Mie adorate Peccatrici,
eccomi ripiombata nel Rinaverse col 5°capitolo della “Legacy of Gossip” di Rina Kent, edita da Hope edizioni che ringrazio per la collaborazione e per avermi trascinata in questo suo mondo contorto.
In “GOD OF FURY” sono scivolata in una pozza di inchiostro nero, ho cercato di aggrapparmi per non cadere, ma alla fine ho dovuto arrendermi all’inevitabile e sono rimasta sommersa in questo liquido vischioso scuro che ha cercato di affogarmi penetrandomi ovunque, finché non ho intravisto una mano tesa, pronta ad aiutarmi.
Mi ci sono avvinghiata con tutte le mie forze e solo quando ero fuori pericolo, ho realizzato di chi era quella mano forte e tatuata.
Niente poco di meno che: Nikolai Sokolov!
Da lui mi sarei aspettata che mi spingesse la testa giù o che si fermasse a guardare con quel suo sorriso strafottente e lo sguardo sadico di chi gode di certe situazioni.
E invece no! Quindi immaginate il mio sconcerto nello scorgere un tratto di gentilezza in un ragazzo psicopatico, fuori controllo e dedito alla violenza.
Ma Nikolai è molto più di questo, è un caleidoscopio di colori, dove il rosso è predominante e l’errore che fanno tutti è soffermarsi a guardare questo colore tralasciando gli altri che vi si nascondono dietro.
Sì è violento, perché è il solo modo che conosce per scaricare quella sua energia in eccesso che gli si accumula dentro e che rischia di farlo esplodere, riesce così a tenere sotto controllo i suoi episodi maniacali.
È bisex e si vive a pieno la sua sessualità alla luce del giorno, è pienamente a suo agio col suo corpo e ogni occasione è buona per mostrarlo in giro compreso il suo amico Kolya con cui ha un rapporto speciale ed affiatato 😅.
Nikolai non ha bisogno di conquistare nessuno perché gli si buttano ai piedi, donne e uomini indistintamente.
Per questo quando mette gli occhi su Brandon King, dando per scontato che cederà come tutti gli altri, rimane sconvolto dal suo negarsi e decide di abbattere la sua maschera di imperturbabilità.
Eh sì, perché Brandon quella maschera la indossa perfettamente, è il classico ragazzo perbene, sempre sorridente e disponibile per tutti, vive all’ombra di suo fratello Landon che è il suo completo opposto, è abituato a seguire le regole e a non deviare assolutamente dalla routine che si è autoimposto, fatta di azioni e orari che si ripetono giorno dopo giorno in un ciclo continuo.
A lui basta questo per tenere la mente occupata e sforzarsi di esistere: lui finge, inghiotte tutto e sorride.
Lui si adatta alle scelte altrui, preferisce non prenderne di sue, devia i discorsi scomodi, fugge dalle situazioni ambigue, reprime sé stesso e si nasconde.
Ma allora chi è davvero Brandon King?
Forse neanche lui lo sa più, ha perso sé stesso, troppo impegnato a sfuggire ai mostri che lo perseguitano, non più capace neanche di guardare la sua immagine allo specchio, perché è lì che si annidano i suoi demoni: dietro quegli occhi azzurri, dietro una faccia dal sorriso troppo perfetto.
E quando le voci nella sua testa si fanno troppo acute e rumorose, cerca a modo suo di farle defluire all’esterno, per tornare a respirare, almeno per un po’.
E poi arriva quel Nikolai a mettere a soqquadro la sua esistenza, a fare crollare quel suo equilibrio già precario.
Lo prende per sfinimento, perché quando Nikolai ha un obiettivo non si dà pace finché non lo raggiunge.
E per lui adesso l’obiettivo è scongelare l’autocontrollo di Bran, fare uscire il suo lato selvaggio mettendo da parte quel suo snobismo e l’arroganza che lui proprio non sopporta, penetrargli sotto pelle e incasinargli il cuore come lui ha fatto col suo senza saperlo.
Bran, in silenzio, comincia a cercarlo senza neanche sapere il perché, è diventata una presenza costante anche se non gradita, con lui scopre un lato di sé che non è pronto ad accettare, né tantomeno a mostrare all’esterno.
La sua immagine costruita a fatica si schianta a terra, al centro ne rimane solo Niko, bello e imponente, col suo sapore afrodisiaco che sa di tentazione e peccato.
Neanche la cerchia di amici che per lui sono stati sempre famiglia, riesce a farlo stare bene, forse proprio perché sta combattendo con sé stesso per trovarsi davvero.
L’unico che gli dà sprazzi di pace è solo Nikolai che riesce a tirare fuori la sua bestia, quella a lungo taciuta.
Una nube di desiderio bruciante li avvolge, la lussuria incontenibile li esalta e la possessività che li domina, riesce ad essere una dolce medicina per uno e per l’altro.
Ma Brandon è come un fiore di loto: esternamente bello, puro e perfetto ma che affonda le sue radici nella melma, il suo corpo e la sua mente sono lì e non è semplice per lui distaccare la fanghiglia che tiene appiccicata addosso.
Sarà capace Nikolai di insegnargli a mostrare, con strafottenza, il dito medio al mondo o lo lascerà a crogiolarsi nel suo stato confusionale e nella sua codardia?
Questo 5° capitolo mi ha letteralmente spiazzata 😱, non mi aspettavo di trovarci un Brandon così tormentato e impegnato a portare avanti un’esistenza tanto sofferta, né tantomeno un Nikolai così “gentile”, casinista e irascibile sì, ma che sapesse anche guardare oltre ed essere paziente no.
Due personaggi che non avevano niente in comune ma che l’autrice ha saputo incastrare perfettamente aiutandoli a guarirsi a vicenda.
Sono abituata alle emozioni intense che la Kent sa regalare ma non mi aspettavo una tale profondità da questa storia, d’altronde l’apparenza spesso inganna e lei lo ha pienamente dimostrato.
Non mi perdo a parlarvi del suo stile inconfondibile, chi mi conosce e ha letto le recensioni precedenti, sa che ho un debole per quest’autrice e che sono caduta con tutte le scarpe nel Rinaverse…ho l’intenzione di uscirne prima o poi?
Assolutamente NO! 😂
Vi invito fortemente a non leggere né questo né i precedenti libri se non volete diventare delle tossicoRinadipendenti e soffrire di forti crisi d’astinenza 🫠
Alla prossima lettura 😘
Debby




