RT “OTTATIVO D’AMORE” (#2 Gli Irripetibili) di Gioia Donati

7 Mag, 2026

Recensione di

In collaborazione con Gioia Donati che ringrazio nuovamente per la copia concessa

Eccomi ancora bischere Peccatrici,

il II volume de “Gli Irripetibili” ha un titolo atipico e forse astruso (non fate le splendide se non avete studiato il greco antico, in mancanza c’è Wikipedia): “OTTATIVO D’AMORE”.

Se per caso vi sfiorasse l’ipotesi che possa essere come un ascesso in bocca o un prolasso dell’entusiasmo, sarà la storia di Samuel e Tommaso narrata in terza persona, a farvi ricredere e a condurvi verso la sua etimologia e declinazione verbale.

Per chi ha letto “CREPACUORE” non servono le presentazioni dato che ha avuto già modo di farne la conoscenza, ma per le neofite del Gioiaverso sono d’uopo gli onori di casa. Samuel Nottola degli Albizi con un casato in bancarotta, un po’ dandy e molto libertino e Tommaso Gentili, unico maschio di una cucciolata di figlie femmine, un gemello discreto e sfuggente con libertà di movimento, diciamo così.

Come nel precedente, è sempre Firenze la culla degli Irripetibili, un cortometraggio (sono solo 266 pagine) un po’ alla Monicelli, un po’ alla Vanzina e un po’ anche alla Rossellini e provo a spiegarvi il perché.

Una brigata di amici, amanti, mogli, parenti, progenie e poltrone in finto Luigi XIV,  puntano i riflettori su un tombeur de femmes di obsoleto lignaggio e un bello e impossibile che fa sua la strofa di Teorema di Marco Ferradini, ‘fuori dal letto, nessuna pietà’.

Tommaso è uno che prende in silenzio e altrettanto laconicamente se ne va, non cerca la stabilità sentimentale e in quella è sicuramente un analfabeta della grammatica dell’amore. Samuel è un navigatore alla ventura che esplora rotte clandestine, tentando anche di ammutinare quelle paranoie che lo arenano anziché fargli prendere il largo.

Se Mario Monicelli avesse diretto alcune scene, probabilmente avrebbe concepito questa relazione altalenante e protratta nel tempo, fatta di mordi e fuggi ed esitazioni, con sequenze ironiche, a tratti anche ciniche e dal gusto un po’ amaro, analizzandone sia le debolezze che le ipocrisie e con una velata satira sociale.

Se poi sulla sedia da regista avesse posato il deretano Carlo Vanzina, ci saremmo sbellicate con gag un po’ cialtrone, battute irriverenti, quel fare leggero e smaliziato, poco rispettoso delle convenzioni, ma anche con un fondo malinconico e una percezione quasi soffocata di sentimenti più profondi e concreti.

E se il ciak lo avesse dato Roberto Rossellini? Il padre del neorealismo si sarebbe messo le mani nei capelli con questi due e tutta la baraonda che si portano appresso. Eppure. Eppure ci avrebbe visto un ottimo materiale su cui lavorare: i protagonisti sono attori non professionisti che non seguono granché il copione e spesso improvvisano, in grado però di catturare la realtà nella sua forma più naturale e esplicita e con una recitazione assolutamente autentica, lontana da paletti o impostazioni rigide.

Invece “OTTATIVO D’AMORE” non è un film con registi famosi, ma un romanzo scritto da una “COSA” che con guizzi energici  e sinceri, riesce a instaurare una confidenza immediata col lettore (con me ci è riuscita senza colpo ferire e senza sbracciarsi), non scendendo a compromessi nel dargli ciò che si aspetta o vuole, ma traghettandolo laddove il rapporto tra Samuel e Tommaso ha piena ragion d’essere.

È un male to male e alla fine mi darete ragione: sì, lo so che quella la si dà ai matti (tu Guelfo non lo sei, non serve ricordarlo), ma io non ho mai detto di essere normale.

Buona lettura Peccatrici, non vedo l’ora di parlarvi anche del terzo volume e dei suoi protagonisti che spero arrivi presto. In fondo…essere ‘Irripetibili” non è una serie, ma uno stile di vita!

Moira

 

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: OTTATIVO D'AMORE
Titolo Originale: OTTATIVO D'AMORE
Autrice/Autore: Gioia Donati
Data di Uscita: 14/02/2026
Autoconclusivo
Serie/Collana: Serie Gli Irripetibili
Numero/Volume: 2
Genere: MM Romance
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 266

Trama

Nel Gioiaverso, l’amore non si coniuga al futuro: si declina al condizionale.
E spesso si coniuga male. Ottativo d’Amore è la storia di ciò che succede quando la grammatica dei sentimenti smette di funzionare, e al posto di un “ti amo” arrivano verbi più incerti: “ti vorrei”, “ti potrei”, “ti avrei scelto, se…”.

Nel Gioiaverso ci sono storie che bruciano, storie che tornano e storie che non finiscono neppure quando sembrano finite.
Questa è una di quelle che tornano, puntuali come una ricorrenza emotiva.

Ottativo d’Amore è la vicenda di Samuel Nottola degli Albizi e Tommaso Gentili, due uomini che per oltre vent’anni si sono inseguiti, evitati, desiderati, fraintesi e amati nel modo meno lineare possibile.
Il primo coltiva disastri sentimentali con un’eleganza che solo il privilegio permette. Il secondo ha relazioni formali, amanti transitori, promesse mai mantenute, e un silenzio enorme dove dovrebbe esserci il coraggio.
Non è un triangolo, non è un romance classico: è la storia di una relazione che cresce in diagonale, evolve a zig zag fino a quando inciampa, si rialza e, contro ogni regola della logica, alla fine funziona.

Intorno a loro ruotano famiglie nobiliari più decorative che utili, ex mogli che non smettono di essere fondamentali, bambini che osservano gli adulti come fenomeni naturali, un gruppo di adulti che si muove tra feste che finiscono sempre tardi, decisioni prese sempre troppo presto, un numero inquietante di bicchieri mezzi pieni, gatti inconsapevolmente erotici e l’immancabile Firenze: elegante, incoerente, sempre complice.

È un romanzo su due vite che si sono sfiorate troppo presto, perse troppe volte, e che alla fine decidono di smettere di sbagliare distanza.
Non perché hanno capito tutto, ma perché non hanno più voglia di fingere.

C’è una proposta di matrimonio in due tempi, una casa che diventa grande abbastanza per accogliere tutti, un Natale indimenticabile, e una famiglia allargata che nessun manuale saprebbe spiegare, ma che esiste, cammina, respira, ama.
Storta, caotica, vera.

Elegante, ironico, malinconico senza deprimere, luminoso senza mentire:
Ottativo d’Amore è la storia di come, a volte, la felicità arriva proprio quando si smette di cercarla in modo ordinato.

Se avete amato Crepacuore, qui troverete la stessa voce: più adulta, più lucida, con meno illusioni ma con la stessa ostinata convinzione che l’amore — anche quando fallisce — sia l’unica cosa che abbia senso raccontare.

Benvenuti nell’unico posto al mondo dove i sentimenti non finiscono: cambiano stanza.