Ringrazio Hope Edizioni per la collaborazione e la copia concessa
Ben ritrovate in Oklahoma Peccatrici,
“SAVED”, volume conclusivo de “The Battle Duet” di Hazel James, esplora finalmente Clay, un po’ angelo custode, un po’ motivatore e un po’ psicologo. Anche lui veterano dell’esercito che ha ricostruito pezzo su pezzo la propria vita. Ma non solo.
Quella che è di fatto la missione più importante, quella che non riconosce onori e medaglie, lui la fa lontano dai campi di battaglia: sostenere e assistere quei reduci nel reinserimento sociale, a tendere più di una mano per aiutare il prossimo. Non è infallibile, non è fatto d’acciaio, ma si nutre nel contribuire a sollevare i macigni degli altri…forse per alleggerire i suoi. Ha creato una palestra, in procinto di aprirne un’altra, e un’associazione per provare a ridare dignità a chi sembra smarrito o perduto.
L’arrivo di Leilani gli dà il pretesto per compiere l’ennesima buona azione. Donna atipica, a tratti sfuggente, orgogliosamente indipendente e autonoma, ma bisognosa di una nuova opportunità e di trovare una rotta per ricostruirsi. Letteralmente.
L’inizio non è dei migliori: lei è guardinga, ma ciò che è sotto gli occhi di chiunque non può essere nascosto e Clay vede ben al di là di semplici sguardi. A lui dell’evidenza non importa, è stato un 92R nell’esercito e sa come ispezionare, riparare, mettere al sicuro ciò che è apparentemente guasto (non a caso il motto è “I will be sure always”) perché sa di poter fare la differenza. Anche con Leilani.
Ciò che ancora non sa, è che lei potrà fare lo stesso.
Una relazione non di istinti, ma di passi di avvicinamento: non è un suolo agevole, si potrebbe rischiare di innescare delle mine e saltare in aria. Occorre prudenza, spirito e anima di osservazione, non avere sospetti e crederci. Solo questo. Perché ci si può salvare se si è in due.
“SAVED” probabilmente supera di intensità il volume precedente: le argomentazioni sensibili non diventano ansiogene e seguono un algoritmo emotivo ben tracciato: la sua protagonista non è nervosa o in lotta contro il mondo, è solo in credito. La sua bellezza, il suo carisma, non nascono né dalla sensualità né dalla forza, ma dalla resistenza agli eventi infausti, nel saper oscillare fino a piegarsi, ma mai a lasciarsi spezzare. Clay, dal canto suo, si presenta sotto i migliori auspici, ma neanche le sue ombre riescono a deformare la volontà e l’impeto altruista.
Hazel James ha una Penna molto chiara, non gioca al gatto e al topo col lettore e nemmeno divulga concetti campati per aria e qui mi devo ripetere: conosce perché ci ha vissuto in mezzo al sistema militare, ma non ha scelto un’impronta bellica per costruire questa storia. Ci racconta come si vive dopo aver lasciato i territori di guerra e sceglie di farlo non con una misura morbida, ma veritiera senza dovere a tutti i costi reggere una mitragliatrice in mano.
Buona lettura Peccatrici, ci rivediamo la prossima volta.
Moira




