“QUELLO CHE CI DIVIDE – La storia di Max e Fren” (#1 Un rumore di accendino Serie) di Vivienne Prati

8 Set, 2026

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Buongiorno Peccatrici,

la mia prima recensione dopo la pausa estiva è dedicata al self publishing con il romanzo d’esordio di un’autrice italiana, Vivienne Prati. Non la conoscevo, ma mi avevano invitata più volte a farlo ed eccomi qui con “QUELLO CHE CI DIVIDE – La storia di Max e Fren” (#1 Un rumore di accendino serie), uscito ad aprile.

A volte tendiamo un po’ a snobbare (diciamocelo) le storie nostrane che hanno nomi italiani e le città di provincia, convinte magari non abbiano grandi stimoli che alimentino la nostra curiosità e immaginazione. La Prati ambienta il suo a Mantova e la mia battuta fu: “Mantova. Ma neanche i mantovani sanno dov’è Mantova?!” (chiedo scusa ai suoi abitanti per la boutade). Ho pensato fosse una scelta sconsiderata, e poco accattivante, ma coraggiosa e a me il coraggio piace sempre. Niente college americani, niente confraternite, niente capitani di football, niente California o New York. Mantova.

Nessun Wayne, Ethan, Jake o Shirley, Summer, Violet, ma Massimiliano Anselmi e Francesca Rinaldi che vivono fin da piccoli uno di fronte all’altra usando i vezzeggiativi di Mami e Fren. Il primo in una famiglia imprenditoriale con macchine di lusso, villa in Sardegna e un cognome che apre tutte le porte, lei più sulla borghesia basso profilo con redditi assolutamente dignitosi. State pensando al riccone e alla povera fiammiferia”, vero?

A Max e Fren dei rispettivi conti in banca importa poco: nessuno dei due deve vantare o subire questo gap economico, eppure è proprio il tessuto sociale, scolastico e politico a creare disuguaglianze, a renderli più rabbiosi o discriminati. E gli idealismi, le fazioni opposte, la mancata comunicazione e forse anche le utopie, non consentono loro di camminare fianco a fianco, ma di frammentarsi e lasciare dei vuoti e dei silenzi.

Sono giovani, ma lei ha le idee già chiare: si informa, aderisce a un progetto ideologico per cui valga la pena battersi, crede nel senso civico, ma Max? Lui gioca a rugby, è ben vestito, ottimo studente che frequenta ambienti più estremisti, un intoccabile. Ma è tutto fuorché un esaltato senza valori. Lo vedrete.

C’è una fiamma che resta sempre accesa tra di loro: può crescere, affievolirsi, alzarsi, sfarfallare o tremolare, divenire fuligginosa o accogliente, ma non si spegne mai. Dovranno imparare a coniugare un sentimento nei tempi, nei modi, a renderlo imperfetto, remoto, presente e futuro.

Vivienne debutta con un romanzo non comune per i contenuti espressi e non tenta invano un salto triplo non sapendo dove atterrerà. Misura i passi e le scene, lascia piena coerenza allo sviluppo anagrafico dei protagonisti: li lascia cullare nell’innocenza, poi dà loro qualche strumento in più e aggiunge l’inevitabile cambio di ritmo durante l’adolescenza fino agli albori dell’età adulta.

Una trama che non fermenta con lo spicy e con la rivoluzione ormonale, ma punta maggiormente a dare voce alle titubanze, ai presentimenti, le incertezze, a quei punti interrogativi macroscopici che sfido chiunque a non aver attraversato a quell’età. Le radici su cui basa il romanzo sono le dissociazioni e le divergenze politiche dei contesti entro cui si muovono i personaggi (anche i secondari), le distanze di una scala gerarchica tra quelli che hanno troppo e la classe proletaria, tra intenti e obiettivi apparentemente inconciliabili.

La Prati scrive bene, non è confusionaria né distratta e la stesura di “QUELLO CHE CI DIVIDE” è convincente: accarezza punti sensibili senza enfatizzarli, poi alleggerisce le sonorità e va a riprendere in mano quel filo spinato. Non incarna né il concetto di bad boy con i traumi incorporati (Max è un personaggio dalle good vibes anche quando sbaglia), né della candida ragazza uscita dal convento (Frenny sarà inesperta, ma è una contestatrice cui è difficile tappare la bocca), ma dimostra come si possa intarsiare una storia tutt’altro che vacua e scontata senza doverla sporcare inutilmente.

Buona lettura Peccatrici: ah, se per caso organizzate una visita a Mantova, tenetemi presente!

Alla prossima.

Moira

Recensione di

Scheda Tecnica

Titolo: QUELLO CHE CI DIVIDE
Titolo Originale: QUELLO CHE CI DIVIDE
Autrice/Autore: Vivienne Prati
Data di Uscita: 02/04/2026
Autoconclusivo
Numero/Volume: 1
Formato: cartaceo, ebook, kindle unlimited
Numero di pagine: 458

Trama

Due balconi uno di fronte all’altro. E il rumore di un accendino che segna il ritmo di un amore che sembra impossibile.

Max e Fren crescono e giocano insieme e si scambiano una promessa: «Non odiarmi mai». Ma crescere significa scoprire che il mondo non è fatto di costruzioni Lego e che i loro cognomi portano il peso di ideologie opposte.

Max è il figlio del potere. Rugby, auto di lusso e un futuro già scritto nell’azienda di famiglia. È un ragazzo dal cuore corazzato, abituato a ottenere tutto ciò che vuole, tranne l’unica persona che conta davvero.

Fren è l’anima della ribellione pacifica. Idealista, attivista nel centro sociale e fieramente indipendente. Per lei, Max rappresenta tutto ciò che combatte, l’incarnazione di un sistema che vuole abbattere. Ma è pur sempre il suo Mami…

Lui diventerà la sua ombra. Max è pronto a infiltrarsi in mondi pericolosi e a farsi odiare pur di proteggerla da quello che lei ignora. Lei lotterà contro un destino che minaccia di colpirla nel profondo della sua femminilità.

Riuscirà un legame nato tra i giochi d’infanzia a sopravvivere alle ferite profonde dell’età adulta?
Dall’innocenza dei primi anni ’90 alla maturità del 2005, un viaggio emozionante tra audiocassette, Nokia 3310 e la musica Indie e quella di Vasco Rossi.
Una storia di appartenenza e di un amore capace di sfidare il tempo, le ideologie e il dolore.
«Perché ti voglio bene, non l’hai mica capito?»

NOTA DELL’AUTRICE (Avvertenze sui contenuti): Quello che ci divide non è una classica commedia romantica leggera. È una storia viscerale, intensa e a tratti cruda. Max e Fren sono personaggi morally grey e reali, imperfetti e testardi, che sbagliano e a volte si feriscono a vicenda. Il romanzo fa da sfondo a dinamiche sociali e politiche reali e affronta tematiche delicate (come scontri di piazza, lutto e dolore fisico/malattia). Se cercate una lettura spensierata, zuccherosa, o un romance ricco di scene spicyquesta storia potrebbe non fare per voi. Se invece amate gli amori tormentati (angst), realistici e le anime che lottano strenuamente per i propri sentimenti, benvenuti nel mondo di Max e Fren.