Ben trovate mie adorate Peccatrici,
la lettura di oggi ha l’intento di portarci in atmosfere dark, fra regole da rispettare, peccati che chiedono assoluzione, luce che cerca di illuminare le tenebre.
Francesca Veri con “MERCY”, edito da Always Publishing che ringrazio per la collaborazione, ci condurrà nel tormento che affligge i due protagonisti.
Aurora da quando ha perso la madre e vive con un padre assente, è immersa in un malessere che non riesce a contrastare.
La sua solitudine e il sentirsi inadeguata la portano a fare scelte sbagliate spingendola verso atteggiamenti poco edificanti e mettendo a repentaglio la reputazione del padre senatore.
Nessuno si preoccupa di chiederle come si sente o il perché delle sue scelte, lei è un animo che va rieducato ed è per questo che viene spedita al “Our Lady of Mercy”, un college conservatore dalle politiche ristrette.
La sua vita è diventata una lunga notte buia che aspetta invano l’alba, la sua anima è rotta, arresa ormai alla sua condizione, come donna si sente sporca e senza decenza, senza comprensione alcuna da nessuno.
Vorrebbe essere capita, vorrebbe espiare i suoi peccati, vorrebbe trovare la redenzione. “Our Lady of Mercy” è il luogo giusto per riuscirci?
Ci prova da tanti anni, proprio in questo luogo, Zachary Fleming, professore di letteratura, che del peccato ha fatto il suo castigo.
Lui è un uomo malato che ha dentro di sé il seme del diavolo tentatore, questo è il pensiero che gli è stato inculcato, facendolo diventare da vittima a carnefice.
Quando i loro sguardi si incontrano, Zac riconosce nella bellezza di Aurora la sua condanna, diventando schiavo del desiderio per questa giovane quanto fragile ragazza.
Anche lei ne è attratta perché riconosce nei suoi occhi lo stesso dolore che la pervade.
Più c’è la consapevolezza che la loro attrazione è sbagliata, più aumenta il desiderio, diventando non solo qualcosa di meramente fisico ma più profondo, un sentimento antico che viene risvegliato.
Nel peccato trovano il loro paradiso, abbracciano le proprie paure trovando un senso di libertà, nei loro momenti proibiti calano le maschere sentendosi in pace.
Ed è all’inferno, o meglio quello che lo è per gli altri, che trovano la risposta alle loro preghiere.
Ma chi lo ha detto che il loro è davvero un peccato?
E se fosse invece la loro salvezza, la loro redenzione?
Una storia che, per me, aveva un gran potenziale ma che purtroppo ha un po’ frenato le mie aspettative.
Nonostante lo stile impeccabile dell’autrice, che io non avevo mai letto, non sono riuscita ad empatizzare pienamente con i protagonisti.
Il professore, in alcuni passaggi, mi ha ricordato il celeberrimo Christian Grey e il suo trauma, il richiamo però ne è risultato un po’ sbiadito.
Il malessere di Aurora mi è arrivato a tratti perché sembra piangere la madre solo quando commette errori.
Le atmosfere dark sono perlopiù dovute all’architettura in stile gotico dell’accademia con le sue tante ombre e la poca luce, che donano al romanzo un’ambientazione oscura, accentuata dal rispetto delle regole ferree e dai costanti e ripetuti momenti di preghiera.
La presenza rimarcata della religione cristiana, con la sua fede e la continua ricerca dell’assoluzione, mi è sembrato un modo per accentuare la profanità di questa relazione in contrasto col sacro.
Quindi faccio un plauso all’autrice per lo stile della sua scrittura nonostante la trama, per me, non risulti così avvincente.
Ovviamente questo è un mio parere personale, come mi piace sempre ripetere, che non è detto debba combaciare con gli altri.
La lettura è un qualcosa di personale che tocca le nostre emozioni in modo diverso da persona a persona. Non vogliatemene se il mio giudizio non incontra il vostro.
E ora sono pronta per correre verso una nuova avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio Always Publishing per la copia digitale gentilmente concessa.




