Ooooookey, fermi tutti, che la vostra Nelly è ancora tutta sottosopra!
Peccatrici e Peccatori, a me gli occhi, che oggi la recensione è da botto.
Ci siete? Siete pronti?
Allora, via! Montate in sella alle vostre moto, si parte per Ashbourne Ridge, sui monti Appalachi. La nostra guida è Kyra Synd, e il percorso che seguiremo è quello battuto dai due motorcycle club nemici di “CRAVING THE ENEMY”.
Sentieri bui, umidi, pieni di pensieri, dolori, di colpe portate addosso come coperte che si pensa possano proteggerci dal fare altri errori. E mentre ci si addentra nelle foreste dal terreno fangoso, a caccia del nemico e delle tracce lasciate dai ricordi che ti spezzano ancora, si percorre la scia di paura, rabbia e sangue fatti scorrere da qualcuno che si sperava fosse sparito dal proprio territorio, e quella di lacrime, impotenza e rammarico per gesti e scelte fatte verso qualcuno che ormai non c’è più.
Kyra è maestra, in questo.
Esattamente come è maestra nel farti vivere dentro la storia, come se prendessi tu stessa/o il posto dei protagonisti.
Lyra. Lei è la figlia dell’ex capo degli Ash Voltures. Il nome Maddox è sinonimo di sangue, di faida, di uomini senza la minima pietà, di violenza – fisica e psicologica – portata all’estremo perfino contro gli appartenenti alla propria famiglia. Scappata da Isaac, l’attuale capo dei Voltures, dopo 8 anni ritorna ad Ashbourne Ridge per ritrovare la chiavetta lasciata dal fratello Caleb, che potrebbe far scoppiare di nuovo una guerra senza limiti tra i due club.
Thorn. O meglio, Elias “Thorn” Mercer. E’ il vicepresidente dei Grave Saints, l’MC nemico giurato degli Ash. Le spine che porta tatuate addosso, lo sono soprattutto sul cuore. Quel cuore che credeva non essere più capace di amare, e che non smette di sanguinare affogando nei sensi di colpa. Ora, con l’enorme problema di capire se la scelta di portare sotto il proprio tetto Lyra, per tenerla d’occhio, sia stata la cosa giusta o l’ennesimo errore che potrebbe costare di nuovo caro al proprio club. E lui non si può permettere di sbagliare ancora, ma nello stesso tempo non riesce a pensare di lasciare Lyra in balia a chi è tornato a darle la caccia.
Anche lei non sa quanto sia stata giusta la scelta di trovare rifugio da Thorn. Di sicuro, sa che suo fratello Caleb è morto per quelle informazioni che voleva dare ai Saints per fermare gli Ash Voltures, ma da qui a farsi accettare dal club, e soprattutto sentirsi al sicuro tanto da permettersi di lasciare che la speranza si insinui nei piccoli varchi del suo dolore, ce ne corre. E, in tutto questo, non vuole che chi gli stia accanto possa diventare di nuovo un bersaglio per chi la vuole ancora spezzare.
E’ proprio in questo tormento interiore dei protagonisti che l’autrice eccelle.
Lei scava, con le unghie, con i coltelli, lacera brandelli di carne e cuore, stritola ossa e coscienza. Le sue storie non sono mai leggere, non hanno mai la forma di caramelle dolci da succhiare tanto per passare il tempo e addolcire il palato. Prende i traumi, le violenze subite, l’orrore della parte nera dell’animo umano e ti ci immerge, ti fa sentire la vischiosità del sangue che ti scorre addosso, la paura che ti paralizza le gambe e il cervello, lo schifo che ti fa salire i conati di vomito per le contorsioni dello stomaco. Ti mette davanti ai limiti, ti accompagna nella comprensione di quanto impediscano di vivere, e poi ti fa vedere le brecce attraverso cui si può decidere di riemergere, di scegliere la via diversa percorsa finora che può portare fuori dalla montagna degli incubi, verso quella vita che troppo spesso si crede di non meritare, a causa di quello che hanno sempre cercato di instillare nella tua mente.
Kyra è dura, cruda, feroce, nelle scene cupe che tanto ama rappresentare come la parte oscura di ognuno di noi, ma è altrettanto passionale, viscerale, forte, luminosa e volitiva quando ti fa esplodere nei sentimenti, nel senso di comunità, nel riscatto della propria vita, nella speranza di quel lieto fine che tutti noi agogniamo. I suoi libri non sono mai fini a se stessi, ma un modo per guardarti dentro, per scoprire dove sono le tue zone buie e dolorose, e per darti la capacità di vedere che può esserci un’altra/o te, se lo vuoi. Ti parla di persone che si sentono sbagliate per essere state messe a dura prova dal destino ma, come nella realtà, non ci sono persone sbagliate in assoluto, ma scelte. Come si sceglie di reagire a ciò che ti succede, come si accetta di dare, darsi, altre possibilità, come quello che ti succede, ti segna e ti modella, non qualifichi la persona che credi di essere, fa la differenza tra il perdersi o il trovare la versione vera, vitale, di te.
Nei suoi romanzi sceglie di parlare di violenze che purtroppo succedono fin troppo spesso a noi, o a qualcuno che ci sta vicino, violenze di cui ancora oggi ci si vergogna a parlare, a chiedere aiuto, e lo fa con storie cupe, oscure, taglienti, ma sempre senza il minimo giudizio alle reazioni che i traumi innescano e, ancor di più, sempre con quel filo di speranza che esiste in fondo all’anima di trovare il coraggio di uscire dai meandri letali del dolore. La forza vitale che trasmette attraverso i protagonisti, nonostante ciò che cerca di annientarli, è qualcosa che ti si attacca addosso, che aggiunge, pagina dopo pagina, quel mattone che serve a ricostruirti, laddove ne hai bisogno.
Se cercate un’autrice leggera, delicata, per passare qualche ora in spensieratezza, Kyra non fa per voi, vi avverto.
Ma se cercate chi riesce a farvi vedere quanto potete cambiare, voi e la vostra vita, quanta forza potete trovare nonostante tutto, e non avete paura di affondare le mani dentro le emozioni, anche le più crude, allora non potete perdervi questo viaggio tra le foreste più misteriose del Nord America, in una delle atmosfere più gotiche di questa autrice.
Le sensazioni che proverete non se ne andranno via facilmente dalla vostra pelle, ma il bello del viaggio è proprio questo, in fondo, no?
In attesa di rimontare in sella con il prossimo romanzo di Kyra Synd (sappiamo bene che le moto sono una delle sue più grandi passioni), lasciatemi ringraziare lei per questa nuova intensa storia che ci ha regalato, e la Vesperion Edizioni per la collaborazione e la copia concessa. Non perdetevelo, datemi retta.
La vostra Nelly vi saluta (vado a farmi una corsetta nel bosco…
) e vi rimanda alla prossima recensione. Fate i bravi, mi raccomando: leggete 




