Ed eccomi nuovamente a voi Peccatrici,
ve l’ho detto che mi serviva solo un attimino per tornare e purtroppo ho fatto danni, eh sì perché se nel primo volume di questa serie vi ho consigliato il Maalox, nel secondo i fazzoletti, in questo vi servirà qualcosa da spaccare, sentirete il bisogno di prendere a calci e pugni, di frantumare ciò che avete davanti.
In “ANGRY. SENZA PERDONO” di L.J. Shen, edito Always Publishing che ringrazio per la collaborazione, dall’inizio alla fine si respira rabbia, di quella che vi logora da dentro, che vi annebbia la vista e vi fa sragionare.
Questo sono i nostri protagonisti: arrabbiati fin nel midollo con il mondo intero.
Ma mentre Lenora manifesta la sua rabbia attraverso l’abbigliamento gotico che la caratterizza e risultando quasi apatica e impassibile a tutti gli atti di bullismo che subisce, così non è Vaughn che invece provoca, attacca, guai a passargli accanto, quando lui è in una stanza risucchia tutta l’attenzione, lo venerano come un Dio perché incute timore, però non mostra mai le sue emozioni, sembra essere senza sentimenti, usa il sesso in modo contorto per ribadire il suo potere sugli altri.
Un principe senza cuore, ma è davvero così o sono solo gli altri a non riuscire a vedere oltre la superficie?
La loro unica costante, ciò che li rimette in sesto, espressione del loro essere, è l’arte: per Vaughn la scultura, per Lenny opere che realizza assemblando materiali di recupero.
Entrambi sono talentuosi e dotati di genio creativo, entrambi ambiscono all’unico posto in uno stage in una delle migliori scuole d’arte al mondo.
Chi dei due riuscirà ad ottenerlo?
Il mondo li ha spezzati, e proprio tutti quei pezzi rotti diventano le fondamenta della loro forza.
Rifuggono i sentimenti e li contrastano in tutti i modi, ma l’amore non può essere debellato così facilmente quando si diffonde come un cancro e intacca ogni cellula, a costo di autodistruggersi.
Li spoglia di tutto: orgoglio, rabbia, odio e insicurezze portandoli ad essere nudi e puri, due anime che si capiscono alla perfezione, ma che vivono in un mondo che per loro non ha alcun senso.
Vi chiederete il perché di tutta questa rabbia, ma abbiate pazienza, piano piano tutti i nodi si scioglieranno, ne scoprirete le ragioni e anche voi avrete voglia di rompere tutto: perché se è vero che “Ars longa, vita brevis” e che quindi l’arte dona l’immortalità, è pure vero che non tutti meritano quest’immortalità.
E ovviamente non mancheranno, sullo sfondo, Baron ed Emilia, coloro che hanno aperto con “Vicious” la serie “All Saints”, di cui Vaughn ne è il degno erede, riconoscerete alcuni tratti caratteriali del padre e il lato artistico e creativo della madre.
Mi è piaciuta la serie? Tantissimo!
La penna della Shen ha il potere di farti entrare nella testa dei personaggi, di farti provare le loro emozioni e i loro disagi, ti catapulta nel loro mondo dal quale poi ti viene difficile uscirne.
Quindi sì, ho amato questa serie come ho fatto con la precedente e se voi non l’avete ancora letta, fatevi un favore: fatelo, non ve ne pentirete.
Per me è arrivato il momento di correre verso una nuova avventura a caccia di emozioni, voi godetevi questa mostra al Tate Modern e riempitevi gli occhi con la bellezza dell’arte.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio la CE per la copia digitale che mi ha gentilmente concesso

