In collaborazione con l’autrice che ringrazio per la copia concessa
Buongiorno Peccatrici,
credo di essere stata io a propormi a J. Mira Carlson o viceversa, ma la questione è irrilevante: avevo un hockey romance sulla pista e una “raccomandazione” in mano, quindi ci siamo accettate a vicenda e finita l’introduzione. “POWER PLAY HEARTS”, IV volume della “Heart On Ice Series”, lo affronto ovviamente con tutte le mie perplessità e basse aspettative quando si tratta di hockey e con ancora più incognite dato che non conosco la Penna che ho davanti, quindi mi preparo al face off e vediamo dove finisce il puck.
All’inizio mi muovo a tentoni perché ignoro le dinamiche e i personaggi dei libri precedenti e chi siano e cosa facciano Lauren e Jaxon lo imparo adesso. Al primo scambio di pov avevo già arricciato le labbra e scosso la testa, ma ho provato a proseguire perché dovevo capire se potevo prendere le misure del suo stile e mettermi a mio agio.
È un po’ come quando si prova a centrare con il filo la cruna dell’ago: sbagli il primo colpo, ma riprovi e al secondo ci riesci e lo vedi scorrere fluidamente. In pratica è accaduto questo, solo che è stata la storia a cucirsi addosso a me e io l’ho solo indossata come fossi sulla passerella perché mi stava benissimo.
L’autrice, devo darle atto, non vive di scenografie o dialoghi vorticosi o di automatismi, ma fa qualcosa di più ammaliante: lascia che a parlare siano i gesti, le vibrazioni di corpi in movimento, le espressioni e la ricettività dei suoi protagonisti. Questa cosa mi ha aiutata moltissimo a creare una bolla di empatia anche grazie all’energia che sprigionano, alle percezioni che hanno l’uno dell’altra, agli intenti dichiarati e alle più intime agitazioni.
Jaxon Ryker è l’ala destra che volevo e che stavo aspettando. Per descrivere la sua avvenenza non spreca troppe parole e spariscono i “tenebroso, addominali, animale da letto” dalla lista: la lettrice è libera di farsi il suo film al riguardo, ma è altrove la direzione da seguire per lasciarsi conquistare da lui. È nella fallibilità delle sue certezze, in un controllo che lo equilibra, ma che al contempo gli genera caos e nelle sue assurde tenerezze. Morde l’attacco, ma ci sono alterazioni che non sa governare e un gioco di cui nessuno gli ha insegnato le regole.
Lauren mi affascina immediatamente e mi rende chiare le sue intenzioni: non è fatta di cristallo solo perché ha avuto il cancro e la visione che restituisce al mondo è una geometria imperfetta di una donna stabile, una good girl che fa sempre le cose giuste. Così tutti sono tranquilli, lei non desta preoccupazioni e bivacca in una confort zone di immobilismo. Ma c’è una Lauren sotterranea che ha la grinta e il potere di levarsi la maschera e godere di ciò che può ottenere. Ma sta dando le spalle alla porta invece di andare a rete e la paura di rompersi definitivamente la rende pavida.
L’incontro tra i due non è uno shake tra acqua cheta e alcol etilico, sarebbe un binomio prevedibile: Mira Carlson ha altri piani in mente e interpreta le loro contorte e infiammabili personalità alzando il tiro. Regala a Lauren ferite e carisma, vulnerabilità e tenacia e ammanta Jaxon di negazionismo, errori, dissociazione emotiva, ma anche di una determinazione autentica. E il giocatore dei Vipers sgancia uno slap shot da ricordare.
Entrambi hanno subìto un Penalty Kill dalla vita, dal sistema, ma insieme possono ribaltare la situazione e trovarsi in Power Play. E allora sì che inizia tutta un’altra partita.
L’autrice si spende molto nelle riflessioni introspettive, ma anziché trasformarle in anestetiche digressioni, si rivelano pillole stimolanti che aumentano l’attenzione accelerando i processi di sinergia col romanzo: le argomentazioni trattate ne sono il fulcro e i suoi protagonisti gli incastri inevitabili. Se si pattina alla loro velocità, includendo le cadute, gli stop in panca puniti e al coraggio che scioglie il ghiaccio, allora ‘usatelo’ questo libro, ma fatelo ‘abbastanza’.
Se – come me – non avete letto i volumi precedenti, questo non vi risulterà ostico o poco comprensibile, anzi. Recupereremo gli altri tre (perché adesso voglio conoscerli meglio tutti) e poi aspetteremo il prossimo!
Buona lettura Peccatrici, a presto!
Moira




