In collaborazione con Quixote Edizioni che ringrazio per la copia concessa
Bentornate Peccatrici,
dopo “CALL THE CORONER” la serie “Staniel” prosegue con il secondo volume ancora più carico e impetuoso: “DIG YOUR GRAVE” e tutto si può dire tranne che l’autrice Avril Ashton non sia crazy!
I protagonisti indiscussi sono sempre loro: Daniel Nieto e Stavros Kostantinou che rubano la scena a chiunque si pari davanti. Sono ancora più incaxxati, più famelici e brutali e ne hanno ben donde: sono intoccabili l’uno per l’altro e non ci può essere perdono per chi si azzarda a provarci.
Hanno un legame indistruttibile, talmente vitale che non esitano un istante a mettere a ferro e fuoco mezzo mondo: la salvezza dell’uno equivale alla sopravvivenza dell’altro e scatenare la loro collera non conviene a nessuno. Ma i nemici nell’ombra hanno sottovalutato la loro disumanità, il loro istinto predatorio e omicida: più che lo scorrere del sangue e le macabre esecuzioni che sono arte e godimento, per Daniel e Stavros ciò che conta è restare indivisibili. È appartenenza, è quiete, è sinergia, è il riconoscimento totale di due anime fuse nello stesso nucleo. Padroni dell’underground criminale e in cima alla catena alimentare, trovano un habitat ideale e insperato nel completarsi a vicenda in tutto e per tutto.
Mi hanno ricordato due black mamba: aggressivi e formidabili quando devono difendere il territorio, velenosi e letali quando vengono attaccati. Il morso del mamba è mortale, quindi sfidarli, ferirli a morte, scinderli è un atto suicida le cui conseguenze si pagano con la vita. Ah, la testa del mamba ricorda vagamente una bara. Così, tanto per dire.
Il bisogno, l’attrazione e gli amplessi voraci non sono sono solo l’espressione fisica del desiderio: sono marchi non tanto sulla pelle, ma i sigilli di una dipendenza incontrollabile che cementa un’unione che non doveva esistere, neanche essere concepita ma che è, invece, una scelta naturale e l’incastro perfetto.
Avril Ashton – come nel precedente – adotta la terza persona perché chi meglio di un narratore esterno può essere più obiettivo? Infatti tutte le tendenze, gli stati d’animo sia efferati che emozionali, vengono declinati con una misura equa e imparziale, riuscendo ad essere trascinante e al centro del mirino. Ci sono romanzi in cui i doppi POV sono necessari e coinvolgono maggiormente il lettore e altri – come questo – in cui una voce neutrale ha quell’incedere deciso e determinante per avvolgere e inquietare allo stesso tempo.
Quixote Edizioni si è affidata (come in Call the Coroner) alla traduzione di una bravissima Francesca Giraudo e ogni tanto, quando abbiamo un testo perfettamente coniugato all’italiano, diamo anche merito a chi ce lo restituisce chiaro e comprensibile sposando il linguaggio dell’autrice.
Anche “DIG YOUR GRAVE” necessita di avvertenze prima di scegliere di leggerlo: la mia sensibilità e elasticità sono discutibili quindi non faccio testo, ma questi sono due sadici assassini che ci tengono a mostrare le loro capacità, quindi fatevi i vostri conti.
Buona lettura Peccatrici, spero di ritrovare la Ashton molto presto!
Moira




