Mie adorate Peccatrici,
la volta scorsa vi ho lasciate nell’incertezza, senza niente di concreto fra le mani ma solo con tante domande.
Questa volta ho per voi le risposte ma, prima di arrivarci, ho dovuto immergermi in una storia dai risvolti contorti, con dei personaggi non solo morally grey ma anche tossici e manipolatori.
Con “THE DEVIL’S ADVOCATE” di Ashley Jade, secondo volume della serie “Devil’s Playground duet”, conosceremo gli effetti di ciò che avevamo lasciato in sospeso.
Arriveremo a districare una matassa ingarbugliata, dove ogni filo verrà collegato all’altro, mostrandoci un quadro dai contorni distorti che non avremmo mai immaginato, eventi che si susseguono scatenando quello successivo e che, all’improvviso, nell’insieme cominciano ad avere un senso.
Una relazione nata per appagare con la soddisfazione della carne, il dolore, l’inadeguatezza e il malessere; diventata poi fissazione, trasformatasi in ossessione e destinata a cambiare il corso di più vite.
Cain, Eden e Damien.
Tre personalità completamente diverse.
Tre modi di vivere l’amore differenti.
Tre anime corrotte.
Cain ambisce al potere, ha la politica nel sangue, niente e nessuno lo fermerà da raggiungere il suo scopo: calpesta, umilia, manipola senza alcun senso di colpa, non è disposto a sacrificare il suo obiettivo neanche per Eden, il suo sogno proibito, la sua tentazione ed il suo peccato ma anche il suo punto debole, colei che riesce a tirar fuori la sua umanità ma anche colei che potrebbe distruggerlo.
Eden vuole solo essere amata e si attacca morbosamente a chi le dispensa briciole di quello che cerca.
Soffre per un amore non corrisposto, più viene rifiutata e più si aggrappa all’illusione che forse un giorno avrà ciò che brama.
Ma l’amore l’ha resa debole e manipolabile fino a farla diventare un agnello sacrificale.
C’è chi vuole proteggerla e chi vuole solo rovinarla
Damien ha amato profondamente ma è stato tradito vigliaccamente.
La rabbia, negli anni, ha alimentato in lui un fuoco pronto ad incendiare tutto.
Ora cerca solo vendetta ed è pronto a colpire il nemico quando meno se lo aspetta, quando sarà convinto di avere in mano tutto ciò che voleva e ad aver raggiunto il suo obiettivo, lui arriverà a distruggere ogni cosa.
Ma i suoi piani non vanno come devono, perché ha fatto l’errore di sedurre ed assaggiare, ha peccato nel vedere oltre, nel capire l’essenza di un fiore sgualcito.
Eden, che ha il volto di un angelo ma il corpo che induce in tentazione anche il più santo fra gli uomini, un connubio fra Paradiso e inferno, diventa bersaglio in mezzo ad un fuoco incrociato, un gioco pericoloso che le può essere fatale.
Ma ad un certo punto, grazie a chi le leva la benda dagli occhi, riuscirà a vedere tutto da un’altra prospettiva e, stanca di essere un cagnolino fedele, da agnellino si trasformerà in macellaio.
Indosserà la sua maschera di fragilità per nascondere la sua ritrovata consapevolezza e la voglia di rivalsa.
C’è chi, invece, dietro una maschera di affidabilità nasconde la sua meschinità e riesce sempre a conquistare tutti e ottenere ciò che vuole.
Ma fino a quando durerà questo gioco malato?
E quando l’amore tossico, quello che dà dipendenza, che pompa nelle vene come veleno, presenterà il suo conto?
Questa è una storia dalle dinamiche psicologiche contorte, che ha saputo tenermi incollata alle pagine fino alla fine.
Niente è come sembra e tutto può succedere, qui non abbiamo nulla di scontato o prevedibile.
Non c’è una lotta fra male e bene perché il bene non c’è.
Vi è l’amore nella sua forma più tossica: la dipendenza, quella che si piega ma che non si spezza mai, perché la dipendenza è costante e permanente, non c’è modo di debellarla.
E poi abbiamo l’amore potente, quello che sopravvive alla distruzione, quello che come una corrente unisce, come un’energia inspiegabile raccoglie i tuoi pezzi e ti aiuta a ricostruirti, quello che accoglie le tue debolezze e si fa carico del tuo dolore condividendolo.
Non so come descrivere i personaggi, perché esulano dal solito morally grey, sono egoisti e fedeli a sé stessi fino alla fine, non c’è una conversione nel più classico golden boy.
Solo Eden riesce a crescere e tramutare da burattina a burattinaia, apre gli occhi, prima bendati, e finalmente vede ciò che non voleva vedere, elabora e poi agisce per salvare sé stessa.
Una trama davvero originale, con una scrittura coinvolgente, ma che a tratti è disturbante e che, nonostante questo, io ho amato.
Quindi preparatevi ad una lettura non adatta al mood ombrellone e spiaggia che qui di rilassante non c’è proprio niente.
Alla prossima lettura 😘
Debby




