuore dal freddo inverno, immergetevi in “Love Is In The Air” e fate buon viaggio ❤️
Con quest’ ultima “recensione”, che abbiamo deciso di fare tutte insieme, chiudiamo il tour natalizio e volevo approfittare per ringraziare Moira, Fly, Mary, Francy, Cosmy, Thammy che volenti o nolenti mi hanno seguita in quest’avventura 😂, vi perdono per tutte le dolci parole che mi avete rivolto in questo periodo 🤣, tanto lo so che vi siete divertite anche voi…non lo dico a nessuno 🤫
Grazie a tutte le autrici che si sono prestate simpaticamente a diventare super fighe insieme a noi nelle nostre card.
Grazie a Nora June Pebles per la disponibilità che ha avuto nei nostri confronti e per averci messo in contatto con l’associazione legata a questo bel progetto.
Quest’anno volge al termine, ma il prossimo sarà ancora più ricco.
Alla prossima lettura e al prossimo anno😘
Debby
Da parte di tutte noi Peccatrici Librose
BUONE FESTE ❤️
– Voi vi occupate di violenza di genere, nel concreto cosa fate?
La nostra associazione a livello nazionale si occupa in diversi modi del contrasto alla violenza di genere, dalla costituzione a parte civile in alcuni processi e con il supporto alle madri e alle donne con procedimenti al lobbying per aggiornare alcune leggi in tema a progetti per la sensibilizzazione sul tema con giovani e famiglie. L’impegno è sulla violenza di genere, non solo sul femminicidio: per decenni UDI si è impegnata nel processo di legiferazione per arrivare alla legge 66/1996 “Norme contro la violenza sessuale” e, più di recente, e più recente per contrastare e prevenire molestie e ricatti sessuali nei luoghi di lavoro.
A Genova in particolare ogni anno dal 2021 curiamo un evento in occasione del 25 novembre (a-UDI-zioni) a Palazzo Ducale. Incontriamo alcune classi di istituti superiori approfondendo alcuni aspetti legati al fenomeno della violenza di genere (quest’anno abbiamo parlato dei consultori come spazi sicuri e dell’importanza della libertà di poter decidere della propria salute e del proprio corpo come forma di tutela dalla violenza). Collaboriamo in progetti e iniziative con i centri antiviolenza genovesi. Negli ultimi anni abbiamo lavorato contro le molestie sui mezzi pubblici dopo la denuncia di due giovani donne a Genova.
– Ogni associazione ha il proprio modus operandi, raccontateci il vostro e come siete arrivate a sceglierlo?
UDI (Unione Donne in Italia) nasce come organizzazione ed espressione delle donne del PCI dei partiti facenti parte del CLN (Comitato Liberazione Nazionale) e di associazioni spontanee antifasciste nel 1945: per sua natura unisce da sempre l’approccio legislativo e di dialogo (anche acceso) con le istituzioni e la politica – basti pensare che diverse delle 21 donne elette nell’Assemblea costituente nel 1946 sono socie erano tra le fondatrici di UDI – a un approccio pratico a contrastare i problemi reali delle donne. L’idea alla base è un’associazione di donne consapevoli, politicamente formate e in grado di attivare azioni concrete.
– Qual è il progetto dell’associazione che ha reso più esponenziale ciò di cui vi occupate a favore delle donne?
Tutti i nostri progetti dal 1945 a oggi sono dedicati a favorire le donne. Ciò ha compreso progetti di sostegno alle famiglie – come i “treni della felicità”, raccontati anche recentemente nel romanzo di Viola Ardone – ma anche l’attività per arrivare a leggi fondamentali per il nostro Paese come la legge sul divorzio e la riforma del codice sulla famiglia, la legge sulla contraccezione, la legge sull’introduzione di gravidanza, l’introduzione dei consultori, l’abolizione del delitto d’onore e la giù citata legge contro la violenza sessuale.
In questo periodo UDI Genova sta lanciando una nuova Scuola di Politica chiamata “Alla Pari”, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e internazionali dell’Università di Genova, che a gennaio lancerà un corso dedicato alla parità di genere.
– Avete mai pensato di attivarvi a livello pratico oltre che politico? E se si, in che modo?
Siamo già attive a livello pratico: considera che molti dei centri antiviolenza sono nati da attività di UDI, in particolare dai gruppi di autocoscienza e dai gruppi dedicati alla salute della donna, negli anni ’80. A Genova siamo co-fondatrici con altre 3 realtà associative e cooperative del Centro antiviolenza di Genova Certosa, Casa Pandora Margherita Ferro (intitolato a una nostra storica socia) e condividiamo la sede con il Centro per non subire violenza (da UDI) che, come dice il nome, è nato all’interno dell’associazione. Oltre a questo, negli anni abbiamo organizzato eventi, parlato nelle scuole e con gli studenti, fatto volantinaggi e molte altre attività pratiche contro il fenomeno della violenza.
– Avete mai pensato di fare incontri nelle scuole per parlare di queste tematiche?
Sì, ma è molto complesso. La direttiva pubblicata dal Ministero nel 2023, dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin in realtà lascia l’educazione affettiva o relazionale come attività facoltativa che si può attivare nell’orario extrascolastico a discrezione del singolo dirigente. Spesso chiedono di parlare contro la violenza ma non sia mai che si parli di sesso, consenso sessuale, contraccezione, il che rischia di troncare non poco le questioni. Lo spauracchio del “gender” e alla vecchia paura che parlare di educazione anche sessuale e di consenso spinga i giovanissimi a fare sesso continuano a essere un forte ostacolo… come se gli servisse il nostro “la” per iniziare!
In molti casi le scuole hanno paura di ricevere delle denunce o delle querele da parte di famiglie conservatrici o che comunque di contrastare eventuali genitori che manifestano ansia rispetto ai contenuti delle formazioni. Altri pensano che sia comunque un’invasione di uno spazio che dovrebbe essere dei genitori. Siamo al punto che sono le studentesse e gli studenti stessi a contattarci per valutare di organizzare incontri, magari nell’orario dell’assemblea dove è previsto uno spazio di autogestione. È più semplice a volte organizzare eventi e invitare le classi di insegnanti “amici” dell’associazione, a volte, anche se chiaramente coinvolge meno studenti. L’interesse dei docenti ad affrontare temi di educazione civica, al momento è l’unica possibilità reale.
Due anni fa, per farti un esempio, un’insegnante ci ha contattato perché dopo il ribaltamento della Roe contro Wade negli USA i rappresentanti di istituto hanno deciso di dedicare un’assemblea sul tema dell’interruzione di gravidanza e della contraccezione: il dirigente scolastico ha chiesto che l’incontro fosse più “storico” sul processo che ha portato alla legge e che ci fosse un insegnante di religione a fare da “contraddittorio”. Poi il docente in realtà è stato splendido e ha parlato di libera scelta e dell’importanza del consenso, però fa capire quanto sia complesso portare questi temi nelle scuole.
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Sito web associazione: https://www.udigenova.it/

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