Mie adorate Peccatrici,
oggi vi porto in una storia da pugno nello stomaco, una di quelle che ti prende le budella e te le stringe in una morsa, quindi prima di avventurarvi in questa lettura, vi invito a leggere i trigger Warning e a desistere se l’argomento non è nelle vostre corde.
Shey Stahl per l’ennesima volta mi ha fatto soffrire come non mai, la differenza con “Sex love marriage”, un altro suo libro che ho letto tempo fa, è che, in quel caso, mi ha presa alla sprovvista: la cover, la sinossi e la mancanza di avvertenze, non rispecchiavano il contenuto del romanzo. Con “LA VERITÀ DI QUELLA NOTTE”, invece, ero preparata, eppure mi ha sconvolto ugualmente, perché ci sono temi che volenti o nolenti, ci toccano più di altri, per di più, la penna dell’autrice ha il potere di riuscire ad entrarmi sotto pelle e a farmi vivere, mio malgrado, le emozioni dei protagonisti.
Asa e Barrette, due ragazzini che trovano l’amore uno negli occhi dell’altra, poi la vita impone cambiamenti che non si volevano e i due si perdono. Asa torna a liceo ormai finito, sono cresciuti entrambi, ma lui in questi anni di distanza ha perso tanto e ora non sa più cosa vuole, l’unico punto che è rimasto fermo e fisso nei suoi obiettivi è quella ragazza bionda dagli occhi chiari.
Poi un falò in riva al mare per festeggiare l’inizio dell’estate, e il cielo da stellato diventa cupo e nero, i ricordi si perdono in un abisso oscuro, la luce di Barrette si spegne, sembra destinata a non accendersi più.
Barrette non è sopravvissuta, una parte di lei è morta quella notte, eppure c’è una mano tesa che la tiene stretta con tutte le sue forze e cerca di non farla scivolare ulteriormente. Asa è rimasto, lì accanto a lei, quando tutto era distrutto, lui è rimasto per ricostruire. Con costanza, con pazienza, con amore, lui resta e ascolta, non impone, non sovrasta ma dona conforto e rifugio ad un’anima spezzata.
Barrette non è più una ragazzina, è dovuta crescere in fretta, si è persa e non riesce più a ritrovare sé stessa. È impegnata a percorrere quel lungo tunnel nella speranza di vedere la luce in fondo, che sembra non arrivare mai. Eppure accanto a lei ha sempre Asa, con una flebile fiaccola in mano ad indicarle il percorso, attento a non farla inciampare, a non farla deviare, pronto con una carezza delicata a spingerla dietro la schiena quando si ferma e non ha più voglia di proseguire. Perché Asa l’ha salvata quella notte e continua a farlo ogni giorno.
Il ricordo di quella notte non c’è, eppure non si può dimenticare perché quella notte c’è stata, per lei è difficile lasciare andare il passato, lo ha marchiato sotto pelle.
Quella notte ha strappato una pagina importante nella vita di Barrette e lei cerca in tutti i modi di continuare a scrivere il suo libro, la sua storia e non lo fa capitolo dopo capitolo, né pagina dopo pagina, né frase dopo frase, no, lo scrive parola dopo parola, a volte lettera dopo lettera, perché il suo percorso non è semplice e nonostante abbia Asa costantemente vicino, l’amore non cancella il dolore, perché questa purtroppo non è una favola, è vita vera e crudele.
Il dolore, la paura, l’inadeguatezza, non passano in un attimo e ogni volta che crede di riuscirci, l’oscurità la risucchia nuovamente nelle sue spire, soccomberebbe se non fosse per quei pochi amici che ha deciso di tenere accanto a sé e che fanno di tutto per aiutarla.
Vorrei parlarvi ulteriormente della storia perché avrei tanto da dire, ma non posso, odio spoilerare anche se so che avrete già capito in parte di cosa si parla. Ma è bene che questo libro lo leggiate e lo scopriate voi, con i vostri tempi e con le vostre emozioni.
L’autrice non edulcora, ma tratta i suoi personaggi con delicatezza, rendendoli poco artefatti e molto realistici.
Asa è un ragazzo che si dà da fare per raggiungere i suoi obiettivi, apparentemente senza un difetto, eppure anche lui ha il suo: il troppo amore per Barrette, la sua ossessione per lei, il volerci essere in ogni momento anche se sembra essere a senso unico, un amore che giornalmente rischia di distruggerlo. Perché lui continua a vedere in fondo ai suoi occhi che c’è ancora un pezzetto della vecchia Barrette, perché lui lo sa che è il suo conforto e perché è convinto di riuscire a riportare le stelle nel suo cielo ormai buio.
Barrette piange, Barrette soffre, Barrette muore ogni giorno e ogni giorno rinasce solo grazie a lui che riesce ancora a vedere attraverso la sua oscurità, lui le ridà la sua libertà, colma i suoi vuoti e l’aiuta a ricostruirsi pezzo per pezzo. Nel suo cielo buio brilla una sola stella, Asa, pronto a riportare la luminosità di tutto il firmamento.
Ma perché Asa le dona tutto questo in cambio di niente?
Perché l’amore è soprattutto altruismo, chi ti ama lotta con te e ti sprona a dare il meglio, fino a farti capire che vale la pena averlo nella tua vita.
Una storia dura e cruda che mi ha fatto male ma che rileggerei altre mille volte per le emozioni autentiche che mi ha fatto provare.
E voi siete pronte a soffrire e a leggere una storia di rinascita potente?
Mentre decidete, io corro subito verso un’altra avventura a caccia di emozioni.
Alla prossima lettura 😘
Debby
Ringrazio Royalbooks edizioni per la copia digitale gentilmente concessa




