Ben ritrovate/i, care/i Peccatrici e Peccatori,
stavolta calo la benda su un occhio, visto che finalmente l’ho potuta togliere dal mio bracciotto rotto, e vi porto con me su un veliero d’altri tempi, insieme ai più pericolosi pirati dei Caraibi.
“Il Cuore Insanguinato” è il titolo del primo volume di una trilogia di questa autrice che, dopo innumerevoli romanzi, torna alla sua prima opera revisionandola, rendendola più fresca, accattivante, coinvolgente e… caliente.
Ma “Il Cuore Insanguinato” è anche il nome della locanda di Isabelle, che gestisce insieme a Merjorie, la donna che l’ha cresciuta quando ha perso sua madre, dove si riversano i peggiori ceffi che sbarcano sull’isola di Saint-Christophe, da cui lei non vede l’ora di scappare via.
L’occasione le si presenta quando il padre (o meglio, il marito da cui sua madre era fuggita per seguire il padre di Isabelle), che lei non ha mai conosciuto, la fa cercare per riportarla a St. James presentandola come ufficialmente sua figlia, entrando così in un mondo elegante, raffinato, ma pieno di regole che ben presto scopre di starle molto strette addosso.
Proprio nella favolosa villa del “padre”, frequentata da personaggi tanto altolocati quanto opportunisti e menzogneri, incontra Tristan, che sembra non solo avere la totale fiducia dell’uomo, ma essere decisamente fuori dalle regole come lei, quindi probabile complice per romperne qualcuna, ma per questo anche pericoloso. La simpatia, e soprattutto l’attrazione, scattano immediate.
Lui l’avverte di stargli lontana, ma… sarà lui stesso a non rispettare i propri avvertimenti quando, nel momento in cui Isabelle scopre che sta per scoppiare una guerra che coinvolgerà proprio l’isola da cui è venuta via lasciando la sua amata Merjorie, vuole tornare alla locanda per portare in salvo la donna.
Isabelle si ritrova così a stare a strettissimo contatto proprio con Tristan, che scopre essere uno dei più famosi pirati che fanno razzie nei mari caraibici, l’uomo più affascinante e intrattabile che lei abbia mai conosciuto, ma che la sta facendo impazzire di desiderio nonostante non voglia ammetterlo nemmeno a sé stessa.
E mentre si dibatte tra il non voler arrendersi all’evidenza dei suoi sentimenti o cedere all’uomo passionale (e arrogante) che la sta riportando alla sua vecchia vita, si delinea una verità che nessuno vuole rivelarle, un nome che nemmeno il più ardito dei pirati che frequentano la locanda ha il coraggio di pronunciare, che ha segnato la sua nascita e la sua vita.
Pamela Boiocchi ci porta in un mondo di avventure, di uomini della nobiltà coloniale americana, dove l’apparenza è tutto, per nascondere poi mancanze, opportunismi e strategie, in contrapposizione alla vita senza regole, faticosa, spesso cruenta, ma molto più schietta, di uomini che hanno scelto di vivere fuori dalla società.
Sa descriverci vividamente entrambi, facendoci immedesimare senza la minima difficoltà nei vari personaggi, ben delineati e strutturati, soprattutto nella nostra protagonista, con un linguaggio divertente, sufficientemente “spudorato” e con ritmi sapientemente dosati da rendere difficile smettere di leggere questo romanzo.
Personalmente gradisco molto il tema della maledizione che sottende la storia, quella giusta dose di mistero, di oscuro, che ti fa desiderare di immergerti al più presto nel seguito di questa opera che spero sarà presto sul mercato con la stessa verve di questo romanzo.
Mi è particolarmente piaciuto anche il fatto che la stesura sia molto curata, senza errori e con uno stile chiaro, lineare, mai pesante o ridondante, che fa scivolare la lettura in un batter d’occhio, lasciando immagini ed emozioni gradevolmente impresse.
Seppure vi siano scene piuttosto piccanti, la lettura può essere consigliata anche ad un pubblico giovane, non essendovi passaggi emotivamente pesanti.
Nella speranza di leggere presto un’altra opera di Pamela, vi lascio a gustarvi questa sotto il fresco di una palma in riva alla spiaggia di qualche caletta nascosta di Saint-Christophe. O tra le coperte stropicciate della cabina di qualche marinaio avventuroso, scegliete voi.
A presto, miei pirati… Ah, no, Peccatrici (e Peccatori).
Nelly
Si ringrazia l’autrice per la copia gentilmente concessa




