Mie adorate Peccatrici,
bentornate nel Rinaverse dove anche le perversioni hanno il loro fascino, dove tutto è lecito e dove “se non è tossico che gusto c’è?”😈
Ebbene sì, Rina Kent con “GOD OF RUIN” 4° vol. della serie “Legacy of God”, ci riporta su quella benedetta isola che accoglie menti malate e contorte, ma qui preparatevi perché avremo a che fare con Landon King, forse il più psicopatico di tutta questa seconda generazione, e credetemi ce ne vuole per superare Killian e Jeremy 😅
Lui è un prodigio dell’arte e della scultura, ha una memoria pazzesca, è un poliglotta, ma soprattutto è un genio della manipolazione.
Indossa una maschera di fascino e ammalia le persone, entra nelle loro teste e le piega al suo volere.
Nonostante odi le interazioni sociali, è comunque un grande conversatore, ed è un pericoloso narcisista.
Solo quando ha le mani nell’argilla e scolpisce e crea, riesce a mettere a tacere i demoni che gli ribollono dentro, ma è in un periodo in cui ha perso ispirazione e tutto ciò si ripercuote su chi gli sta intorno: amici e nemici.
E poi appare lei: Mia Sokolov, un viso angelico per una bellezza quasi eterea, un’espressione dolce e ingenua che però è solo una maschera, la stessa maschera che indossa Landon e che in lei riconosce.
Mia non ha voce ma questo non le impedisce di essere parecchio rumorosa e di non passare inosservata.
È tutt’altro che docile e odia profondamente Lan, vuole vendetta per un torto subito ed è per questo che, come su una scacchiera, oserà le sue mosse in una partita assai pericolosa per dare scacco matto al Re.
Stranamente la vicinanza di Mia riaccende in Landon il suo genio creativo che ora non può più fare a meno della sua Musa.
Ma Landon è un buco nero che risucchia tutto ciò che gli gravita intorno, col suo tocco folle, possessivo e selvaggio, lei non avrà scampo e il mostro che lo governa la renderà succube delle strani emozioni che prova.
Una nebbia di lussuria e desiderio intenso li avvolgerà e diventerà un bisogno viscerale trasformandosi in ossessione, li consumerà portandoli in un caos mentale che li confonderà e che creerà una dipendenza letale.
È un rapporto “normale”?
Assolutamente no!
Secondo voi Rina poteva regalarci un amore convenzionale?
Ormai con lei siamo abituate alla tossicità, alla perversione, alla possessività e con Landon King, la personalità più disturbante fra i suoi personaggi di seconda generazione, non poteva essere altrimenti.
E poteva la fazione opposta, rimanere a guardare tranquillamente il succedersi degli eventi?
D’altronde Mia è sorella di Nikolaj e, se avete letto i precedenti volumi, sapete senz’altro di quale altra personalità disturbata stiamo parlando 😂 qua non ce n’è uno pacifico…o forse sì e chissà magari lo ritroveremo nel prossimo 🤐
Non mi ripeterò dicendovi che la penna della Kent è coinvolgente perché già lo sapete, che i suoi personaggi sono contorti se no non sarebbero suoi, ma per la prima volta dacché la leggo non sono rimasta pienamente soddisfatta.
Avrei voluto un po’ più di attenzione sul trauma di Mia che alla fine mi è sembrato sviluppato in modo un po’ frettoloso lasciandomi perplessa.
Nonostante questo, Rina Kent, per me, rimane un genio creativo che sforna personaggi complessi e mai banali e che mi lascia sempre in trepidante attesa della sua prossima storia.
Ma ora vado verso acque meno agitate alla ricerca di un’altra avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio Hope edizioni per la copia digitale gentilmente concessa




