Peccatrici buongiorno,
se date un’occhiata alla card, non sono sola ma ancora in compagnia di Annalisa del blog Alchimia delle Parole: in pratica è come se avessimo un’agenzia (la Jessy&Jessy) con due distaccamenti, ma seguiamo entrambe la stessa pista che ci porta al ventesimo romanzo di Lorella Diamante.
L’autrice ci è arrivata dopo diverse escursioni nello sport, nella musica, gli stand alone contemporanei, i male to male e in un autoconclusivo ha pizzicato anche la suspense. Beh, dopo 9 anni di carriera era anche ora che sposasse le due cose: “DIETRO I TUOI OCCHI” è un MM marcatamente crime a cui unisce un’altra mia passione e l’equazione non può che portarmi a perdere la testa.
Non so se avete seguito le Olimpiadi da poco concluse, ma io sono rimasta esterrefatta dal fondista norvegese Johannes Klaebo, capace di polverizzare i record e portarsi a casa 6 medaglie d’oro. Sei. D’oro. Cosa c’entrano le gare invernali con il caldo e assolato Texas? Assolutamente niente, ma mi andava di dirlo.
Premetto che questa non è un’opera sperimentale o da colpo di testa, ma una pianificazione studiata e ponderata fin nei minimi dettagli come fosse un’azione militare: conoscendo abbastanza la sua firma, non ci può essere emotività senza raziocinio. Infatti la trama se l’è costruita con un telaio in alluminio, pezzo dopo pezzo, saldando ogni vite a stretto giro e lucidato la carena. Riempito il serbatoio, è montata in sella, acceso il motore, ha dato gas e di fumo e sabbia ne ha sollevati parecchio.
Quella sabbia che finisce negli occhi e a furia di strofinarli diventano rossi e umidi, penetra in gola, ostruisce le vie respiratorie e impedisce di parlare. O quella cortina polverosa entro cui ci si può nascondere lasciando intravedere solo la sagoma. Oppure fermarsi, scendere da una vecchia moto, accartocciarsi su sé stessi per non vedere e non sentire un fragore assordante, cupo e potentissimo tanto da causare un’onda d’urto devastante. Poi si resta in ginocchio.
La parte crime pilota i segmenti della storia con un agente federale attaccato come un mastino che segue un’indagine che va oltre il senso della legge, e un uomo che ha ricostruito la sua vita e che non vuole avere problemi. Entrambi mostrano solo una metà della faccia e per scorgere quella nascosta, occorre risalire in sella e compiere il viaggio lungo una strada tutta in salita.
Due soli cartelli direzionali pressoché distrutti da essere quasi illeggibili: ‘fiducia’ e ‘dignità’ e nessuno ne conosce più la destinazione. Non riescono a orientarsi, ad accelerare e non sanno se invertire il senso di marcia e tornare al punto di partenza, però non frenano. Non possono più farlo.
Due uomini irrisolti e sospesi, sfocati e dispersi, grintosi ed ermetici, codardi e coraggiosi, sinceri e bugiardi con un vissuto da rinnegare o da non riuscire a portare, sminuzzati e ricomposti da un’autrice che alla meta ci arriva senza mai essere in riserva.
Questo ventesimo lavoro sancisce il suo lungo percorso sempre alla ricerca di stimoli, di rischi e di nuovi traguardi da inseguire. Progetta una trama investigativa robusta e intrigante utilizzando una fotografia nitida di luoghi, avvenimenti e soggetti lasciando Riggs che Staszek al centro, non solo perché elementi attivi e cardini di un procedimento criminale, ma con una realistica e toccante esplorazione della loro latitudine più intima e profonda.
Ma perché avevo citato il campione norvegese all’inizio? ah sì, ora ricordo: nella 50 km di sci di fondo – che ovviamente Klaebo ha vinto partendo già strafavorito – non conta solo una resistenza fisica abnorme, ma anche una fibra mentale e forza di volontà di pari misura per poter affrontare una gara così massacrante. Beh, anche “DIETRO I TUOI OCCHI” con tutta la preparazione che c’è alle spalle e le emozioni che ha trascinato con sé, sale sul podio più alto. Un romanzo olimpionico.
Buona lettura Peccatrici, abbiatene cura.
Moira


