In collaborazione con Gioia Donati che ringrazio per la copia concessa
Buongiorno Peccatrici,
“CREPACUORE” (#1 Gli Irripetibili), uscito nell’ottobre del 2025, è l’opera prima di Gioia Donati che per brevità d’ora in poi chiameremo “LA COSA” e si intrufola spericolatamente nel mondo Romance, non prendendo le misure al centimetro e non rispettando troppo le regole canoniche che tengono in piedi questo organigramma. ‘Azzi suoi.
Questa “telenovela su carta in 800 comode pagine” la immaginavo come un lungo calvario tedioso e soporifero, uno zuccherificio di buoni sentimenti e banali palloncini colorati in cui già premeditavo un boicottaggio per potermene tirar fuori. Mi serviva un pretesto, un alibi per fare retromarcia e cercare nei meandri della diplomazia l’escamotage per bypassare sto mattone. Al grido di “ONLY THE BRAVE” però l’ho iniziato.
Bene. Dopo aver letto le avvertenze e la prefazione (manco il prologo) avevo già mandato all’aria i miei subdoli piani truffaldini e se c’è una cosa che mi fa davvero godere, è l’essermi sbagliata e esaltarmi come una pazza per aver avuto torto.
DECALOGO DEI BUONI MOTIVI PER LEGGERLO
1) Questo NON ROMANCE MA ROMANCE strizza l’occhio alle lettrici evergreen che dovranno sbobinare il rullino dei ricordi tra la metà degli anni ’80 fino all’altro ieri. Donne, non c’è niente che non avete visto in TV, ascoltato e anche indossato e questo è il momento di tirare fuori le vhs, le musicassette e i vecchi reperti archeologici dall’armadio!
2) È un TOUR ITINERANTE alla scoperta di Firenze, Ginevra, New York e Milano, ma non come semplici turiste per caso, ma con regolare certificato di residenza e parti attive delle stesse.
3) I PROTAGONISTI di questa soap opera, Stella e Tony. Credetemi che a elencarne i pregi e difetti, le albe e i tramonti, i meridiani e i paralleli, le parole urlate e quelle taciute, i gesti sensati e quelli controversi si farebbe mattina. Amateli così come sono, non vi daranno alternative.
4) I PERSONAGGI IRRIPETIBILI che contornano la trama non pettinano bambole, ma hanno identità proprie. Le loro invasioni barbariche incrementano anziché ridurre, disturbatori seriali e collanti inevitabili, prendono spazio senza rubare la scena: impossibile fare a meno di ognuno di loro.
5) LA NARRAZIONE. Mai monotona, mai logorroica, mai eccessiva, mai scarna e mai fuori luogo. Sempre sul pezzo, sempre attuale, sempre diretta e sempre “al dente”. Realistica, beffarda, goliardica, sofferta, nostalgica e futuristica, il resto mancia.
6) LA CONOSCENZA e i famosi “cassetti della memoria”. In “CREPACUORE” emergono le origini, le inclinazioni, il bagaglio culturale, eclettico e poliglotta di chi lo ha scritto e non è arroganza o saccenza metterli al servizio del romanzo. Anzi.
7) LO SPICY. Scarseggia ragazze, fatevene una ragione. Tony non è il più bello e scolpito d’Italia, Stella non è la timida vergine sull’altare della profanazione e non assisterete agli spettacoli circensi dell’eros. Lui è “Medioman” con tutte le accezioni positive e negative, lei selvatica coi sentimenti, una ‘mangiauomini’ con un finto cuore di latta. Eppure riescono a fare tremare i vetri.
8) LO STILE: ho letto molto in questi 4 anni alla voce ‘Romance’, ho approcciato diverse sfumature e personalità di scrittura, il tratteggio, la solidità o l’evanescenza delle intenzioni e dei dialoghi, la capacità di dare – o non dare – una corporatura performante alle parole usate. Quello della “COSA” ha un’espressività linguistica così coinvolgente che mi ha accesa subito, poi..les goûts et les couleurs!
9) L’IRONIA. Non è un click lit, ma ha dei passaggi scanzonati, sketch esilaranti senza diventare buffonate, rendendo anarchico il ritmo della storia, ma riuscendo tuttavia a cadenzarlo perfettamente e a non perderne mai il focus.
10) L’INCOSCIENZA. “CREPACUORE” si inserisce inconsapevolmente come “elemento di disturbo” nell’odierno panorama letterario provando sì a restare sulla traiettoria, ma di fatto andandosene bellamente per i fatti suoi. Prende tutti i segmenti del genere, ma poi li disinnesca e li riproduce in un linguaggio anti demagogico eppur caratterizzando per certi versi proprio i luoghi comuni. Non cerca ideali umanoidi o relazioni iperboliche, ma sonda la nascita, lo sviluppo, le divergenze e le inevitabili conseguenze di un legame lungo più di trent’anni accettandone le distanze, le presenze intrusive, i reciproci svantaggi emotivi e il potere dell’amore.
11) Sì, lo so che avevo detto che erano 10, ma se il romanzo ha 800 pagine, posso anch’io permettermi di scrivere quanto mi pare. Gioia Donati è una Penna italiana da tenere d’occhio perché è destinata a crescere: imprudente forse, ma non una dilettante allo sbaraglio.
P.S. Grazie Gioia per avermi dimostrato che Aldobrandi è clonabile: ne ho uno in casa da anni!!!
Buona lettura Peccatrici, o vi aspetto domani con “OTTATIVO D’AMORE”, il secondo volume de “Gli Irripetibili”.
Moira



