“UNLOVED” di Katy Regnery

12 Mar, 2026

Recensione di

In collaborazione con Hope Edizioni che ringrazio per la copia concessa

Buongiorno care Peccatrici,

non sono solita avanzare critiche verso un romanzo quando lo stesso non mi ha entusiasmato, ma ritengo sia scorretto e disonesto dare voce al mio punto di vista su “UNLOVED” di Katy Regnery, autrice statunitense portata in Italia da Hope Edizioni. Ancora non mi capacito di come la CE sia inciampata sulla più classica buccia di banana prendendo un bidone clamoroso decidendo di lanciare un libro uscito in America nel 2017 e di cui, onestamente, se ne poteva fare a meno.

Con una trama abbastanza prevedibile che non dà sussurri né scossoni, non in grado comunque di giocare a ping pong con le emozioni, si fanno avanti due protagonisti che difettano sia di personalità che di ossatura reattiva per poter sostenere un progetto ambizioso.

Le fondamenta – ahimè – si reggono su Cassidy Porter, figlio del più sanguinario serial killer del Maine, che sceglie di vivere una vita tranquilla isolandosi in una baita nei boschi dalle cui finestre si vede il monte Katahdin. Questa premessa dovrebbe renderlo quantomeno interessante, ma purtroppo non genera alcun tipo di curiosità o empatia. Non viene dato alcun risalto alle sue peculiarità fisiche o caratteriali, al buco nero che lo attanaglia e lo marchia o alla sua solitudine, non sprigiona alcun tipo di vibrazione rendendolo di fatto evanescente e trascurabile. Il classico stereotipo che una volta letto, finisce nella cerchia dei dimenticabili.

La controparte femminile, Brynn Cadogan, appare come un pesce fuor d’acqua che si muove e agisce senza una guida e non come una donna adulta di 30 anni. Melodrammatica e isterica fino a sfiorare la nausea, incapace di reagire di fronte alla propria perdita e senza uno scopo preciso nella vita: in pratica, un banale bozzolo essiccato che non vede spiragli di luce, confusa e infelice in attesa di non sa neanche lei cosa.

Le ambientazioni? Inesistenti. Si cita costantemente questo monte Katahdin nel Maine, ma in sostanza risulta aleatorio nella scenografia e nella sua funzionalità così come il bosco in cui vive Cassidy e in cui si dipana l’intera storia. Peccato. A ciò si aggiunge una narrazione lenta, a tratti macchinosa e caotica senza capo né coda, priva di dinamismo, e con la ciliegina sulla torta di una traduzione – curata da Cristina Fontana – che non facilita né la scorrevolezza né la comprensione del testo.

Lo spettacolo si muove a singhiozzo e in assenza di fremiti, creando una distanza e un gelo nel lettore: tutto risulta artefatto, squilibrato, senza picchi, terribilmente monotono e carente di slanci. In sintesi, è come scalare una montagna: zaino troppo pesante in spalla, terreno instabile, meteo avverso, maggiori le cadute che i passi avanti. Tornate indietro e scordatevi di raggiungere la cima.

Il romanzo vorrebbe perseguire intenti immersivi e catalizzanti per le argomentazioni trattate e con la speranza che i protagonisti risultino credibili, ma fallisce miseramente restituendo superficialità e indifferenza. Probabilmente c’erano degli obiettivi in testa, ma la finalizzazione si è smarrita attribuendo così al libro l’etichetta di “flop”.

Bene. Se fossi pazza e cieca scriverei così, ma non lo sono.

Katy Regnery inizia a pubblicare nel 2013 e oggi vanta una sessantina di titoli all’attivo, è tradotta in molti Paesi, 3 nomination al RITA (il premio letterario più importante in America per il genere romance) e con oltre 2 milioni di copie vendute nel mondo:  e ci si domanda pure perché la Hope l’abbia scelta?!

La Casa Editrice ci ha visto lungo e mette a segno un colpo da maestro con “UNLOVED”. Non è da ‘mettere in lista’ e leggerlo quando si avrà tempo: quel tempo è ora e adesso.

La scrittrice non ha costruito la sua bibliografia sulla cartapesta e infatti disegna alla perfezione una storia strepitosa inserendo ogni segmento, ogni atomo, ogni scintilla dandole una forza tensiva e un magnetismo irresistibili. Può colpire e far sanguinare con una sequenza di coltellate atroci, medicare profonde ferite con cura carezzevole e urlare quel bisogno di amore che arriva fino alla vetta del monte. Cassidy è destinato all’oblio e a non conoscerlo mai, ma regalerà tutta la sua anima,  Brynn non è pronta alle seconde possibilità, ma scoprirà di avere ancora delle grandi riserve di energia.

E io come lei, ho amato senza rendermene conto un romanzo che mi ha colta alla sprovvista, che non era nei miei piani né vicino al mio immaginario e di cui, in maniera quasi arrogante, intuivo già le conseguenze. Mai stata più felice di essermi sbagliata e mai più entusiasta della batosta ricevuta.

E la sorpresa, lo stupore arrivano quando di certo non si prevede che un fiocco di neve possa trasformarsi in bufera: “UNLOVED” ha decisamente e in maniera incontrovertibile la portata di una valanga.

Non state lì a spulciare liste, imprecare per il ‘blocco del lettore’ o impantanarvi in letture che non decollano, c’è qui un asso nella manica e ce l’avete proprio sotto agli occhi.

Buona lettura Peccatrici, “conducete una vita tranquilla e non fate del male a nessuno.”

Moira

P.S.: Alle prime 5 lettrici di “UNLOVED” in omaggio i miei vocali sclero di cui sono depositarie Mary e Debby.

P.S.2: Mi perdoni anche  Cristina Fontana, la sua traduzione era pressoché impeccabile.

 

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Scheda Tecnica

Titolo: UNLOVED
Titolo Originale: UNLOVED
Autrice/Autore: Katy Regnery
Editore: Hope Edizioni
Data di Uscita: 14/02/2026
Autoconclusivo
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 357

Trama

Una donna che vuole dire addio al fantasma di un amore che non c’è più.
Un uomo perseguitato dai fantasmi del passato.
Nelle foreste del Maine, una storia di solitudine, amore e redenzione.

Mi chiamo Cassidy Porter, figlio di Paul Isaac Porter, un serial killer morto in prigione mentre aspettava l’esecuzione capitale. Ho il suo dna malato, per questo vivo isolato dal mondo, l’unico modo che conosco per essere sicuro di non fare del male a nessuno.
Da tempo ho accettato il mio destino, il conto da pagare per il sangue che mi scorre nelle vene: non essere amato.

La vita è crudele: lo penso da due anni, da quando l’amore della mia vita mi è stato strappato in modo brutale e improvviso. Finché un messaggio incompleto su un cellulare non cambia tutto. E mi ritrovo su quelle montagne che mi hanno sempre spaventato, a lottare per la vita.
Un angelo mi salva. Forse, ora, il mio destino è salvare lui.