Ebbene sì, mie adorate Peccatrici,
sono ancora qui, invischiata nel Rinaverse da cui è difficile uscire una volta che ci metti piede.
Quella mente contorta di Rina Kent dopo aver dato vita a innumerevoli personaggi e ad altrettante storie tutte originali, diverse fra loro ma allo stesso tempo collegate, non si è fermata.
Poteva mai fermarsi una mente così geniale e creativa?
Con “GOD OF MALICE” primo di una nuova serie, ha dato vita e storia ai figli delle coppie che ha creato precedentemente.
Potete leggerli senza aver letto gli altri?
Si, indubbiamente.
Se però volete immergervi completamente nel Rinaverse, vi consiglio di andare per ordine in modo da aver un più ampio punto di vista su tutto: dinamiche familiari, eventuali incomprensioni, parentele e amicizie che li legano e chi più ne ha più ne metta.
Queste vicende sono ambientate in un’isola dell’Inghilterra dove sorgono due università private: una frequentata dai rampolli di famiglie americane ( legate alla Bratva, ma questo rimane fra noi 🤫) e l’altra dagli eredi di famiglie inglesi in vista ( come i King, per intenderci).
Ovviamente fra i due atenei ci sono delle rivalità… ovviamente…se no che Rinaverse sarebbe!
Quindi non aspettatevi rose e fiori o unicorni e farfalle, no, aprite le porte e i cuori ad altri personaggi contorti, disfunzionali e tossici.
Proprio come è Killian: sorridente e apparentemente normale davanti alla sua famiglia, ma oscuro e diabolico quando è davvero sé stesso.
Ama la violenza con la quale sfoga i suoi impulsi, è affascinato dal sangue e guarda caso, ha una predilezione per il colore rosso.
Tutti ne hanno paura e se ne tengono alla larga e quando decide che una persona gli appartiene è così e basta, non c’è modo per attuare il contrario.
Nelle sue grinfie e nelle sue spire viene risucchiata Glyndon, studentessa d’arte dell’università rivale: ha una nebbia che la circonda, uno sguardo triste che cerca di nascondere, un senso di inadeguatezza che pian piano la sta spingendo verso un baratro dal quale sarà poi difficile risalire.
Ed è proprio lui, con la sua oscurità, a farla rialzare facendola sentire giusta nel suo essere imperfetta.
Un amore malato che grida possesso e diventa ossessione, ma nel quale entrambi trovano la loro dimensione e tirano fuori il meglio di sé a discapito di tutti coloro che gli remano contro.
Il potere della penna della Kent è quello di farti amare anche i personaggi più controversi, quelli che escono dagli schemi e sconvolgono la normalità, i cattivi per intenderci. Oh ci fosse un protagonista normale 😅.
Anche i secondari non scherzano mica, sono lì a bucare la pagina e a chiedere attenzione, e tu che fai, li ignori?
Assolutamente no, li aspetti!
E voi che fate ferme lì?
Vi consiglio di cominciare a correre attraverso questo bosco: ci sono 5 ragazzi mascherati che vi stanno dando la caccia e se verrete prese, non sarà piacevole.
Anche io corro, verso un’altra avventura però.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio la CE per la copia gentilmente concessa

