Buongiorno carissime Peccatrici,
in collaborazione con la Hope Edizioni che ringrazio, ho letto i 2 volumi di “MAESTRO” (usciti a fine aprile) e ho ritenuto di farne una recensione unica perché il filo conduttore non si può interrompere o spezzare, così come questa intensa, infinita e assordante storia d’amore.
A questi romanzi, con l’ottima traduzione di Daniela Rossetti, va tributato il giusto merito all’autrice americana Auden Dar, per cui è doveroso spendere due parole: ha studiato musica classica al LaGuardia di NY, ha una laurea triennale in filosofia e letteratura, un bel bagaglio alle spalle e ha messo tutto questo interamente al servizio di “MAESTRO”.
Una stilosa e elevatissima colonna sonora non abbandona mai i suoi protagonisti: Aurelia Preston e Chadwich David, intarsiati e armonizzati su un pentagramma di indiscutibile coinvolgimento sentimentale e musicale. Lei, talentuosa violoncellista che si sta guadagnando il suo spazio nel panorama classico, acquista man mano fiducia nelle sue doti artistiche grazie anche ai continui incentivi di un virtuoso del violino con un destino già segnato fin da piccolo: essere il Migliore.
E la Grande Bellezza di tutta la trama è incentrata sulla nascita e l’evoluzione di una relazione che guida le loro scelte, le loro ambizioni, la passione, le rinunce e le conquiste, le ascese e le cadute, tenendo costantemente viva la sinfonia che Chad e Aurelia compongono continuamente, aggiungendo nuovi accordi e nuove scale. Perché la Musica non smette mai: anche se abbassassimo il volume o ci tappassimo le orecchie, Lei continuerebbe a farsi sentire, nota dopo nota, e a vibrare dentro di noi. Esattamente come un Amore immenso e totalizzante.
Se dovessi cercare le parole che meglio rappresentino “MAESTRO” userei quelle scritte per raccontare chi fu Sergej Rachmaninov, compositore e concertista russo nato circa 150 anni fa: “Come per ogni emozione, anche l’ascolto musicale rimanda all’ambito della soggettività e dunque accade che alcuni rimangano incantati dalle perfette architetture della scrittura di Bach, altri dalla limpidezza e dalla grazia delle melodie mozartiane, altri ancora dalla dolcezza dei temi di Chopin o dalla prorompente e intensa energia della pagina beethoveniane, ma c’è un compositore che forse mette tutti d’accordo in quanto ad emozioni ed è Sergej Rachmaninov”. Peccatrici: ecco ciò che troverete tra queste pagine.
No, non sono diventata un’esperta o una fanatica di musica classica, ma il fascino e l’incanto con cui la Dar mi ha portato nel suo mondo, è stato qualcosa di eccezionale. Ciò con cui comunicano i protagonisti è realmente parte integrante non solo della loro storia, ma della loro stessa essenza e del loro vissuto, gestita e narrata in maniera così potente, appagante che solo leggendola potrete capire la magia che sprigiona.
Su Aurelia e Chad potrei sprecare fiumi di inchiostro e non sarebbero sufficienti per darvene il peso e la misura: sono entrambi corde, cassa, archetto di un violino, ma ne sono soprattutto la custodia, la parte più importante. Quella che lo custodisce e lo protegge dagli elementi e dagli agenti atmosferici che lo potrebbero danneggiare, rendendolo solo un mero pezzo di legno privo di forma, di suono e di valore. Ma questi due, care lettrici, sono degli Stradivari a tutti gli effetti, capaci di padroneggiare le arie più ardue e difficili create, regalandovi una melodia unica, fervida e indimenticabile.
Auden Dar vi concede di immergervi anche nella sua vita (bellissimi e emozionanti pure i ringraziamenti) e nel suo talento cristallino di musicista e di scrittrice, il cui lavoro su questi romanzi è stato impeccabile da ogni angolazione la vorrete vedere: è e probabilmente resterà, uno dei più bei romanzi di quest’anno.
Ho esagerato? Ne riparleremo a fine lettura che vi auguro possa essere splendida come lo è stata per me.
Ci vediamo alla prossima.
Moira

