Eccomi peccatrici, oggi vi parlo di Rebel di Samantha Dionigi.
Ho iniziato questo libro perché attirata dalla copertina. Un romanzo molto bello e sinceramente ben scritto, ma per mio parere personale, leggermente prolisso in alcune situazioni. Con questo però non voglio assolutamente dire che non mi sia piaciuto, anzi alcune descrizioni ti fanno entrare nel personaggio e nella storia prepotentemente, ma soprattutto ti porta a “vivere” Le scene più significative.
La storia si ambienta al Saint James elite College, con uniformi perfette e regole da seguire. Eden non sa in che posto è capitata. Si è sentita costretta dalla madre e dal suo nuovo amore cambiandogli totalmente vita. Ha lasciato i suoi sogni alle spalle, la Juilliard, la sua passione, la sua arte, la danza. Lei ama danzare, la fa sentire libera e leggera. Questo trasferimento la farà scontrare con Damon, “arrogante” e un vero bullo. I suoi comportamenti con lei sono crudi e ingiusti, protagonista maschile veramente stronzo e insopportabile, ma tanto lo odi, quanto lo ami. Eden dal canto suo è molto fragile, ma certamente non si fa sottomettere da lui in nessun modo, ed è pronta a tenergli testa e ad ignorarlo tanto quanto lo fa lui, se è necessario. Non è la solita vittima passiva; gli risponde e in tutti i modi prova a combattere il suo carattere a tratti odioso. Beh Damon in alcuni momenti è davvero insopportabile, ma come dicevo prima è una piccola cipolla, ogni strato ha una sua facciata. Tra i due subito troviamo un rapporto ostile e contorto, ma piano piano scoprendo le fragilità che hanno, si capisce quanta forza mettano entrambi nel vivere il quotidiano e non farsi mai scalfire da nulla. Lui qualsiasi cosa tocca la “rompe” questo è quello che pensa, il rapporto con il padre è una guerra continua e questo lo fa sentire di troppo, un peso, lo scava dentro e non si sente mai abbastanza.
Chissà cosa ci prospetta questa storia, con suspance e colpi di scena sempre dietro l’angolo. Io vi consiglio la lettura, aspetto sempre i vostri pareri con piacere.
Un abbraccio peccatrici,
Lisa.
ESTRATTO:
Faccio per superarlo, ma lui si gira di scatto e mi afferra il polso, la presa che si stringe troppo, abbastanza da farmi sussultare. «Non ci provare!» «Lasciami!» «Per favore.» Mi fermo di colpo, lo sguardo che si alza e saetta su di lui, il respiro corto, le pupille dilatate. «Io non resto per favore» lo sfido, la voce che trema ma non cede. «Io resto solo se mi dici che cazzo ti ho fatto per diventare invisibile.» « Tu non…» si interrompe, sconfitto. «È troppo complicato.» Sento qualcosa rompersi, frantumarsi in miliardi di pezzi. «Complicato per una stronza come me?» sibilo. «Certo, io non discendo da menti eccelse. Quindi il discorso finisce qui» lo supero con il cuore spezzato e gli occhi carichi di lacrime. «Me ne vado dove posso dimenticarti» continuo, con la voce rotta nonostante lo sforzo, «dove qualcuno mi tratterà come un normale essere umano e non si dimenticherà di avermi baciata il giorno dopo.»




