Buongiorno Peccatrici,
conoscevo solo di nome Mary Durante, sapevo che era ‘sulla piazza’ da un decennio, ma non avevo mai avuto la spinta e il tempo per entrare nel suo mondo queer, sebbene le gomitate per farlo non mi erano mancate. Era da tanto che una sua collega mi spronava a leggere “SOLO PELLE CONTRO PELLE” e questo conferma che la stima reale tra autrici esiste e quando c’è, è bene farlo notare.
Tutto ciò premesso, ho letto questo male to male uscito 2 anni fa che aveva tutte le componenti per essere da me amato. E così è stato.
La Durante scrive in terza persona che a mio avviso, non è proprio alla portata di tutti e rischia di essere insidiosa se non la si sa dominare: prendere due soggetti come Takeo e Misha e veicolarne i pensieri, le movimentazioni e i respiri, si potrebbe correre il pericolo di subirli anziché addomesticarli. Ma non è questo il caso.
Scopro una Penna che ha “referenze” ottimali nella gestione e divulgazione del BDSM, in un MM con personaggi che infestano gli ambienti criminali cui cuce addosso non un semplice ruolo all’interno di giochi erotici, ma li sottomette affinché esprimano ben altro.
Misha Simmons è un sicario su commissione, non ha né padroni né una gang di appartenenza e disconosce capi o superiori: letale, una macchina perfetta per uxxidere. Non importa chi, basta che paghino bene.
Takeo Valestein è l’astro nascente della mafia newyorkese, pronto a scalare le vette della giungla malavitosa: autodisciplinato, calcolatore e fine stratega, non teme nessuno, neanche il killer mandato per farlo fuori. Anzi, volge la cosa a suo vantaggio.
Manipolazione e istinto, autorità e sovversione, controllo e volontà, fuoco e acciaio, mani nude e guanti di pelle. Un uomo che brama il potere e uno che conosce solo la strada randagia.
C’è chi riempie la gabbia quando vi entra, chi ne incassa l’energia catalizzante per riversarne altrettanta e per domare una tigre non servono fruste e catene, non la paura o la coercizione. Se si intuiscono le sue mosse, se ne anticipano i bisogni e lo si induce alla libera scelta con fermezza e indulgenza, l’animale forastico si mostrerà docile perché lo vuole e non perché glielo si imponga con la forza.
La grande finezza del romanzo sta nella cordata di questo vincolo: alla Durante non interessa mostrare l’erotismo plateale del BDSM (anche se alcuni passaggi sono eccitanti da morire), ma la sua trasmissione più interna e veritiera che per Takeo e Misha rappresenta l’essenza stessa delle loro mancanze, dei buchi neri e delle loro certezze.
“SOLO PELLE CONTRO PELLE” non è un Romance con un bilanciere in disequilibrio tra tirannia e sudditanza, prevaricazione e schiavitù, ma implementa, invece, un binomio non omologato attraverso le dinamiche illegali e spietate del malaffare e la sporca eleganza di una comunicazione fisica e verbale. Quella che esige ma concede nella stessa misura in cui ci si piega e si acconsente. In questa storia obbedienza, fedeltà e fiducia non sono ricatti intimidatori o rese forzate, ma conquiste, sia per chi le esercita che per chi le riconosce: per Misha e Takeo non sono perversioni, fantasie o vezzi, ma blindano uno spirito di appartenenza reciproca e indissolubile.
E il romanzo stesso solletica, ma non inganna, non compra e non vende, non minaccia ma non è benevolo, ma vi lascia sia la padronanza che la remissività di essere un lettore attento.
Buona lettura Peccatrici, ci vediamo la prossima volta.
Moira




