In collaborazione con Quixote Edizioni che ringrazio per la copia concessa
Buongiorno Peccatrici,
“MALVAGIO E SBAGLIATO” dell’autrice C.P. Harris specializzata in romanzi LGBTQ+, ci porta, anzi, ci trascina in questo male to male dagli innesti discutibili, audaci e di assoluto impatto provocatorio. Figuriamoci se me lo perdevo. Quixote Edizioni dichiara che per la traduzione non è stata usata IA, ma affidata a Ellie Greene che ne ha fatto un lavoro impeccabile ed era una nota che andava evidenziata prima di cominciare.
Incontrare Raven e Clint è un ginepraio di intenti e contraddizioni, di desideri ossessivi e famelici, di dipendenze affettive, di rigore assoluto, di egoismi e abnegazioni. Leggere questo romanzo è perdersi nel loro labirinto ontologico le cui diramazioni sono infinitesimali, ma tanto, ma proprio tanto affascinanti.
Non è il solito conflitto quello in cui si trova Raven: Clint e suo figlio lo hanno accolto facendolo sentir parte di un nido familiare e stringendosi in un rapporto strettissimo, ma dallo stato embrionale al processo di maturazione i sentimenti sono cambiati. E parecchio. Soffocarli o farli esplodere in una deflagrazione micidiale? Se conosceste Raven, potreste intuirne la piega.
Clint è un padre che ha fatto della responsabilità il suo mantra, ammutolendo ogni sogno e ogni impulso: è un uomo d’oro, irreprensibile e maledettamente altruista. Fa sempre la cosa giusta, anteponendo i bisogni degli altri ai suoi, ma a che prezzo?
Sono due soggetti dalle caratteristiche ben distinte: se il primo incarna la tentazione e la perdizione, l’altro interpreta la benevolenza e la rettitudine. Ma è solo fuoco che cova sotto la cenere. Ognuno di loro nasconde e poi esprime motivazioni sia ragionevoli che irrazionali, siccità emotive e macigni sul petto, manipolazioni corrosive e comportamenti assolutistici che si elevano all’ennesima potenza quando la miccia esplode.
Una storia carnivora che divora tutto ciò che incontra prendendosi la vostra pelle, gli organi, i sensi e la mente: “MALVAGIO E SBAGLIATO” fa poltiglia di tutto. La traccia narrativa contempla un erotismo senza censure dove l’ingordigia divampa, la possessività estrema anche, ma entrando nei meccanismi contorti di Raven e Clint è di fatto un carburante naturale, evidente e comprensibile.
L’autrice riesce a mostrare il lato meditativo dei protagonisti, non li lascia solo nudi, ma li spoglia profondamente incrementando e poi disarmando le loro inquietudini, i disordini interiori e le lacerazioni dell’anima: ci racconta di un legame che ha l’odore di un’assuefazione vitale, oserei dire respiratoria, talmente inalatorio da non poterlo concepire in altro modo. E in mezzo a questo vespaio che li rende schiavi e ribelli allo stesso tempo, l’amore bilaterale che nutrono asfalta qualunque cosa si ponga sul cammino.
Questo libro era nelle intenzioni di Marianna, ma gli impegni già fissati, ne precludevano la lettura immediata e allora mi ero proposta io: “Socia, mi spiace averti sottratto un romanzo che merita davvero di essere letto”.
Buona lettura Peccatrici, ci rivediamo la prossima volta.
Moira


